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Dall’inferno al paradiso in 45′. L’Avellino batte in rimonta il Lanciano 3-2 al termine di una partita epica. Tanto bella quanto emozionante. L’Avellino ha vinto con pieno merito e non a caso Casadei, il portiere del Lanciano, è stato il migliore dei suoi, negando a ripetizione il gol agli attaccanti irpini. Ma nulla ha potuto sulla conclusione di Castaldo che ha sfogato su quel destro all’86 tutta la rabbia per la lunga e ingiusta squalifica. Tesser può tirare un grosso sospiro di sollievo. Chissà cosa avrà pensato il tecnico irpino, quando la sua squadra si è trovata sotto di due gol dopo aver messo sotto gli avversari. Oppure quando a un quarto d’ora dalla fine l’Avellino era ancora sotto di un gol e il gol del pareggio non sembrava arrivare mai nonostante le occasioni costruite. Non ci è dato saperlo, ma una cosa è certa: nella ripresa Tesser ha indovinato il cambio giusto sostituendo un irritante Insigne con l’esperto Tavano. L’intuizione è stata premiata dalla rete del pareggio dell’Ex Empoli. Il resto è tutto nell’esultanza di Castaldo, sommerso dagli abbracci dei compagni. Unico momento di tenerezza in una partita maschia con 7 ammoniti e un espulso.
BEFFA-Tesser schiera il 4-3-1-2 con Insigne alle spalle del tandem Castaldo-Trotta. Confermato Jidayi al centro della difesa. D’Aversa risponde invece con il 4-3-2-1: Lanini e Piccolo a supporto dell’unica punta Marilungo. Ritmi blandi in avvio, poi al quinto Gavazzi scalda i guantoni di Casadei: respinta sui piedi di Castaldo che controlla male e consegna la palla al portiere del Lanciano. Gli ospiti rispondono con un’azione insistita di Piccolo sulla destra: Jidayi ci mette una pezza e allontana il pericolo. Ci prova anche Nica: conclusione debole. Blocca Casadei. Ma l’Avellino cresce con il passare dei minuti: al 14’Insigne pesca Trotta in area che tira a colpo sicuro. Casadei si salva con i piedi. Passano due minuti e Castaldo va via sulla destra, cross perfetto per la testa di Gavazzi, miracolo di Casadei. Ma adesso è un monologo biancoverde. Trotta servito in profondità si allarga sulla destra e spara sul primo palo. Casadei cala ancora una volta la saracinesca. L’Avellino allenta la pressione per rifiatare, il Lanciano ne approfitta per farsi vedere dalle parti di Frattali al 23′ con un cross per Marilungo. L’ex Atalanta anticipa sul primo palo Chiosa ma non inquadra lo specchio. E’ solo una parentesi nel dominio biancoverde. Al 32′ la più chiara occasione da gol per i padroni di casa: Gavazzi serve sulla corsa Insigne, il trequartista si allarga e conclude. Palla di poco sul fondo. Questa volta Casadei non avrebbe potuto fare niente. Ma il calcio è strano e al 42′ il Lanciano passa in vantaggio. Insigne perde un pallone sanguinoso sulla trequarti avversaria, contropiede ospite e palla a Marilungo che serve Lanini, Nitriansky ferma tutto con il braccio. Calcio di rigore ed ammonizione. Dal dischetto Piccolo spiazza Frattali. Al riposo il Lanciano è avanti 1-0. Risultato più bugiardo di Pinocchio.
RIMONTA-La ripresa si apre subito con un cambio: fuori Insigne, dentro Tavano. L’Avellino spinge il piede sull’acceleratore e al 47′ Trotta costringe al fallo Aquilanti, già ammonito: secondo cartellino giallo ed espulsione. Lanciano in 10. Dovrebbe essere la svolta del match. E invece gli ospiti raddoppiano: Nica regala palla a Piccolo, assist di prima per Di Francesco che trafigge Frattali con un diagonale chirurgico. L’Avellino assorbe la botta e si getta in avanti con generosità. Castaldo colpisce di testa in area di rigore, blocca Casadei. All’ 55′ break di Arini a centrocampo, apertura a sinistra per Gavazzi che chiude il triangolo. Arini ha tutto il tempo per controllare il pallone e fulminare Casadei dalla lunetta dell’area di rigore. Il Lanciano accusa il colpo e non riparte più. D’Aversa sostituisce un esausto Marilungo per Crecco e si trincera nella metà campo. L’Avellino carica a testa bassa, più con il cuore che con le idee. La manovra è lenta e si sviluppa solo in orizzontale. Il Lanciano si chiude e ha gioco facile a sbrogliare le mischie che si accendono davanti a Casadei. Serve la giocata di un singolo per sbloccare la situazione: ci prova Trotta ma la sua girata è troppo lenta, Casadei smanaccia in angolo. Sul corner seguente Tavano da due passi spara sul fondo. Tesser prova il tutto per tutto: dentro Napol, fuori capitan D’Angelo. Avellino a 4 punte per l’assedio finale. Gli sforzi vengono premiati a 8′ dalla fine: solito batti e ribatti davanti a Casadei, Tavano anticipa tutti e spedisce in fondo al sacco: 2-2 e biancoverdi rivitalizzati dal pareggio. Trotta avrebbe sui piedi il pallone del sorpasso, ma trova ancora Casadei. L’ appuntamento è solo rimandato di qualche minuto perchè all’86 Castaldo raccoglie la sfera all’altezza del limite dell’area di rigore e scarica e trafigge l’incolpevole Casadei. Avellino avanti 3-2 in un Partenio che somiglia sempre di più a una bolgia dantesca. Al 92′ Castaldo potrebbe sigillare il match, ma ancora una volta Casadei salva i suoi. Ma è un errore indolore perchè l’Avellino vince meritatamente una partita incredibile. E può guardare con più fiducia al futuro. Proprio come Tesser.


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