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Il passo sicuro della capolista. Le preoccupazioni dei tifosi del Napoli, di quelli che temevano la trasferta romana contro la Lazio, erano legittime. Le assenze dell’intera catena di destra (Allan-Hysaji) ed un avversario insidioso in uno stadio insidioso avevano creato qualche apprensione di troppo. La Lazio, pur anch’essa con diverse assenze, resta una squadra con degli ottimi valori. Tornando alle assenze azzurre, David Lopez, Maggio e Strinic (che nell’occasione Satti ha preferito a Ghoulam a sinistro) hanno giocato la loro onesta partita nel contesto di una macchina quasi perfetta. Con il gioco il Napoli ha infatti distrutto la Lazio nel primo tempo, con il gioco resta meritatamente capolsita, tallonato da una Juve che, come prevedibile, non molla. Fortunato Higuaìn nel rimpallo sulla prima rete, geniale assist del solito Insigne per l’ormai ritrovato Callejon per il colpo del ko. La corsa tricolore continua e è anche tempo di record di vittorie consecutive, superato quello della Juve (che fa 13 per la prima volta), eguagliato quello del Napoli, con 7, come nel 1987/88. Il record assoluto resta quello dell’Inter della stagione 2006/2007. Un plauso finale all’arbitro, Irrati di Pistoia, che crea un precedente importante. Fermata la gara a metà ripresa per i cori razzisti nei confronti dei napoletani e di Koulibaly. Un doppio tipo di discriminazione, insomma, tanto per la provenienza geografica, quanto per il colore della pelle. Queste cose, probabilmente, non meriterebbero nemmeno importanza ma, per tentare di educare le giovani generazioni di calciofili, giusto intervenire, giusto non lasciar sempre correre.
Il tabellino:
Lazio-Napoli 0-2

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