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Gli ex del calcio: Vincenzo Romano

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Intervista di Michele Pisani @riproduzione riservata


“C’è gente che ama mille cose, tutto il bene e tutto il male del mondo. Io ho avuto solo te e non ti perderò, io non ti lascerò per cercare nuove avventure”. Farete fatica a capire, almeno all’inizio. Qualcuno avrà intuito dove vogliamo andare a parare. Estate, mare e sole. Agosto, eravamo a l’Habana. Cuba, Fidel, il comunismo, havana club e pina colada e le belle donne. Qualcosa è di troppo. Non possiamo però dire altro. Un ristorante, uno dei tanti, siamo vicino al porto. La capitale è bella, affascinante e misteriosa.
Arrivano dei musicisti, Habana è anche uno dei teatri della musica. Ci aspettiamo le solite melodie sullo stile di “capitano che Guevara” o magari “Guantanamera”. Ci prepariamo, non sarebbe neanche la prima volta, ma restiamo di stucco. Ci propinano una canzone italiana. Anche a Cuba. Orgogliosi la ascoltiamo con attenzione. Sergio Endrigo è popolare tra i cubani come Alberto Sordi lo è per noi italiani. Cerchiamo di capire il motivo, lo troviamo nelle parole della canzone. Ci basta. E’ un’opera d’arte. “C’è gente che ama mille cose e si perde per le strade del mondo, io che amo solo te, io mi fermerò e ti regalerò quel che resta della mia gioventù”.
Pensiamo alla nostra vita. Trascorsa in fretta, troppo. Cosa ci rimane? I ricordi. Quelli non hanno prezzo e non li lasceremo mai. “Io ho avuto solo te, io non ti perderò, io non ti lascerò per cercare nuove avventure”. Una dichiarazione d’amore. Parte da lontano. Da Cuba per urlare che con tutto l’amore: “non ti lascerò per trovare nuove avventure”.
Sono gli anni della massima serie, tredici compleanni ed un cuore. Una promessa. Non ti lascerò mai. Lo incontro, per la prima volta a Solofra. In ritiro. Un armadio fatto di muscoli. Vincenzo. Ma non parliamo di Vincenzo e Milano, quella è un’altra storia e riguarda Fortis. Qui invece si parla di uno ancora più forte. Vincenzo ed Avellino. Una storia d’amore durata cinque lunghi anni. Vincenzo ed Avellino. Facciamo una scommessa con lui. Vincenzo ci sta anche se è convinto di perdere. Ve la raccontiamo dopo. Nato a Capaccio Scalo nel millenovecentocinquantasei, scopriamo che i nonni sono di Cervinara. Sangue irpino, La stessa città di Pasquale Casale. Caro Vincenzo hai giocato a Roma ed a Genova. In Inghilterra sei di casa, il Chelsea quando era allenato dal tuo amico Carlo Ancelotti, ma se ti fai una passeggiata ad Avellino anche gli alberi si ricordano di te e del tuo gol al Milan campione d’Italia.



romano2Sai dove andare a parare. Fu una delle mie maggiori soddisfazioni da professionista. Fu l’anno della stella per i rossoneri. Giocava un certo Gianni Rivera, ricordo il Partenio vestito a festa. Adesso invece...” Ancora con i rimpianti?Si. Io sono schietto. Mi fa stare male sapere che l’Avellino gioca in quarta serie. Vedi io non condivido la scelta fratricida di farsi le scarpe in Campania. Napoli, Avellino e Salernitana debbono remare dalla stessa parte. Non lo so ma non voglio dire che i tifosi di oggi pensano che sia sbagliato ma ai miei tempi i tifosi dell’Avellino arrivavano anche da Salerno per incoraggiare i biancoverdi che si battevano come leoni con Milan, Juventus ed Inter. Te l’ho detto e lo ripeto e come ti prego di scrivere tutto quello che ci diciamo, caro Michele io non ho problemi e non ho mai avuto rimpianti in vita mia per quello che ho fatto o detto. In Inghilterra hanno risolto un annoso problema, puoi andare allo stadio con tuo figlio e ritrovarti a mezzo metro dal tuo campione preferito. In Italia gli stadi sono vecchi e fatiscenti e sembra di andare allo zoo con tutte quelle sbarre“. Vincenzo Romano è uno che le cose le dice con semplicità, la stessa con la quale prese a “calcetti” Nicola Berti in Fiorentina-Avellino, nell’intervista di Giannini, terminata con la vittoria dei viola, bestia nera dei lupi, con un gol di un certo Ramon Angel Diaz. Queste cose le sanno tutti o meglio quelli che hanno l’Avellino nel cuore. Non bisogna vivere di fronte al Partenio per saperle certe cose. Ennesima nota polemica, il direttore ce lo consente. Ci vuole bene.  “Lo ricordi ancora? E si. Nicola era irritante certe volte. Io poi di carattere non ero certo un tipo che le cose me le tenevo dentro“. Su questo non c’è dubbio. Vincenzo Romano si scioglie a poco a poco. Capisce che ha aperto l’armadio dei ricordi ed è felice di parlare dei suoi vecchi compagni. Ritorna su Casale e sull’amicizia che lo lega al mister cervinarese. “Tanti amici, ad Avellino eravamo tutti una sola famiglia. Che piacere andare a Cervinara con Pasquale. Una città che adoro”. Una curiosità, raccontaci com’era Casale da calciatore.Un vero professionista. Curava molto tutti i particolari. Preciso, pignolo e sempre pronto a darti una mano. Ho trascorso bei momenti con lui ma anche con tanti altri. Stefano Colantuono, Mario Piga, Adriano Lombardi era un caso a parte. Io con i toscani non ci vado molto d’accordo ma Adriano si faceva volere bene per la sua onestà e per il suo grande cuore. Reali lo sento per gli auguri di fine anno, un vero personaggio. Uno dei pochi del nord che secondo me è il più meridionale di tutti”.


