Views: 0
Roberto Mancini ha coronato un piccolo sogno nel cassetto: battere il Napoli. Non importava dove e come, al Mancio interessava solo la vittoria. Per la gara di ritorno di campionato c’è tempo. In sostituzione, si è giocata al San Paolo di Napoli la gara secca di Coppa Italia tra la compagine di Roberto Mancini, appunto, e il Napoli di Maurizio Sarri. Entrambi gli allenatori si sono affidati massicciamente al turnover: negli azzurri, riposo assoluto per Albiol, Ghoulam e Insigne, mentre il capitano Marek Hamsik, Jorginho e il “pipita” Higuaìn sono entrati nel secondo tempo; per i nerazzurri, da segnalare le esclusioni eccellenti di Murillo, Brozović e Icardi. Dopo un primo quarto d’ora di dominio del Napoli, è l’Inter che inizia a mettere la testa fuori dal guscio. Come spesso accade alla squadra del Mancini, però, i tiri in porta e le vere occasioni da rete sono poche, per non dire nulle. Il Napoli, e anche questo è un dato da sottolineare, nonostante le tante assenze, ha un impianto di gioco ben collaudato. Tutti sapevano sempre quel che dovevano fare. Il problema è che non sono riusciti a mettere in campo la stessa qualità dei titolari. Manolo Gabbiadini e il suo incontinente agente avevano una gran voglia di scendere in campo. Il mancino bergamasco ha dato tutto, ha “sudato” la maglia, ma non è riuscito a assicurare neanche un terzo delle giocate realizzate dall’indiscusso titolare con la maglia numero nove. Anche Dries Mertens ha sempre reclamato, legittimamente, maggiore spazio, ma non è con prestazioni come quella di ieri (compresa la simulazione in area e doppio giallo con conseguente espulsione) che insidierà la posizione di Insigne. Al Napoli sono mancati i titolari, tutti, soprattutto Gonzalo Higuaìn. Giocatore insostituibile. A onor di cronaca e del bistrattato attacco dell’Inter di Mancini, accusata spesso di non avere un gioco, c’è da dire che i due gol sono arrivati su azione e sono stati entrambi molto belli. Quasi perfetta la conduzione dell’arbitro Valeri.
Una tranquilla serata di calcio, alla fine, è sfociata in una sorta di sceneggiata napoletana. Siamo all’inizio dei minuti di recupero. Mancini chiede al quarto uomo perché fossero stati concessi ben cinque minuti di speranza al Napoli. Sarri, visibilmente nervoso, si è girato verso il tecnico interista dandogli del “frocio”. Apriti cielo. Mancini si è sfogato con la stampa dicendo che “è una vergogna che un uomo di sessant’anni dica certe cose”. Ci può stare. È anche vero, però, che un galantuomo accetta le scuse, dato che Maurizio Sarri si è poi scusato più volte

Lascia un commento