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Con il Cagliari ha vissuto lunghe ed intense stagioni, vincendo anche un campionato di Serie B e ben figurando in massima serie, mentre a Salerno è rimasto nel cuore dei tifosi per la cavalcata che portò i granata ai playoff di prima divisione nel 2011, poi terminati amaramente. Il direttore sportivo Nicola Salerno, attualmente in Inghilterra con il Leeds di Cellino, è intervenuto nel corso del consueto appuntamento del lunedì su Radio Bussola 24 ne Gli sporTaccioni. “Spero di riuscire a seguire Salernitana-Cagliari online giovedì – ha esordito il dirigente – Credo che il Cagliari sia una corazzata, ha mantenuto buona parte della rosa dell’anno passato, ha esperienza in Serie A e ha capacità tattiche e tecniche migliori. Alla Salernitana è mancato qualche risultato, ma ha tutti i mezzi per salvarsi tranquillamente”. L’esperto diesse si sorprende della mancanza di risultati in casa granata, ma non attribuisce particolari responsabilità all’allenatore: “Io credo che Torrente abbia sempre dimostrato di essere un ottimo allenatore, capace di raddrizzare l’andamento della squadra. L’ho incontrato quando era al Gubbio e poi ha fatto molto bene anche in altre esperienze. Sono certo che la Salernitana si salverà senza playout e che l’anno prossimo si adatterà meglio alla categoria”. La Salernitana, come dichiarato anche dalla dirigenza, interverrà sul mercato a gennaio per fare degli aggiustamenti alla rosa che appaiono necessari: “Io penso che questo sia un argomento che Torrente e Fabiani stanno analizzando, faranno dei movimenti a gennaio. Non c’è bisogno di tanti ritocchi, secondo me massimo tre, ma credo che già con questo organico il mantenimento della categoria sia raggiungibile. La squadra attuale ha dei valori che possono tirarla fuori da questa situazione, nonostante quest’anno sia un campionato molto equilibrato”. Il diesse non fa pronostici riguardo alla sfida di giovedì, in quanto all’Arechi niente è impossibile: “Il Cagliari ha un organico incredibile, ma ricordo un anno in cui eravamo in Serie B, avevamo Langella, Esposito, Zola, vincevamo 2-0 e comunque perdemmo perché l’Arechi diventò una bolgia, lì capii davvero cosa significasse giocare all’Arechi, nonostante ci fossi già venuto qualche altra volta da avversario”. Considerando quel Cagliari viene da pensare che magari il livello della Serie B sia un po’ sceso negli anni: “Io penso che sia proprio nel calcio italiano che siano cambiati i parametri ed è in ricostruzione. Credo che il calcio abbia pagato anche la crisi italiana in altri settori”. La scelta di giocare alla vigilia di Natale non è stata presa bene né da molti tifosi, né da parte degli stessi addetti ai lavori, in Inghilterra invece sono tutti abituati a giocare in questo periodo: “In Italia non c’è la cultura di giocare vicino alle feste, come ad esempio in Inghilterra, dove è nel loro DNA ormai, ma sono convinto che i tifosi della Salernitana saranno presenti perché sono sempre molto vicini alla squadra”. Infine l’ex dirigente granata non si sente in grado di dare qualche consiglio alla società per concludere il campionato in maniera tranquillo: “Non sono in grado perché non conosco bene la realtà, ma da quello che ho visto non c’è bisogno di molto, magari qualche scambio o qualche arrivo che possa dare qualcosa di più. La piazza è quella che è, la squadra c’è, l’anno prossimo si può programmare per fare un campionato migliore, più tranquillo”.

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