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Si arriva un punto nel quale anche i più ottimisti restano senza parole. Per lo meno perché di certi fenomeni non si riescono a dare spiegazioni scientificamente valide. Cosa che è capitata al tifoso rossoblù che oggi ha assistito a Martina Franca – Casertana. Sul canale della lega, ovvio, visto che la trasferta era stata vietata ai tifosi rossoblù dopo i fattacci di domenica scorsa. Sui quali è meglio non tornare, se non per chiedersi ancora una volta, e ad alta voce, a cosa diamine serva questa “tessera del tifoso” se poi si punisce indistintamente buoni e cattivi. Ma forse le forze dell’ordine, in quel di Taranto, hanno avuto buon cuore, pietà per i tifoso dei falchi: hanno evitato loro di assistere ad una prestazione a tratti irritante, per non dire insolente, indecente, e chi più ne ha più ne metta. Non per altro, ma per il semplice motivo che dopo una batosta come quella di Benevento, ci si aspettava molto ma molto di più. E dove non arriva la tecnica, che non si sa in certi casi dove sia andata a finire, ci dovrebbe arrivare la testa. Perché qui stiamo parlando di professionisti: e invece dopo Pagani, Catanzaro, Cosenza, e ne dimentico qualche altra, anche a Martina arriva la purga nell’extra time. Per di più con la Casertana ridotta in otto (8!!!) uomini per le espulsioni di Bonifazi, Jefferson e Tito. E così in casa della penultima in classifica, distante 26 punti, la Casertana dice, a beneficio degli amanti della matematica, che si era scherzato. Ma quale serie B, se lo mettano in testa i tifosi! Qui sarà già tanto, a meno di cambi repentini di rotta o di ritorno ai fasti di un tempo (sotto Pasqua si è autorizzati a credere nelle resurrezioni), difendere i playoff. L’amarezza sta nelle modalità; si può perdere, si può restare beffati, il calcio è questo e lo insegna tutti i giorni, ma non così. In modo tanto stupido e, soprattutto, evitabile. E siccome la vita prima o poi ti mette di fronte alla resa dei conti, ci sarà qualcuno che verrà giudicato dalla storia. Perché i tifosi, di tutte le latitudini, non meritano, mai, di vedere la propria maglia e i propri sogni infangati in questo modo.
Romaniello ridisegna l’undici in campo col ritorni tra i titolari di Tito, Capodaglio e Negro. Nel Martina sono quattro gli ex in campo, D’Alterio, Antonazzo, Rajcic e Baclet. Partita non bella, la prima occasione capita a Mangiacasale che, liberatosi del suo marcatore, tenta la conclusione sventata però dal portiere avversario; sulla ribattuta gli avanti rossoblù non sono lesti nell’intercettare il pallone. Il Martina non sta a guardare e, come accaduto intorno al ventesimo minuto, cerca di approfittare degli errori della difesa campana. La partita non decolla, tanti errori e mediocrità sia da una parte che dall’altra. Ci prova la Casertana, reagisce il Martina ma sempre su regali della retroguardia rossoblù con la premiata ditta Idda-Bonifazi in vena di regali. E ci sarebbe pure il tempo per recriminare come la polemica innescata intorno alla mezz’ora quando su tiro di Tito, un difensore azzurro avrebbe intercettato con una mano. In tutto questo la prima vera occasione è del Martina e nasce in modo rocambolesco: su tiro di Antonazzo che sulla destra viaggia senza trovare ostacoli, nell’intenzione di crossare mette in difficoltà Gragnaniello che respinge ma sui piedi di Dianda che per poco non ribadisce in rete. Ancora Schetter su punizione mette in difficoltà il portiere campano. Più Martina che Casertana che riesce a galleggiare solo per il rotto della cuffia. La prima vera occasione per i campani arriva a ridosso del quarantesimo minuto quando De Angelis con uno spettacolare tiro al volo centra la traversa. Nonostante la pochezza di idee, al primo minuto di recupero, per quelle strane leggi non scritte del calcio, i rossoblù passano in vantaggio: cross dalla destra di Mangiacasale, De Angelis non riesce a intercettare e su un rimpallo susseguente a un tentativo di liberare l’area di un difensore pugliese arriva il gol targato Marano. Un gol arrivato per caso e inaspettatamente a dir la verità.
Secondo tempo? Cosa dire? Si arriva a un punto in cui anche l’oratore più fantasioso e ricco di retorica deve cedere il passo all’inevitabilità degli eventi. La Casertana non si fa più vedere dalle parti di Viotti ma sale lo stesso agli onori della cronaca. Nera, però! Già perché in meno di quarantacinque minuti i campani riescono nell’impresa di farsi buttar fuori ben tre calciatori. Prima Bonifazi, per un fallo su Schetter che definire inutile non renderebbe bene l’idea, per doppia ammonizione. E siamo al 72′. Quindi Jefferson scambia il calcio con le arti marziali e si fa cacciare. Rosso diretto e Casertana in nove. Finita qui? Ma neanche per sogno: al 91′ Baclet con un dolce pallonetto supera Gragnaniello e pareggia. Poi Tito si fa cacciare per doppia ammonizione. In otto contro undici e senza idee la partita termina in parità.
Punto che serve giusto per restare attaccati alla quarta posizione, in coabitazione col Foggia, l’ultima che garantirebbe un posto nei playoff. 47 punti, sei di distacco (anzi sette visti gli scontri diretti a sfavore) dal Benevento e addio a tutti i sogni di gloria. Dall’altra parte un Martina Franca penultimo in classifica festeggia un punto inaspettato e raggiunto senza strafare.
Lega Pro, 2015/2016, 27a giornata
MARTINA FRANCA – CASERTANA 1-1
MARTINA FRANCA: Viotti, D’Alterio, Curcio, Dianda, D’Orsi, Marchetti (83’ Kuseta), Antonazzo (67’ Cristofari), Rajcic, Baclet, Schetter, Berardino (56’ Taurino). A disp. Gabrieli, Allegra, Basso, Migliaccio, Danese, Di Lauri, Topo, Simone. All. Franceschini
CASERTANA: Gragnaniello, Rainone, Tito, Capodaglio, Idda, Bonifazi, Mangiacasale, Marano, Negro (63’ Jefferson), Agyei, De Angelis (94’ Pezzella). A disp. Maiellaro, Guglielmo, Potenza, Finizio, De Marco, Som, Matute, Giannone, Alfageme. All. Romaniello
ARBITRO: Morreale di Roma 1
MARCATORI: 47’ Marano, 90’ Baclet
SPETTATORI: 600 circa.

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