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Era presente al “Giraud” a vedere Savoia-Portici, lui che a Torre Annunziata ha lasciato un grande ricordo avendo costruito la squadra che, due anni fa, vinse il campionato di serie D approdando tra i professionisti. Era il Savoia di Scarpa, Meloni, Tiscione, ma soprattutto era il Savoia costruito da Tonino Simonetti. Questo è quello di Manzo, Balzano, Guarro, giocatori di un certo livello per la categoria, ma la squadra allenata da Teore Grimaldi è a quattro punti dalla capolista Herculaneum. Sicuramente non è sfumato l’obiettivo di vincere il campionato visto che manca ancora una eternità alla fine, ma ora occorre ritrovare se stessi in casa oplontina, visto che c’è da assorbire un flop di grandi proporzioni. Il Portici si è imposto con l’autorevolezza della grande nella bolgia biancoscudata, raggiungendo proprio il Savoia al secondo posto, una prova di forza e maturità per gli uomini di mister Borrelli cui pervengono i complimenti del diesse, Tonino Simonetti, un grande uomo di calcio che, in esclusiva, ci rilascia questa intervista: “Ero venuto a vedere il Savoia, mentre sono rimasto sorpreso da un grande Portici. Squadra quadrata e organizzata in tutti i reparti, segno che l’allenatore sta svolgendo un lavoro straordinario. Dirò di più, sono sicuro che il Portici potrà reggere questo passo fino alla fine del campionato ed essere protagonista ai play off. Per quanto riguarda il Savoia, sono rimasto un po’ deluso, quando vedo la squadra che arranca in queste categorie mi viene un nodo alla gola, dico sempre che bisogna capire bene la realtà in cui si lavora. Ci sono piazze in cui ci si può barcamenare, ma altre nelle quali si ha a che fare con gente esigente che pretende il massimo per arrivare a determinati traguardi. Sono uno inviso a molti addetti ai lavori perché dice quello che pensa, senza ruffianeria e, seppur a malincuore, devo ammettere che il Savoia mi ha deluso tantissimo. Dopo Torre Annunziata, sono andato a vedere Città di Nocera-Sant’Antonio Abate e i molossi, anch’essi costruiti per vincere il rispettivo girone, non è che mi abbiano impressionato più di tanto a livello di gioco, perché poi quando si hanno grandi giocatori in squadra, è sufficiente una loro giocata per vincere le partite. La squadra che mi ha colpito di più di questo week end calcistico, è stata il Portici”.
Se, agli occhi di un vero operatore di calcio, la compagine azzurra si è fatta preferire a corazzate allestite con ingenti investimenti per vincere i rispettivi gironi, significa che nella città della Reggia si sta facendo qualcosa di grande. Simonetti ci dice cosa gli è piaciuto di più del Portici e cosa l’ha lasciato più perplesso del Savoia: “L’organizzazione del Portici ha fatto la differenza, sin da primi minuti si era capito che si sarebbe giocato la partita a viso aperto e l’ha fatto alla grande, ottenendo una vittoria ampiamente meritata. A volte, le squadre infarcite di grandi nomi, vanno in difficoltà quando si devono confrontare con altre che fanno della compattezza e dell’equilibrio tra i reparti la loro forza. E poi nel Savoia ci sono state due carenze, a mio avviso, gravissime: la prima è l’impiego di Guarro come difensore centrale, si vede ad occhio nudo che è adattato in quel ruolo lui che è un terzino sinistro naturale. L’altra è rappresentata da Tommaso Manzo, un giocatore dotato di una qualità che difficilmente si riesce a trovare in questa categoria, ma che non può permettersi di farsi espellere in quel modo, quando si firma un contratto ci si assume un impegno non solo con la società ma soprattutto con i tifosi”. È uno che non le manda a dire e ne approfitta per togliersi qualche sassolino dalla scarpa: “Ripeto il dispiacere che mi assale vedendo il Savoia in queste condizioni, quando si fa calcio in alcune piazze, non ci si può permettere di essere superficiali. Faccio ancora l’esempio di Guarro, se lo si deve schierare al centro perché la società non ha la forza di acquistare un buon difensore centrale, che si faccia un passo indietro che a rimetterci sono i tifosi. Quando il presidente Lazzaro Luce mi ha illustrato il progetto che aveva in mente per il Savoia, gli ho subito detto che c’era l’esigenza di allestire una squadra competitiva e lui, fortunatamente, mi ha lasciato carta bianca, in caso contrario, sarebbe stato meglio non accettare evitando di esporsi a brutte figure. Poi, se sono stato fortunato in alcune situazioni, in altre lo sono stato decisamente meno perché spesso la mia strada si è incrociata con un certo Francesco Maglione che puntualmente fa fallire le società, evidentemente lo chiamano per questo. Un’altra precisazione: ogni volta che torno al “Giraud”, c’è un addetto al campo che mi dice di non poter stare in Tribuna, mi piacerebbe che anziché pensare a queste cose, si sollecitasse la società a costruire un Savoia all’altezza della sua storia”. Sono passati poco più di due mesi dall’inizio dei campionati, gli equilibri possono cambiare o addirittura capovolgersi, ma Simonetti preconizza, attraverso le indicazioni finora emerse, ciò che potrebbe registrarsi a fine campionato: “Vedendo questo Savoia, credo che l’Herculaneum abbia la strada spianata per la vittoria del campionato, mentre nell’altro girone, avendo visto il Città di Nocera che non mi ha affatto entusiasmato, ritengo che il FC Sorrento sia favorito per la promozione diretta. Una parte del mio cuore è rimasta sia a Torre Annunziata che a Nocera, ma chi analizza il calcio non può farsi accecare dai sentimenti, e quindi il mio pensiero attuale è questo. Dico ai porticesi di essere orgogliosi della loro squadra e che si prenderanno tante soddisfazioni”.


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