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Servizio di Angelo Bosio @riproduzione riservata
Il Sassuolo di Eusebio Di Francesco è diventato la bestia nera della Roma. Gli emiliani strappano un punto importante all’Olimpico. Rischiano pure di vincere la partita. E forse, ai punti, la meriterebbero. Disputano una gara ordinata dal punto di vista tattico, ma non si limitano solo a contenere. I due gol sono frutto di azioni ben orchestrate da tutta la squadra, e non di situazioni occasionali. L’impressione è che Defrel e compagni, quest’anno, siano in grado di dare fastidio a tutte le compagini di vertice. In particolare, le caratteristiche dei giocatori del Sassuolo, soprattutto degli attaccanti, sembrano fatte apposta per giocare molto bene contro la Roma. Per quanto riguarda gli uomini agli ordini di Rudi Garcia, si può tranquillamente parlare di una brutta battuta d’arresto. Preoccupante non tanto per il risultato (che può capitare, il calcio è bello per questo), ma per la condizione atletica di alcuni elementi e per le trame offensive. Ma partiamo dal principio. Il tecnico francese vara un ampio turnover: fuori Florenzi, Digne, Keita, Iago Falque e Dzeko, spazio al rientrante Maicon, poi Torosidis, Iturbe e Totti, con De Rossi che torna nel suo ruolo a centrocampo. La Roma, come è naturale che sia, davanti al proprio pubblico, prova a fare la partita. Costruisce la solita fitta ragnatela di passaggi in orizzontale, da una parte all’altra del campo, in attesa di trovare il varco per colpire. Ma, dei tre attaccanti, solo l’egiziano Salah sembra in palla. Totti, il grande capitano, ormai non è più in grado di giocare a certi livelli e dovrebbe farsi da parte. Il gol numero 300 è un onesto riconoscimento alla sua carriera, iniziata con un debutto in serie A da minorenne, a diciassette anni. Ma la Roma attuale non può concedersi il lusso di schierare in campo una vecchia gloria. Poi, per onor di cronaca, l’immeritato pareggio giallorosso è siglato da un Totti in evidente fuorigioco, non ravvisato dall’arbitro. Iturbe vuole recuperare, in un colpo solo, condizione, giocate e pubblico sugli spalti. Ci mette impegno e tanta corsa, ma anche tanta confusione. Da rivedere. Il primo tempo termina con il Sassuolo in vantaggio per due reti a una. E, a causa di un pasticcio di Rudiger, Defrel si presenta solo davanti a De Sanctis, ma fallisce l’appuntamento con la terza rete. Nella ripresa, si rivedono Florenzi, Falque e soprattutto Dzeko. Il pareggio, però, lo trova Salah con un bellissimo sinistro dal limite dell’area. L’unico a salvarsi, oggi, è lui, insieme a Manolas e al “bello de nonna” Florenzi. Gli altri tutti al di sotto della sufficienza. Molto deludente la prestazione del centrale ex Stoccarda Rudiger, presentato come uno stopper vecchio stampo. Dello stopper, infatti, ha i piedi di legno. Per quanto riguarda la capacità difensiva, come già a Frosinone, soffre la velocità e la tecnica dei brevilinei e viene spesso saltato. Insomma, non sembra un giocatore da squadra di vertice. Dal punto di vista atletico, poi, ma che si riesca a vedere una Roma arrembante almeno per mezz’ora o una quarantina di minuti. Ritmi lenti e palleggio spesso lezioso e supponente, rappresentato alla perfezione dallo strapagato Pjanić. Con questa presunzione, lo scudetto non si vince. Si fanno solo tante brutte figure, come quella di oggi.

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