16 Maggio 2026
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Gigi D’Alessio: rimetto tutto a posto a mie spese

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vincenzo chianese Servizio di Vincenzo Chianese@riproduzione riservata

 

Continuano le polemiche a Napoli dopo il concerto di Gigi D’Alessio che ha distrutto, in pratica, il manto erboso del San Paolo. L’agronomo della Lega Calcio, Giovanni Castelli, già in passato è intervenuto sul terreno di gioco del San Paolo, facendolo diventare uno dei migliori del nostro campionato. Intervenuto a Radio Crc ha spiegato in che condizioni verso il campo da gioco dopo il concerto: “Ieri sono stato al San Paolo ed ho avuto la conferma di quello che pensavo dopo aver visto le foto. I danni sono enormi e bisogna metterci mano prima possibile per farli rientrare in una situazione accettabile per l’inizio del campionato. Nella zona del palco l’erba è morta, putrefatta, io non ho mai visto in nessuno stadio in Italia ed in Europa lasciare il campo coperto per 10 giorni! Di solito tutto accade in un giorno e con pochi danni, lì c’è stato un abbandono totale, inspiegabile. Essendo marcia, l’erba non può ricrescere. Il malato ora è in sala operatoria, bisogna capire se avrà una reazione repentina. L’amichevole però potrebbe essere a rischio se da oggi non si lavorerà”. PRIMA IN TRASFERTA PER IL NAPOLI – Se le condizioni non dovessero migliorare, il Napoli potrebbe chiedere di giocare la prima gara del campionato in trasferta, queste le parole di Castelli: “Bisogna intervenire subito, ma se le cose si complicheranno il campo andrà rifatto totalmente. Quello che è sicuro è che la prossima stagione il Napoli non avrà un campo da 5 stelle come era prima, come nel gioco dell’oca siamo tornati ad anni fa…”. LA DIFESA DI D’ALESSIO – Il cantante si è difeso ai microfoni di Radio Kiss Kiss: “Questa polemica che si è creata con De Laurentiis è stata montata. Non è vero che il presidente si è arrabbiato. Ne abbiamo parlato e abbiamo concordato che il 1 agosto, quando il Napoli giocherà la sua prima amichevole al San Paolo, sarà tutto ok e tutto a spese mie. Questa cosa non succede negli altri stadi, perché all’Olimpico e al San Siro ci sono più concerti e le società esterne pagano una somma per rimettere lo stadio a nuovo”.

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