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Servizio di Gianluca Russo @riproduzione riservata
Gonzalo Higuaìn, il campione di tutte le stagioni. Quello che con le sue giocate ti fa vincere, ti toglie le cosiddette “castagne dal fuoco” e ti tiene lì, in alto in classifica, nel gruppo delle seconde. E’sempre l’argentino, così come accaduto a Verona con il Chievo ed in tante altre occasioni, a trovare il varco giusto con uno shoot da fuori area che ricorda quelli di un suo illustre predecessore, Gabriel Batistuta, su cui il portiere del Palermo, avversario di turno, non poteva far nulla. Il match a senso unico verrà poi chiuso da un destro a rientrare di Mertens nella ripresa, subentrato ad un nervoso quanto sfortunato Insigne. Cinque vittorie consecutive in campionato, sette in totale considerando l’Europa League. Questo lo score degli ultimi due mesi del Napoli targato Maurizio Sarri. Contro il Palermo, buone le prove di David Lopez a centrocampo, che però non è Allan, e di Chiriches, che ha fatto rifiatare Koulibaly in difesa ma la pochezza degli avversari ha reso più facile il loro compito e quello del tecnico che ha operato un giusto turn over. Il Napoli di ieri sera, oltre ad un modesto Palermo, ha battuto altri due, pericolosi, avversari. Il primo è un terreno di gioco figlio, probabilmente, delle diatribe della “coppia di fatto” De Laurentiis-De Magistris (Sarri, in conferenza stampa, però, parlerà del “fungo killer”, una vecchia storia che ritorna, insomma), il secondo è qualche tensione di troppo all’interno dello spogliatoio. Al netto dell’ennesima prodezza di Higuaìn, e di ben 3 pali centrati dagli azzurri, vanno segnalati gli sfoghi, inopportuni, di Insigne e di Mertens, con il primo che mugugna come un bambino per la sostituzione ed il secondo che fa lo stesso dopo essere subentrato ed aver segnato. Forse, un po’di sana tensione e competizione interna fa bene a tutti. Il tecnico del Napoli, in conferenza stampa, ha fatto notare che “Insigne deve chiedere scusa ai suoi compagni, alcuni di loro sono stati in panchina e non si sono nememno scaldati”. Ingeneroso crearne un caso ma il buon Maurizio dovrà essere bravo a fare il pompiere anche con i suoi giocatori, non solo con i tifosi. Il tecnico ha poi ribadito che la squadra, tra i molteplici impegni tra club e Nazionali, ha poco tempo per allenarsi e preparare al meglio le partite e che “è assurdo parlare di scudetto quando siamo appena ad un quarto del torneo”. Calma, insomma, in campo e fuori.

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