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“Ringrazio il presidente, il direttore Raiola e tutta la famiglia Paganese per la fiducia. Ho smesso di giocare ed è stata dura, ma sono entrato subito in questo mondo e magari potrò dimenticare alla svelta quello che ho fatto in campo”. Parole e musica di Antonio Bocchetti, neo coordinatore dell’area tecnica del club azzurrostellato, presentato ufficialmente nella sede sociale al fianco di patron Raffaele Trapani e del dg Filippo Raiola. “Questo ruolo comporta attivismo 24 ore su 24 – il suo esordio -. Da calciatore magari lavoravi quelle due ore al giorno per gli allenamenti, ora sarà diverso”.
Sul mercato: “Bisognerà trovare innanzitutto quei profili giovani, in alternativa ai grandi, che abbiano voglia di emergere. Quest’anno, per vari motivi, non li abbiamo trovati. La squadra comunque ha dimostrato di essere competitiva: con piccoli sforzi economici, si possono fare grandi cose”.
I rinnovi: “Con Sirignano ci incontreremo a breve per discuterne. Lo stesso discorso lo abbiamo fatto a Guerri, ma il ragazzo vorrebbe riavvicinarsi a casa. Deve risolvere solo dei suoi piccoli problemi personali”.
Sull’addio di Cunzi: “Nel ruolo cerchiamo due profili. Comunque Evan ha fatto benissimo con noi. Il ragazzo mi aveva rivelato di avere una squadra che gli offriva due anni di contratto. Lui, però, aveva firmato con noi un contratto a gennaio. Lui aveva espresso più volte la volontà di andare via e noi lo abbiamo accontentato perché non vogliamo qui giocatori scontenti. Non è stato un problema di natura economica. Non ci è stato nemmeno espresso il concetto di poter rinegoziare il contratto”.
Su Della Corte: “E’ del Pontedera: lì devono comporre prima i quadri tecnici, poi si vedrà. Voglio però dire che siamo stati l’unica società in Italia a fare i rinnovi a gennaio. Abbiamo delle idee ma non sempre è facile concretizzarle subito. Magari a luglio, quando partono i ritiri, è più semplice. Le pretese calano e sono i giocatori stessi che iniziano a chiamare. E’ un po’ il gioco delle parti. Noi vogliamo calciatori che abbiamo voglia di mettersi in mostra e mangiarsi l’erba. E poi dobbiamo rispettare un certo tipo di calcio che vuole il mister, e non è semplice. Ho per fortuna una società che mi dà una grossa mano e mi sento quasi ovattato. E parlo di tutti i dipendenti”.
I rapporti coi club: “Ne ho con Dario Baccin come con tanti in A e B. Di nomi sul taccuino ce ne sono molti, poi bisognerà scegliere quelli giusti. Fosse stato per noi, avremmo già fatto la squadra. Abbiamo avuto qualche rifiuto e qualche adesione. Ma per certi calciatori bisogna sempre aspettare un po’. Coglieremo al volo qualsiasi opportunità. Di partite ne vedo in Eccellenza come in D, non solo le Primavere. Poi bisogna associare il valore del calciatore al nostro tipo di calcio”.
Su Esposito: “Io penso a 19 titolari, non a 11. Tutto devono essere all’altezza della situazione. Col Crotone stiamo parlando di Esposito, ma non solo. Ora si parla tanto, ma di acquisti se ne vedono pochi. Lanzaro o Gustavo mi piacciono molto, ma sono molto corteggiati e difficili da prendere. Bisogna sposarsi in tanti: calciatore, procuratore, direttore sportivo e noi”.

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