16 Maggio 2026
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Bonucci diamante, Giaccherini multiuso: le pagelle dell’Italia

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Valerio Lauri  Servizio di Valerio Lauri ©riproduzione riservata


BUFFON: 6,5. L’intervento su una conclusione velenosa di Nainggolan da fuori nella prima frazione è uno dei pochi momenti in cui il portierone è dovuto intervenire. Per il resto, grande presenza carismatica nel tenere alta l’attenzione dei compagni.

BARZAGLI: 6. Uno dei pochi reduci dal successo del 2006, dei tre là dietro è quello che si vede meno. Ma la prestazione è sempre di buon livello, considerando che, sul suo lato, le caratteristiche di Candreva lo costringono ad un maxi-lavoro.

CHIELLINI: 7. Grinta da vendere, intensità difensiva importante, sta incollato a Lukaku e gli fa sentire pure i tacchetti. A volte eccede nel tenere palla, ma le sue falcate offensive estemporanee sono ossigeno per i compagni.

BONUCCI: 7,5. Partita praticamente perfetta per il Leonardo di Casa Italia. Grande efficacia difensiva, mista ad attenzione a livelli altissimi. Sua l’invenzione che invita Giaccherini a nozze per il gol del vantaggio. Con un lancio alla Pirlo.

DARMIAN: 5. Non riesce ad entrare in partita e lo si vede da subito. Sulla sua fascia di competenza, il Belgio lo manda spesso in difficoltà. Non riesce ad essere lucido nemmeno quando si tratta di proporsi in fase offensiva.

CANDREVA: 6,5. Ottima prestazione per l’esterno di destra dello scacchiere di Conte. Ingaggia un duello emozionante con Vertonghen, che rivaleggia ad armi pari, chiudendolo bene nel primo tempo. Nella ripresa, maggiore lavoro di copertura, ma soprattutto l’assist del 2-0 definitivo a Pellè.

DE ROSSI: 6,5. Ci mette il cuore e una buona dose di esperienza. Per il primo quarto d’ora galleggia basso, studiando gli avversari. Poi avanza il suo raggio d’azione, dando solidità al reparto e mettendo in mostra la sua sagacia tattica.

PAROLO: 5,5. Del centrocampo italiano, è quello che fa più fatica. Pecca nella gestione della palla, soprattutto quando scotta e ci vuole freddezza. Cala vistosamente nella seconda frazione, arretrando troppo col baricentro della squadra.

GIACCHERINI: 7. Dosi eccellenti di corsa e tanto spirito di sacrificio. E’ il figlio prediletto di Conte, il tuttofare di cui non si può proprio fare a meno. Bonucci gli detta l’orario dell’appuntamento col gol e lui ci si presenta con freddezza da bomber navigato.

EDER: 6,5. Tanto lavoro oscuro per l’oriundo. Conte lo preferisce ad Immobile, probabilmente, proprio per la sua capacità di aiutare il centrocampo e di fungere da raccordo tra i reparti. Quando le energie vengono a mancare, viene rilevato dal vivace Immobile.

PELLE’: 7. Una partita intera a fare a sportellate coi lungagnoni del Belgio non ha intaccato la sua voglia di lasciare il segno. Courtois gli nega la gioia su un colpo di testa ben angolato. Poi, non può nulla sulla girata devastante che sancisce il risultato finale.

DE SCIGLIO: 6. Rileva un Darmian sotto tono e piuttosto in bambola. E lo fa bene. Tiene bene la fascia sinistra, facendosi spalleggiare dalla compattezza dei compagni, senza eccedere in personalismi pericolosi.

IMMOBILE: 6,5. Entra al posto di Eder per far salire la squadra, con le energie fresche che porta in dote. Sfiora il gol con una bordata, poi avvia il contropiede decisivo che stampa in faccia ai belgi un 2-0 pesantissimo.

THIAGO MOTTA: s.v. Un quarto d’ora scarso concesso al numero 10 azzurro, che si fa notare soprattutto per un calcione ad Hazard, che gli vale l’ammonizione.

C.T. CONTE: 8. Una nazionale italiana a sua immagine e somiglianza. Antonio Conte dà alla sua squadra la sua impronta di guerriero e rilancia le quotazioni azzurre. Se sarà questa l’Italia per tutto il torneo, ne vedremo sicuramente delle belle.

Twitter: @Val_CohenLauri

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Nato nella Nola di Giordano Bruno e cresciuto a pane e calcio. Amante della parola scritta, evasione dalle indigestioni di matematica e informatica universitarie. Appassionato di musica a 360 gradi e lettura, nostalgico ma teso alle novità.

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