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Servizio di Luca Bosio @riproduzione riservata
Ormai l’abbiamo capito: Maurizio Sarri non è persona scontata, né banale. Contro ogni pronostico, anche per la gara di campionato contro la Lazio, allo stadio San Paolo, conferma il tanto invocato 4-3-3. Altra mossa a sorpresa: fuori lo scatenato Mertens, reduce dalla doppietta in Europa League, e maglia da titolare per Lorenzo Insigne. Al centro della difesa, promosso ancora Koulibaly al posto di Chiriches. Dopo una manciata di minuti dall’inizio, Keita, servito da Basta scappato sulla destra, ha l’occasione di concludere dal dischetto del rigore. Il corpo però è troppo spostato all’indietro e la palla si spegne alta sulla traversa. Sembra il prologo alla solita serata da incubo per la difesa partenopea. Invece, la Lazio di Pioli sparisce letteralmente dal campo. Per demeriti propri, per le tante assenze tra i titolari (De Vrj, Biglia, Candreva, Felipe Anderson entrato solo nella ripresa), ma soprattutto per l’intensità e la cattiveria agonistica messa in campo dai giocatori partenopei. Per quarantacinque minuti, si gioca a una sola porta. Quella di Marchetti. Apre le marcature, finalmente, il tanto atteso Gonzalo Higuaìn, autore di una rete da centravanti vero. Il raddoppio è siglato da Allan, ma gran parte del merito è di Insigne che lo mette davanti alla porta con un passaggio filtrante a dir poco millimetrico. Gli automatismi tra i reparti sono perfetti. La difesa è alta, stile Juventus, ma non va mai in sofferenza grazie al pressing asfissiante praticato, prima ancora che dai centrocampisti, dagli stessi attaccanti. Nella ripresa, il timido tentativo della Lazio di riaprire il discorso è stroncato sul nascere da un’azione da antologia del calcio di un fantascientifico Higuaìn, anche se a ribadire la palla in fondo alla rete è Insigne, dopo la respinta di Marchetti. Gli uomini di Pioli, se prima sembrano spariti, ora sono evaporati. Il Napoli si diverte e fa quello che vuole. Va ancora in gol il “Pipita”, con un’azione personale. C’è gloria anche per Manolo Gabbiadini. Insomma, la serata perfetta. Non c’è un solo calciatore azzurro che meriti un’insufficienza. Tra i migliori, oltre alla punta di diamante ex Real Madrid, un Insigne finalmente decisivo, Allan, e un Jorginho ritrovato nel ruolo di Pirlo e pochi altri eletti. Piano però con l’entusiasmo e i facili trionfalismi. Non sarà sempre così semplice. Non si segneranno sempre cinque gol e ci saranno squadre che, a loro volta, aggrediranno il Napoli nella sua porzione di campo. La gara infrasettimanale di mercoledì, in quel di Carpi, è più insidiosa di quanto sembri. Sarri dovrà essere bravo a inculcare nei suoi uomini lo stesso furore agonistico ammirato contro i biancocelesti. Perché sabato prossimo, inutile ricordarlo ma lo facciamo, a Fuorigrotta arriva la prima della classe. No, non è l’Inter. Si tratta della Juventus. Quella sarà la vera prova di maturità, e arrivarci dopo due vittorie consecutive non sarebbe affatto male. Noi stiamo con Sarri. E con il nuovo modulo.

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