16 Maggio 2026
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Salernitana: parla Gori

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 “A prescindere dall’avversario la Salernitana ha bisogno di una tranquillità fuori dal normale, si deve ovattare e preparare la sfida playout nel migliore dei modi. Si cerca di isolarsi il più possibile, speriamo che la querelle relativa all’incertezza dell’avversario non distragga i giocatori”. Queste le parole di Piergraziano Gori, portiere della promozione della Salernitana in B l’anno scorso e protagonista di un nuovo successo nel campionato di Lega Pro, stavolta col Benevento. L’ex estremo difensore granata è stato ospite ieri sera della trasmissione Salerno nel Pallone su Liratv, dove ha analizzato il campionato dei granata e l’importanza della doppia sfida playout. “Si sono persi molti punti per strada, la Salernitana ha “rischiato” di salvarsi direttamente ed è stata sfortunata. Deve affrontare 180′ al massimo – ha detto il calciatore giallorosso – Sono rimasto molto legato ai miei compagni dell’anno scorso, si era creato un rapporto fraterno nello spogliatoio, c’era qualcosa di speciale che ci ha legato l’anno scorso. Spero con tutto il cuore che la Salernitana si salva, i ragazzi sono eccezionali e meritano di rimanere nella categoria. La fortuna è stata vincere subito una Coppa Italia e poi il campionato, è stato un anno e mezzo molto intenso a Salerno e i tifosi mi hanno trasmesso tanto calore”. Tiene sempre ancora banco la simulazione di Ferrari, che è costata all’ex veronese due giornate di squalifica grazie alla prova tv (ma il Lanciano ha fatto ricorso). “Mi è parsa netta, da portiere mi è dispiaciuto perchè il collega è stato espulso. A velocità normale sembrava potesse esserci stato un minimo impatto ma è stato un episodio che ha condizionato la partita. Ci sono giocatori che sanno fare bene queste cose. A Livorno poi è successa una cosa oscena con l’aggressione a Pinsoglio. Il ruolo del portiere è molto particolare, puoi fare l’eroe per 92 minuti e poi un errore ti condiziona e lo ricordano tutti. Invece l’errore dell’attaccante no. – ha commentato Gori – Secondo me il Lanciano teme la Salernitana, gli mancano tre pedine importanti come Giandonato, Di Francesco e Ferrari: loro partono svantaggiati, dal mio punto di vista il crocevia è la partita a Lanciano, perchè se riesci a importi poi a Salerno non puoi sbagliare. Pressione del pubblico per una partita da vincere a tutti i costi? Inutile girarci intorno, c’è ed è tanta. Chi se la sente deve andare in campo, se giochi a metà e metà rischi di fare una bruttissima figura. I giocatori devono stare tranquilli e fare quello che sanno fare, la Salernitana ha inciampato ma ha una rosa di tutto rispetto. C’è differenza tra playoff e playout, perchè retrocedere è una cosa veramente brutta, invece se perdi i playoff mal che vada mantieni la categoria”. I tanti infortunati “fanno parte del gioco, anche l’anno scorso siamo stati in emergenza in alcune partite”, afferma Gori. Il portiere crede molto nelle qualità umane di Manolo Pestrin: “Se vai in campo con la voglia e la determinazione diventa tutto più facile. Le espulsioni sono state un’altra pecca che ha fatto perdere punti, giocare in dieci non fa sempre bene. Dal di fuori è tutto più facile, dentro bisogna provare a isolarsi. L’uomo chiave dei playout per me? spero tutti, in particolare il mio capitano Pestrin, per me è lui la pedina fondamentale in questo momento, può dare una grande mano alla squadra. Siamo rimasti legatissimi, lo conoscevo per fama, è diventato un grande amico”. La speranza è tutta nel derby Salernitana-Benevento anche in B l’anno prossimo. “Me lo auguro – ha risposto Gori – Ho notato che s’è creata una certa amicizia tra le due tifoseria, fanno il tifo l’uno per l’altro. Mi arrivavano molti messaggi di in bocca al lupo da Salerno, una cosa che mi ha fatto davvero tanto piacere. Un ritorno inaspettato, avevo già lasciato casa ma nel calcio tutto può succedere: è stata un’annata particolare, a dicembre eravamo quinti ma dopo le vacanze natalizie è successo l’inverosimile, ci siamo trasformati e siamo andati spediti. Prima di smettere volevo capire perchè ogni volta andavo via da Benevento vincevo il campionato e il Benevento non ci riusciva: stavolta è andata bene. Rimpianto di non aver giocato la B in granata quest’anno? Sicuramente, avevamo raggiunto con i miei compagni un traguardo importante. Nel calcio succedono varie cose, non bisogna mai dare nulla per scontato. Prima che finisse il campionato non avevamo raggiunto nemmeno la promozione e mi ero già messo d’accordo col mio procuratore, tirando giù le cifre. Dopo l’uscita della squalifica le carte sono cambiate, avrei dovuto fare una rinuncia, ho fatto dei conti e mi sono reso conto che il gioco non valeva la candela. Dopo tutto quello che nel mio piccolo ho dato mi sono sentito un po’ così. Ho saltato solo 5 partite su 42 che non sono niente. Ma io non porto rancore, conservo sempre il massimo rispetto. Questa piazza mi ha dato tanto, sono rimasto impressionato dall’amore che i tifosi hanno nei confronti di questi colori”.
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