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A volte ritornano. E’ il caso di Rodolfo Nastro, addetto stampa dell’ultimo fallimentare Savoia di Quirico Manca, richiamato oggi all’ovile dal club guidato dall’avvocato Arnaldo Todisco. Un reintegro che fa discutere soprattutto alla luce di una lettera sottoscritta tre mesi fa da 11 testate giornalistiche e ben 17 giornalisti, tra cui chi scrive. Nella missiva si chiedeva alla società di potersi confrontare con una figura super partes, peculiarità evidentemente non riconosciuta a Nastro dalla maggioranza dei colleghi che seguono da vicino le vicende dei Bianchi. Un testo che vale la pena di riproporre oggi. “Il campionato appena concluso, che ha decretato la retrocessione diretta e il fallimento della società, è stato costellato da episodi che hanno generato tensioni, incomprensioni e sfiducia, sia tra tifosi che tra addetti ai lavori, in un ambiente già provato dai risultati deludenti sul campo. L’auspicio della quasi totalità degli organi di informazione che seguiranno le gesta del Savoia nella prossima stagione e che sottoscrivono la presente è che il progetto da Voi messo su, che sta prendendo forma giorno dopo giorno, possa invece, svilupparsi ed evolversi in un clima sereno con alla base il rispetto tra le parti e quello dei ruoli, componenti fondamentali per il raggiungimento del successo. Leggiamo positivamente il messaggio pubblicato dall’Avv. Arnaldo Todisco su Facebook che recita “cambiamento radicale ed aria nuova. Il Savoia, i tifosi e la città meritano rispetto: l’epoca dei papponi è finita…” e, per quanto riguarda il nostro ambito, chiediamo di poter lavorare con serenità, confrontandoci con un addetto stampa super partes, che non abbia legami di nessun genere con alcun organo di informazione e tratti con equità tutte le testate giornalistiche”.
Dopo tre mesi il nuovo club di Todisco fa un clamoroso passo indietro riuscendo a smentire in maniera rapidissima ed inattesa linee e programmi tracciati in queste settimane. Che qualcuno voglia rimanere in Paradiso a dispetto dei santi ci può anche stare. Che qualcuno sfidi la professionalità altrui senza avvertire il bisogno, per il ruolo che ricopre, di richiedere chiarimenti e confronti che spazzino malintesi ed equivoci, è altrettanto legittimo anche se incomprensibile. Di Nastro ricorderemo un intervento a gamba tesa nei confronti di chi scrive, “reo” semplicemente di aver espresso pubblica solidarietà al collega de Lo Strillone, Gianluca Buonocore, a cui era stato negato l’accredito per la gara interna con l’Aversa Normanna, decisione poi rientrata con buon senso di tutti. Eravamo nel pieno della conferenza stampa dell’ex dg Tony Carruezzo susseguente al derby con i granata. Ma il punto in fondo non è neanche questo, bensì sta nella confusione che ancora regna in casa oplontina tra presidenti che vanno e vengono, fantomatici pakistani pronti a sbarcare a Torre con pacchi di danaro e benefit di ogni tipo, e un progetto che non decolla e che ora vede anche Gaetano Arpaia al passo d’addio. In questo contesto si inserisce anche la scelta della figura del responsabile della comunicazione, affidata precedentemente a Francesco Cascella e Saverio Russo. Personaggi coi quali la separazione è stata quasi repentina prima della nuova investitura di Nastro. E sarà banale ricordare che una società di prestigio come quella oplontina non può permettersi di farsi inghiottire da caos e pasticci su questo aspetto. Non può non conferire priorità assoluta ad un ruolo sempre più delicato come questo che, nell’era dei social e di internet, richiede se possibile maggiori competenze, ancora più pazienza e tanto spirito collaborativo. A Nastro, tuttavia, ci sentiamo di fare gli auguri di buon lavoro. Affinché, stavolta, vengano rispettati il lavoro e la passione di tutti. Con l’educazione e la disponibiltà che dovrebbero contraddistinguere chiunque ricopre un incarico di questa portata.

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