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Tutto da rifare per l’Ischia. O quasi. Questo pomeriggio il Tribunale Nazionale Federale (Sezione Disciplinare) ha infatti sanzionato gli isolani con quattro punti di penalizzazione con ammenda di 500 euro ed inibizione per l’amministratore unico Vicky Di Bello (nove mesi) nonche per Lucio Pellone (commercialista del club) e Romualdo Roger Di Donna (presidente del Collegio sindacale), entrambi fermati per due mesi. Di Bello era stato deferito “per non aver depositato presso la Co.Vi.So.C., entro il termine perentoriamente prescritto del 01.08.2015, la dichiarazione attestante l’avvenuto pagamento delle ritenute Irpef relative a compensi, ivi compresi gli incentivi all’esodo, dovuti ai propri tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo con riferimento alle mensilità di maggio e giugno 2015”. Stesso discorso relativo ai contributi Inps inerenti al bimestre in questione ed al versamento della consueta fideiussione di 400mila euro entro il termine perentorio del 30 giugno. Pellone e Di Donna erano stati invece deferiti “per avere prodotto alla Co.Vi.So.C., in data 03.08.2015, una dichiarazione (recante data 01.08.2015) non veridica relativamente al regolare perfezionamento del pagamento oggetto di contestazione”. Sanzionati anche Catania (due punti), Martina e Benevento (un punto ciascuno), mentre ogni decisione su Paganese e Lupa Castelli Romani è stata rinviata al 19 novembre. Insomma, un fulmine a ciel sereno per i gialloblù, che scendono all’undicesimo posto, a 10 lunghezze, in compagnia del Monopoli. Tutto questo alla vigilia del match di Coppa Italia Lega Pro contro la Casertana al “Pinto”, in programma domani alle 16, per il quale Dino Bitetto ha convocato solo i ragazzi della Juniores ad eccezione di Mirarco, Savi, Bargiggia e Manna. Fatto sta che la società ischitana ha subito replicato con un comunicato alla decisione del Tribunale Federale. “Riteniamo che la sanzione sia dalle proporzioni inaccettabili – si legge – in quanto il ritardo accumulato nel pagamento è dipeso da questioni di natura tecnica, atteso che l’1 di agosto cadeva di sabato e quindi il primo giorno utile per effettuare i pagamenti degli emolumenti era quello del 3 agosto. Si ritiene altresì che l’incentivo all’esodo deve essere equiparato agli emolumenti, dunque giudichiamo eccessivamente penalizzante che per un unico adempimento ci vengano attribuiti due punti di penalizzazione. Quindi in sede di Corte di Appello Federale, riteniamo di poter avanzare valide tesi difensive atte a smontare la sentenza di primo grado”. Si vedrà quale sarà la determinazione della Corte Federale che nella circostanza si riunirà a sezioni unite. Un vero peccato per una squadra reduce da una vittoria più cinica che bella ad Andria e che ora è chiamata a non assorbire negatività e pessimismi. Primo tempo non proprio positivo, come ammesso dallo stesso Bitetto. E chiuso meritatamente in svantaggio. Determinati e feroci i pugliesi nell’approccio alla partita e nei ritmi condotti per tutta questa fase. Gialloblù come sempre in emergenza. Tornato Mancino a far coppia con Calamai alle spalle di Orlando nel 4-3-2-1, è toccato ad Armeno posizionarsi basso a sinistra per la defezione dell’infortunato Bruno. Diversa, però, l’Ischia del secondo tempo. Quando cioè Bitetto ha potuto contare su un arciere in più in fase offensiva. E così Kanoute, gettato nella mischia al posto di Palma, ha bagnato il rientro con la zampata del pareggio alla prima vera occasione creata dagli isolani. Il resto ce lo ha messo un figlio di Ischia, Pippo Florio. Pregevole la palombella che ha beffato Poluzzi sugli sviluppi di un’azione assai tambureggiante. Il primo sigillo del terzino destro gialloblù tra i professionisti. Gara, quindi, double-face per entrambe le squadre. La Fidelis, team apprezzabile per organizzazione di gioco ed individualità stuzzicanti, ha avuto il demerito di non chiuderla nel primo tempo, e di implodere sensibilmente nella ripresa davanti ad un avversario rinato e tatticamente più compatto. Tardiva, anche se generosa, la reazione azzurra quando oramai il match stava per esaurirsi. Per Bitetto una indicazione in più, semmai ce ne fosse stato bisogno: la sua squadra, col potenziale offensivo a pieno regime, può far male a chiunque. Col Foggia, in questo senso, sarà sfida per palati fini (sabato in anticipo al “Mazzella”). E quel “non vogliamo porci limiti”, sussurrato dal trainer barese al termine della battaglia del “degli Ulivi”, fa sognare. O almeno dà la certezza di un gruppo che sa ciò che vuole e come far emergere i propri valori. Al netto di inutili voli pindarici.

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