Parliamo anche di calcio?Di quello che vuoi“. Pensi ad Avellino ed all’Avellino? Ci sei più tornato?  “Ogni volta che torno a casa dai parenti passo per Avellino. Che nodo in gola, non riesco proprio a dimenticare quei cinque anni vissuti con addosso quella maglia” Passi per lo stadio? “No. Non ci riesco. Mi vengono a mente quei momenti bellissimi, le vittorie, i tifosi ma anche il terremoto e qualche amico che non c’è più. No, Michele credimi. Non ci riesco, anche se…Anche se?E’ parte della mia vita. Tutto. Le vittorie, le sofferenze, le salvezze. La gioia dei tifosi, le cene ad Atripalda e le passeggiate per il corso. Non ho dimenticato nulla, mettimi alla prova”.
Dovrei farlo, parlandoti del tuo appeal e delle tante conquiste. “Non rinnego nulla. Ci divertivamo ma in campo davamo sempre il meglio di noi stessi. Se non ti diverti a vent’anni, quando lo fai? Io ho avuto tanto e non mi posso lamentare. Ho giocato al calcio in massima serie e battagliato con gente del calibro di Maradona, Platini, Zico, Rummenigge, Diaz e tanti altri. Credo di avere avuto un grosso privilegio“. Privilegio, di cosa parli?Avere giocato contro Maradona. Quanti calciatori vorrebbero questo piacere. Uno come lui e quando arriverà un’altro con le sue doti“. Il Pipe, uno che soffriva l’Avellino, riuscì a segnare ai lupi solo nell’ultimo anno di massima serie. “Quando non era in forma poteva anche sembrare solo un buon giocatore ma quando era in giornata erano dolori. Hai presente un marziano? Sono convinto che resti il miglior giocatore al mondo ed ad Avellino lo hanno visto giocare. Bisogna sapere che la storia dei dieci anni di massima serie dei lupi rimarrà sempre negli annali del calcio. Davide contro Golia. Ci siamo sempre fatti rispettare, lo ripeto ricordi che non si cancelleranno mai. Ne sono sicuro“.
Parlami del tuo gol al Milan, come hai fatto se sei tutto muscoli e pesi quanto due giocatori in uno?Semplice. Basta avere tutto a posto fisicamente. Sai che ho aperto alcune palestre e mi piace stare in forma. Quando mi innalzavo per colpire andava tutto bene perché alla base c’erano allenamenti duri e tanti sacrifici”.
Infine e non per ultimo. La storia del Partenio, la sua legge.In quel sottopasso leggevamo la paura sul volto dei nostri avversari. I tifosi si facevano sentire anche negli spogliatoi, tremava tutto. Adesso invece…”.
Cos’è che non ti convince, non lasciarci con questo dubbio. “Non lo so prima era tutta un altra cosa. I tifosi era più passionali e genuivi, forse sbaglio ma credo che ad Avellino bisogna cercare di ricreare quell’atmosfera. Forza lupi, ritorniamo grandi e tutti assieme”.
Dopo alcuni minuti la conversazione scivola sui canali di una chiacchierata tra vecchi amici. Vincè, Enzo ma ti ricordi quella volta che… e lui. “E chi se lo scorda”.
Bella chiacchierata, ce ne facciamo un’altra al più presto. Promesso. Anche da Riccione il suo cuore batte per un’amore. Sempre lo stesso, dopo tutti questi anni e mi dice, sottovoce. “C’è gente che ama mille cose, tutto il bene e tutto il male del mondo. Io ho avuto solo te e non ti perderò, io non ti lascerò per cercare nuove avventure”.

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Giornalista sportivo, iscritto all'albo dopo una lunghissima gavetta.

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