Views: 1
Servizio di Gianni Pagnozzi@riproduzione riservata
Non bisogna essere un grande esperto in tattiche e moduli per riconoscere che dietro la sconfitta del Napoli con l’Inter ci sono delle gravi responsabilità dell’allenatore. Accampare le solite scuse per le sviste arbitrali, che purtroppo continuano ad esserci, non basta. Certo, il gol di Icardi concesso in evidente fuorigioco dopo appena 4 minuti ha inciso, ma bisogna anche riconoscere che nei restanti 86 minuti più recupero la squadra non è mai stata pericolosa e non ha mai creato seri pericoli dalle parti di Handanovic. Qualcuno potrà pure dire che c’era un altro fallo in area su Koulybaly che meritava di essere sanzionato con il rigore, e probabilmente ha ragione, ma comunque ciò non toglie che il modulo offensivo riproposto a San Siro senza Higuain non è praticabile se manca l’argentino. Sarri ha tanti meriti e il risultato complessivo ottenuto fino ad ora è dalla sua parte, ma è evidente che se si vuole fare il definitivo salto di qualità che tutti si auspicano, è fondamentale che dalla panchina partano soluzioni alternative anche a partita in corso, ed in questo suo immobilismo ideologico, il tecnico toscano sembra ricordare sempre più all’altro suo conterraneo Walter Mazzarri. D’altronde ciò che ha sempre fatto la differenza tra un buon allenatore ed un grande allenatore è proprio quella capacità di saper leggere le partite, prepararsi le alternative di gioco e di modulo e sfruttarle al meglio nel corso della gara. Oggi il Napoli sta pagando questo deficit e l’ostinazione di un modulo che si ripropone anche quando non hai a disposizione gli interpreti adeguati, continuare a schierare Gabbiadini centravanti contro due centrali organizzati come Miranda e Murillo è un suicidio, cosi come non accorgersi per 90 minuti che le catene sulle fasce non riescono mai a sviluppare gioco a causa di raddoppi e triplicamenti sistematici effettuati dagli avversari. Insomma duole ammetterlo ma Mancini senza far nulla di trascendentale ha dato una lezione a Sarri, speriamo che ne sappia fare tesoro.
Dopo aver chiuso definitivamente ogni discorso per il primo posto da oggi in poi bisognerà lottare per difendere questo secondo posto dalla risalita della Roma e prima dello scontro diretto all’Olimpico che a questo punto può risultare fondamentale per la stagione, si affronta il Bologna di Donadoni reduce da un ingiusta sconfitta, insomma queste due partite determineranno l’esito finale di questo campionato del Napoli che resta senz’altro fenomenale ma rischia sempre di più di marchiare questa squadra con l’appellativo di eterna incompiuta.

Lascia un commento