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L’ennesimo episodio di violenza nel calcio. A subirne le conseguenze, stavolta, è stato Carlo Pinsoglio, portiere del Livorno, additato come parziale “colpevole” della retrocessione del club toscano in Lega Pro, dopo Livorno-Lanciano. La partita, che era un vero e proprio spareggio salvezza, si era messa bene, perchè gli amaranto si erano portati sul 2-0. Poi la svolta al 22′ della seconda frazione, quando Nasca assegna al Lanciano un calcio di rigore, vedendo un contatto inesistente tra Ricci e Ferrari. Risultato: portiere espulso, sostituito da Pinsoglio, che fa appena in tempo a mettersi tra i pali per subire la rete del 2-1.
La curva amaranto vede i fantasmi del pareggio concretizzarsi a 6 giri di lancette dalla fine, quando su un cross apparentemente innocuo, Pinsoglio si fa scivolare il pallone dai guanti, con Turchi lesto ad insaccare a porta vuota, regalando ai frentani il gol del 2-2.
E’ questo il prologo di quanto avvenuto nella notte e riportato da Il Tirreno:
“Le minacce e gli insulti si sono trasformati in un’aggressione. E Carlo Pinsoglio, nella notte, è stato colpito da un tifoso con un pugno a un occhio. È successo intorno alle 1.30, quando la squadra – bloccata per più di due ore all’interno dello stadio a causa della contestazione – è rientrata a Tirrenia.
Ad aspettare i giocatori, fuori dall’Hotel Continental, c’era un gruppo di tifosi, pronti a scaricare tutta la loro rabbia per la retrocessione in Serie C. E nel mirino è finito principalmente Pinsoglio, criticato sia per le prestazioni in campo che per l’atteggiamento tenuto. Così un tifoso non ci ha pensato due volte e ha colpito il portiere amaranto, che si era isolato dal resto del gruppo e stava salendo in macchina con i suoi genitori, presenti pure allo stadio (non una novità).
Nessuna aggressione, invece, nei confronti degli altri giocatori, alcuni dei quali hanno assistito alla scena. Pinsoglio, comunque, sarebbe andato all’ospedale di Cisanello subito dopo: 3 giorni di prognosi.”

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