Views: 1
Servizio di Osvaldo Galluccio @riproduzione riservata
12/03/2016. Una data che difficilmente i tifosi della Salernitana dimenticheranno. Una Caporetto in piena regola e senza attenuanti. Dopo una settimana intensa passata attraverso l’insperata e per certi versi miracolosa vittoria in quel di Cesena, i granata naufragano fra le mura di casa. Stavolta non è bastato l’impegno e la carica agonistica che pure c’è stata. Non è bastato il calore del pubblico accorso numeroso come sempre. Addirittura mai come questa volta anche i più riottosi erano presenti all’Arechi per suonare la carica. Messa da parte la contestazione, i supporters salernitani fanno la loro parte in maniera massiccia e ben presto i calciatori avversari capiscono il clima da Arena che si respira. Salernitana-Lanciano non è una semplice partita. È la madre di tutte le partite. Uno spareggio-salvezza da dentro o fuori. Impensabile a inizio campionato vedere i granata invischiati mani e piedi nella cruenta lotta per non retrocedere. Solo 3 punti separano le due formazioni. Lanciano che si presenta in Campania con qualche assenza di troppo ma con al seguito un manipolo di irriducibili sostenitori e soprattutto la presenza della vulcanica Presidentessa Valentina Maio che incita la sua squadra e non vuole saperne di essere vittima sacrificale. Alle 15 palla al centro. Come previsto, Salernitana all’arrembaggio.

Più volte la porta di Cragno (giovane portiere abruzzese) trema. È un assalto a Fort Apache. Coda e Donnarumma sbagliano diverse occasioni. Alcune davvero incredibili. La Curva Sud impreca, la squadra granata ci crede. I decibel del tifo raggiungono livelli di guardia. Onestamente la Salernitana meritava il vantaggio ma spreca troppo. Nel secondo tempo inizia a piovere. Forse è un segno del destino. Come volevasi dimostrare, chi troppo sbaglia alla fine paga dazio. Di Francesco gela l’Arechi con un gol di tacco. Silenzio tombale allo stadio. Cominciano i mugugni. Rabbia e orgoglio spingono i ragazzi di Menichini a dare tutto. Raggiungono il pareggio con Donnarumma e.. nemmeno il tempo di gioire che Terracciano affonda in area ancora Di Francesco. Rigore, realizzazione ineccepibile di Ferrari e Salernitana all’Inferno. Neanche un pari poteva andare bene ma una sconfitta, una brutta sconfitta interna è davvero dura da digerire per i Lotito-band. Che addirittura subiscono un impietoso tris dallo scatenato Di Francesco che suggella e legittima la vittoria abruzzese. Finisce fra i fischi degli sportivi salernitani all’indirizzo dei propri calciatori. Dall’altra parte applausi per la compagine frentana. Aria pesante si respira dalle parti di Salerno. Fuori lo stadio i tifosi riprendono a contestare con Lotito e Fabiani nel mirino. Sembra che il Presidente Lotito sia stato costretto ad uscire dallo stadio da un’uscita secondaria ma una volta riconosciuto abbia prodotto uno scatto da centometrista per sfuggire all’ira dei tifosi. La Presidentessa Maio in tribuna gongola. Promessa mantenuta. In settimana aveva dichiarato “A Salerno per vincere “. Mai profezia fu più azzeccata.

Lascia un commento