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Non ci sta Enzo Pastore, ex presidente della Figc Campania, dopo la divulgazione da parte dell’organismo presieduto ora dal commissario straordinario, Paolo De Fiore, del compenso percepito quale direttore generale della Campania Calcio Immobiliare srl. Una cifra che si attesta sui 222.845 mila euro lordi. Per il 7 aprile è fissata, davanti al Tribunale federale nazionale l’udienza a seguito dei deferimenti della Procura Federale a carico dell’ex presidente Salvatore Colonna (oltre che dello stesso Pastore), dei loro vice Giulio Jacoviello e Giovanni Battaglia e dei revisori dei conti. Dovranno tutti rispondere di “culpa in vigilando” per aver consentito che l’ex responsabile amministrativo del Comitato, attraverso l’emissione di assegni circolari intestati, si appropriasse di ingenti somme. La Procura ha poi ulteriormente deferito Pastore per aver assunto il 6 dicembre 2012, da presidente in carica del Comitato, “la qualifica di Direttore Generale della Calcio Campania Immobiliare srl”, società interamente partecipata dal Comitato Regionale, “percependo una retribuzione netta pari a 45.392,00 per l’esercizio 2012/13 e a 85.000,00 per l’esercizio 2013/14, in relazione allo svolgimento di attività interamente sovrapponibili a quelle allo stesso già demandate in virtù del suo ruolo istituzionale”. Per la Procura, Pastore si sarebbe autoassunto in contrasto con i principi di trasparenza della gestione della struttura federale. “Visto che il commissario ci tiene alla chiarezza, inviando continuamente messaggi monotematici, e visto che io sono forse la sua ossessione anche notturna, nonostante non ci conosciamo affatto, si faccia questa chiarezza – dice Pastore in un video appena diffuso nell’ambito del Tour Verità Campania 2016 -. Il commissariamento, solo nei primi cinque mesi, è costato 175mila euro in più rispetto alla mia gestione, come ha chiarito Enzo Riccardi. Qualcuno parla addirittura di cifre superiori. De Fiore spieghi quanto percepisce la Labet del dott. Dario Tozzi il quale doveva verificare i movimenti in contanti del responsabile amministrativo Domenico Cerbone. Quest’ultimo si è appropriato di 378mila euro, una cifra spaventosa, nei 30 mesi di attività fino a giugno 2015. Ci illustri quanto sono costati Gagliano, Giacomardo, Tozzi, Pacelli e lui stesso per sostituirmi. E’ stato drasticamente ridotto tutto ciò che occorre per le attività delle squadre, commissari di campo e ambulanze comprese. Qualcosa di assurdo e inverosimile. E, nello stesso tempo, ci sono tanti dubbi sui costi del commissariamento. Costi che pagano le società, che sono spremute come le olive. Troppo comodo, mentre con me c’era stata una spending review. Loro, insieme alla senatrice Capacchione, accettino un confronto televisivo. Una televisione di Avellino aveva accettato il format, ma Sibilia ha rifiutato l’invito. Io comunque glielo rinnovo. Mi entusiasma l’idea di far conoscere la verità a tutti. Lo stesso Sibilia fu spazzato via dallo scandalo della Corte Federale che parlò di una assemblea illecita con 2/3 delle schede votate da una stessa mano. Lui fu consigliere per poco tempo. La tabella comparativa che mi riguarda è poco seria perché contiene dati che non possono essere comparati. Per fortuna il mio stipendio come Calcio Campania è come quello di Obama e non di Osama bin Laden (scherza, ndr). Questa cosa non fa onore a De Fiore, che dovrebbe magari pubblicare i propri compensi da presidente del Tribunale di Roma. De Fiore dica che mi sono autosospeso dallo stipendio. Io percepivo 6000 euro netti al mese, rinunciandone a 5000. Si confonde il loro col netto, visto che, per come dicono loro, io avrei percepito 37 mensilità in un anno! De Fiore, che per le sue due presenze settimanali al Comitato non raggiunge le ore che facevo io in una sola giornata, pare percepisca diverse centinaia di euro per una sola ora di lavoro. Molto più di me. Pubblicherò il tabulato Inps, De Fiore faccia lo stesso. Gagliano, quando fu pubblicato l’importo del suo stipendio come consigliere comunale a Salerno, disse di non “sparare nel mucchio”. Avrei gradito che lui, da vice commissario, chiarisse che anche i miei importi sono lordi. Le società campane possono essere orgogliose di avere una convenzione con l’Università di Cassino grazie alla mia gestione. Tavecchio lì fa il docente universitario. Ai miei legali, comunque, ho dato mandato di querelere chiunque sia querelabile. La Labet, evidentemente avendo la sfera di cristallo, parlava di firme falsificate il 5 agosto, quando si presentò al Comitato. Il 24 ci fu la relazione, eppure i documenti bancari erano stati consegnati solo il 31 agosto. Qualche miserabile ha detto che erano firme mie fatte con la mano sinistra. A questo mistificatore dico che sono le firme di Domenico Cerbone, secondo quanto affermato dal perito calligrafo. Lui si allenava per quello, poi le metteva. E poi perché avrei dovuto firmare con la mano sinistra degli assegni per 378mila euro il cui intestatario unico era proprio Cerbone? Con me si risparmiavano 30mila euro al mese. La Labet chiarisca la natura di queste fantomatiche transazioni anomale per oltre un milione”.

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