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Servizio di Gianluca Russo @riproduzione riservata
L’aria frizzante della primavera fa soffiare il vento delle polemiche. E’il mese decisivo per i traguardi, piccoli o grandi, e qui si parla di quello più grande, dello scudetto. Difficile credere ancora a questo obiettivo, per il Napoli, per la forza della Juventus in campo e, probabilmente, anche fuori, se consideriamo quanto, ogni anno, in momenti importanti, determinati episodi le girino spesso a favore.
Non è nostro costume operare tesi complottiste, ci affidiamo semplicemente alle immagini. Magari accade tutto in buona fede ma oggi, in un momento delicato del campionato, è mancata un’espulsione ed un gol a favore del Torino, nel derby, che avrebbero consentito ai granata di pareggiare, almeno temporaneamente. Tornando alla partita di oggi del Napoli, contro un ostico Genoa (altro che gemellaggio) a togliere le castagne dal fuoco è sempre lui, Gonzalo Higuaìn, il più forte del campionato, con due pezzi di bravura nella ripresa, un potente destro rasoterra, in aerea, e, sempre nei 16 metri, una carezza a giro mirata al secondo palo. Il tutto a ribaltare lo 0 a 1 ospite con cui s’era conclusa la prima frazione.
Il campanello d’allarme, però, deve suonare per la fase difensiva: Koulibaly ha commesso ingenuità come non accadeva da tempo, Reina sembra poco sicuro di sè, il gol di Rincon, infatti, era evitabilissimo. Centrale il destro, al 24’del primo tempo, del centrocampista colombiano che ha uccellato il difensore azzurro e battuto il portiere con una palombella velenosa ma prendibile.
Per il resto, guardando alle prestazioni offerte, meritano una menzione particolare Hysaj, Insigne e Mertens che, pur non segnando, sono state spine nel fianco continue per la difesa rossoblu, che alla fine ha dovuto cedere. Mancano 8 partite, ci sono 24 punti in palio. Con un secondo posto sempre più solido non è eresia continuare a credere al massimo traguardo, ben consapevoli che sarà difficile. Molto difficile.

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