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Servizio di Vincenzo Chianese @riproduzione riservata
Luca Toni, nato a Pavullo nel Frignano il 26 maggio 1977, è cresciuto nelle giovanili del Modena, squadra con la quale ha debuttato in C1 nel 1994-1995. Fino al 2000 ha giocato tra C1 e B con Empoli, Fiorenzuola, Lodigiani e Treviso. Il grande salto arriva nel 2000-2001, con il debutto in A con il Vicenza: alla sua prima stagione nella massima serie segna 9 gol. L’anno successivo va al Brescia: segna 13 gol la prima stagione, 2 la seconda, interrotta da un brutto infortunio al ginocchio. Nel 2003 a 26 anni viene acquistato dal Palermo, dove si consacra come bomber di razza: trascina i rosanero alla promozione in A segnando 30 gol in 45 partite di B, poi si ripete in Serie A con 20 gol in 30 partite. È Toni-mania. La Fiorentina lo acquista per 10 milioni di euro. Segna 31 gol in 38 presenze, conquista il titolo di capocannoniere e la scarpa d’oro: viene convocato in Nazionale per i Mondiali e solleva la Coppa del mondo a Berlino (2 gol al Mondiale, contro l’Ucraina). L’anno successivo ancora a Firenze, poi il grande salto al Bayern Monaco. Diventa l’idolo dei tifosi: vince campionato, coppa di Lega e Coppa di Germania. Segna 24 gol in campionato (capocannoniere della Bundes) e della Coppa Uefa (10 gol). Dopo il Bayern gioca con Roma, Juve e Genoa. Esperienze non esaltanti, che lo portano ad emigrare all’Al Nasr. Nel 2012-2013 torna alla Fiorentina (27 presenze, 8 gol). Poi l’esperienza al Verona: tre stagioni, con 47 gol complessivi. In nazionale 47 presenze e 16 gol.

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