16 Maggio 2026
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Il Bosio parlante: Napoli, disfatta napoleonica a Udine

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Servizio di Luca Bosio @riproduzione riservata

bosio luca

Sarà stata la maglia, quella casacca bianconera che ricorda tanto l’odiata Juventus. Sarà stato il destino cinico e baro. Forse ha qualche responsabilità il tanto decantato allenatore, che ha schierato tutti i giocatori precedentemente impegnati con le rispettive nazionali, ignorando Strinic e inserendo Gabbiadini ed El Kaddouri quando era ormai troppo tardi. In ogni caso, il Napoli visto a Udine è stato il più brutto dell’intera gestione Sarri. Molto più di quello sceso in campo a Bologna, che ha comunque provato a rimontare e ha sfiorato il pareggio. La conduzione dell’arbitro Irrati non è stata impeccabile, ma non ci si può appellare alle solite polemiche da bar sport. I partenopei non sono mai stati in partita, ecco la verità. L’Udinese del neo mister De Canio ha “fatto” la Juventus. Ha messo in campo una determinazione e una furia agonistica che Hamsik e compagni non hanno mai avuto nell’arco dei novanta minuti. Il nuovo condottiero dell’Udinese conosce bene la seconda della classe. Fino a qualche settimana fa, ne commentava le vicende sportive come opinionista a Canale21. Evidentemente ne ha viste parecchie di partite. E ha capito come fermare quella che sembrava una macchina quasi perfetta. La famosa “catena di sinistra”, formata da Ghoulam, Hamsik e Insigne, non è mai riuscita a creare nitide occasioni da gol. I tre calciatori partenopei non erano in giornata, sono apparsi scarichi fisicamente e mentalmente. Dall’altro lato, invece, l’Udinese è riuscita a coprire tutti i varchi e a ripartire con velocità e precisione. Il terzino destro Widmer, seguito a lungo anche dal Napoli, ha fatto praticamente quello che voleva sulla fascia destra. Il migliore in campo dei suoi.
bruno-fernandes
Protagonista assoluto è stato invece Bruno Fernandes. Ha segnato il gol del vantaggio su rigore, ha sbagliato il secondo tiro dal dischetto ma si è inventato una rete in rovesciata, grazie a un’uscita a farfalle di Gabriel. L’estremo difensore, gettato nella mischia solo per indisponibilità di Reina, ha commesso due papere che sono costate due gol. L’unico uomo che poteva risollevare le sorti della sua squadra era ovviamente il pipita Higuaìn. L’ennesima perla non è servita a nulla. Il tre a uno di Therau, a inizio ripresa, ha praticamente chiuso la gara. L’arrembaggio degli ultimi trenta minuti ha prodotto qualche azione confusa e poco più. Oltre ai tre citati in precedenza, si è guadagnato la palma di peggiore in campo lo statuario Kalidou Koulibay. Se l’è vista con un brutto cliente, Duvan Zapata, che è grande e grosso quanto lui. Infatti lo ha sofferto per tutta la partita. Per fortuna, il contestato Irrati non ha visto una evidente trattenuta del centrale senegalese sull’attaccante colombiano. Sarebbe stata seconda ammonizione, dopo la prima rimediata in occasione del rigore concesso per fallo su Armero, e quindi espulsione. Chi invece è riuscito a farsi buttare fuori è stato proprio Higuaìn. Ha messo le mani addosso al direttore di gara e si è guadagnato gli spogliatoi con abbondante anticipo. Doccia fredda per lui. E gelata per i sognanti e caldi tifosi partenopei. Il sogno Scudetto, anche per questa stagione, è da riporre nel cassetto.

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