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Se avete cliccato su questo articolo, pensando di trovare una sorta di completamento del titolo, fughiamo subito i dubbi: lo lasciamo alla libera interpretazione di chi legge. Sono, di certo, ore febbrili per il futuro del Milan. La società rossonera è ormai da un po’ di tempo alla ricerca di soci, che possano risollevare il club dai problemi economici. In principio, fu Bee Taechaubol, il magnate thailandese che si interessò ad entrare in possesso di “parte” del Milan. La trattativa con Berlusconi, però, tra mancate garanzie economiche e infiniti rinvii, naufragò amaramente. In particolare, il patron rossonero mise in evidenza, in quella circostanza, di non voler lasciare del tutto la presidenza del club, aprendo soltanto a soci di minoranza.
Adesso, invece, lo scenario è cambiato. Complici gli scarsi risultati raggiunti dalla squadra in campionato e l’orizzonte poco positivo che prospetterebbe un’altra stagione con l’Europa appesa a un filo, in società appare chiara l’ipotesi di volere finalmente cedere la mano. Non di poco conto, il fatto che (pare) i piccoli azionisti della società rossonera si siano ribellati, di fronte all’ingente passivo accumulato negli ultimi 2 anni.
EVERGRANDE E ALIBABA – Sembra piuttosto concreta e accreditata, ormai, l’ipotesi che il Milan possa finire in mani cinesi. Nello specifico, come riferisce il Corriere dello Sport, la proposta arriva da due colossi cinesi: il fondo Evergrande Real Estate Group LTD e il gigante dell’e-commerce cinese Alibaba. I presidenti dei due colossi, rispettivamente Hui Ka Yan e Jack Ma, detengono anche la proprietà della squadra Guangzhou Evergrande Taobao, che è il club più importante della Cina e che ha visto, sulla propria panchina, l’ex ct della nazionale Marcello Lippi. Non è da escludere, infatti, che lo stesso allenatore sia servito da “garante” nell’offerta a Berlusconi, magari con un futuro ruolo da direttore tecnico.
Tornando ai magnate cinesi, è ormai dissolta la nebbia sulla formula proposta dagli stessi (con l’assenso del governo di Xi Jinping): 500 milioni per l’investimento iniziale sul 70% della società e il restante 30% da acquisire entro un anno. Una proposta che fa vacillare non poco i vertici di Fininvest che, adesso, saranno impegnati a studiare la fattibilità e le credenziali economiche. Credenziali economiche che non dovrebbero mancare affatto, visto che Evergrande possiede un patrimonio immobiliare enorme tra holding, fondi, quote societarie, alberghi, centri turistici e gruppi sportivi. Vale lo stesso discorso per Jack Ma e la sua creatura Alibaba group: stando all’esclusiva di Repubblica si compone di Taobao (l’ebay cinese), Aliplay (sistema di pagamento elettronico), Weibo (il Twitter di Cina) e Alibaba pictures (3 milioni di dollari di investimenti nel settore cinematografico). Insieme, i due gruppi mettono insieme un patrimonio eccezionale, stimato in 210 miliardi di dollari.
Ora la palla passa, in prima battuta, a Silvio Berlusconi, che pare riluttante, ma intenzionato a cedere, e poi ai revisori dei conti, che faranno tutte le analisi del caso sulle casse rossonere e viceversa. Il termine massimo fissato per la decisione è di due settimane dalla proposta, ovvero tra 14 giorni si avranno le prime conferme. Stavolta, però, la sensazione è che l’affare si farà, il Milan potrebbe davvero diventare il primo grosso affare calcistico cinese in Italia. In ogni caso, il passaggio di testimone vero e proprio non avverrà prima di giugno, in modo da poter poi programmare quella che sarà la stagione 2016/2017.
IL MILAN CHE VERRA’ – Per il momento, tutte le voci sull’assetto tecnico che assumerà il nuovo Milan restano appese al filo dell’offerta pendente. Ma appare chiaro che potrebbe esserci sin da subito, come già detto, un impiego da direttore tecnico per Marcello Lippi. L’eroe in panchina del mondiale 2006 è uomo di fiducia dei cinesi, avendo portato al Guangzhou Evergrande Taobao ben 3 titoli nazionali e una “Champions League asiatica”. Salvo miracoli e la vittoria della Coppa Italia, l’allenatore che siederà sulla panchina rossonera, nel nuovo progetto, non sarà Christian Brocchi. Più facile pensare, soprattutto nel caso di un Lippi dt, alla prima esperienza in panchina in Italia di un altro grande eroe di Berlino, come Fabio Cannavaro. L’intesa tra Lippi e il pallone d’oro 2006 è forte e questo svolgerebbe un ruolo positivo anche sul mercato, che sarebbe ovviamente teso a rivoluzionare fortemente la rosa.
Tutto sembra propendere a favore di questo enorme affare, che potrebbe ridare lustro al blasone rossonero. Quello che è certo è che, comunque vada, sarà difficile fare peggio degli ultimi due anni. Per cui, come da titolo, per la soddisfazione dei lettori: “Meglio Alibaba che…”. Beh, avete capito.

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