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A volte i sogni si avverano come nell’epilogo di una bella favola. Lello Di Napoli, due mesi fa, ha coronato il suo: assumersi sulle spalle la responsabilità tecnica di una squadra dopo tante stagioni spese da vice di tanti allenatori (Campilongo, Porta e Di Costanzo). Un’aspirazione covata da tempo ed alimentata da anni di studio ed aggiornamento. E finalmente la chance è arrivata. E non a caso il Messina, lungi dal valutare un’altra figura dopo la squalifica di Arturo Di Napoli, ha puntato tutte le sue carte sul trainer partenopeo. “Ho sempre pensato a lavorare dietro le quinte, con umiltà, passione e voglia di aggiornarmi sempre – esordisce -. Il mio percorso dimostra che a tutti può capitare prima o poi l’occasione giusta, ed è un messaggio che voglio lanciare soprattutto a chi lavora nelle categorie inferiori. Il mio ringraziamento principale va ad Arturo Di Napoli che mi ha voluto a Messina. Senza di lui, ora non starei neanche qui. E’ un momento per lui difficile ma lo supererà alla grande. Ma devo tanto anche a quelli che sono i pilastri della società, che hanno riposto fiducia in me: il presidente Stracuzzi, il vice Gugliotta, il dg Manfredi e il ds Argurio. E poi chiaramente a Campilongo, da cui ho imparato tanto. Resta sempre un tecnico validissimo. Per me questa è una grande opportunità, anche perché ritengo Messina un punto di arrivo per un blasone che non scopro di certo io”.
Nel mese di marzo c’è stata un’escalation anche se a Catania siete usciti battuti, nonostante una buona prestazione.
“Intanto sono contento di essere riuscito a trasferire le mie idee al gruppo. Credo di averlo fatto con abnegazione ed umiltà, ed i ragazzi hanno capito. Questa squadra ha assorbito oramai una mentalità vincente e gioca al calcio in maniera piacevole. Il sistema di gioco è rimasto sempre il 4-3-3 ma in partita riusciamo a cambiare pelle studiando tutte le situazioni di gioco. Tanto che ci capita di piazzarci durante la gara col 4-2-3-1. E abbiamo diversi elementi in grado di proporsi in più ruoli: uno tra tutti De Vito, il quale è un terzino che ora gioca da difensore centrale. In pratica, sto agendo in continuità con quanto fatto da Arturo: valorizzare i tanti talenti che abbiamo in rosa. Molti, sono certo, hanno un futuro assicurato”.
A Catania più sfortuna o ingenuità?
“Abbiamo fatto due errori su due palle scoperte e l’abbiamo pagato. Ma la squadra mi è piaciuta per mentalità, mole di gioco, intensità e possesso palla. Ed eravamo anche un po’ incerottati al cospetto di un avversario che ha giocatori di categoria superiore. E’ mancata la fase conclusiva ma da parte di tutti, non solo degli attaccanti. A un certo punto volevo far entrare Cocuzza per piazzarmi col 4-2-4, come col Melfi. Poi l’infortunio di Barilaro, e il terzo cambio, mi ha costretto a modificare i piani”.
Avete fatto un inizio di campionato stellare, poi si sono perse posizioni: l’ambiente come ha vissuto questo momento di transizione dopo aver sognato in grande?
“Sapevamo prima o poi di pagare dazio essendo partiti in ritardo. I tifosi stessi sapevano che questo era un anno zero, quindi ci hanno solo chiesto di sudare la maglia, cosa che abbiamo sempre fatto. E non ci sono state mai grandi pressioni. Un momento di scoramento c’è stato, semmai, quando Arturo è stato squalificato. Lui qui è un idolo. La nostra bravura è stata quella di ricompattarci continuando a lavorare secondo le coordinate che avevamo seguito fino a quel momento”.
Ma Messina può davvero immaginare, su queste basi, un futuro più radioso?
“Di sicuro una base tecnica importante per programmare un campionato più ambizioso c’è. Chiaramente questa società, essendo nata solo in estate, deve finire di strutturarsi sotto diversi aspetti. Ma lo stesso Stracuzzi è ambizioso e la volontà di crescere è forte”.
Per la salvezza manca davvero poco.
“Credo che a 43-44 punti possiamo salvarci. Ma guai a pensare che sia fatta. Io voglio sempre il massimo impegno e proprio questa tranquillità che abbiamo oggi deve tradursi in maggior furore, non in mollezza. I punti bisogna ancora farli ed occorrerà la massima concentrazione”.
Domenica il Catanzaro: che match si aspetta?
“Penso che l’ultima gara vinta con la Lupa Castelli li abbia ricaricati. Loro propongono ugualmente il 4-3-3 ed hanno ottimi elementi per la categoria. Bisognerà stare sul pezzo perché da noi cercheranno i punti per la salvezza e, quindi, verranno qui a fare la loro partita”.

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