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Continua il periodo negativo dell’Avellino, che da oggi dopo la scoppola subita in casa dal Vicenza, è ufficialmente entrato in crisi.
Premesso che anche oggi gli episodi hanno punito oltremodo la formazione avellinese, visto che agli ospiti è girato tutto per il verso giusto cominciando da un calcio di rigore dubbio per finire poi con un raddoppio avvenuto solo per mezzo di carambole fortunate e un autogol sfortunato, va detto però che tatticamente l’Avellino è letteralmente in bambola.
Se per due anni l’ex trainer Rastelli con il tre cinque due ha giocato sempre con un centrocampo formato da tre mastini come D’Angelo-Arini e Schiavon un motivo doveva anche esserci, non a caso mai in passato si concedevano venti metri di campo tra la linea difensiva e quella mediana.
Ha destato infatti più di una perplessità in città lo schieramento adottato oggi dal trainer irpino, visto che la presenza contemporanea di Insigne e Zito come interni di centrocampo hanno allungato eccessivamente la squadra concedendo a calciatori come Galano la possibilità di dettare legge tra le nostre due linee.
Dopo sei giornate con i lupi seriamente invischiati nella zona calda della classifica, se un cambio tecnico ci sembra un azzardo è pur vero però che per il mister è arrivato il momento di incominciare a impostare la formazione in base allo stato psicofisico migliore dei singoli calciatori in modo da salvaguardare l’equilibrio degli undici da mandare in campo.
