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Gli ex del calcio: Cesare Cattaneo

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Intervista di Michele Pisani @riproduzione riservata

Un download è come una iniezione di fiducia, può essere utilizzato anche per  rimembrare o riportare alla luce accadimenti che appartengono al passato.  Scarichi un software, rigorosamente freeware, e ti sembra di aver assistito allo sbarco sulla luna. Non è facile giocare con le parole, ancora più difficile e sarebbe del tutto da stigmatizzare se lo si facesse con i ricordi.  Il semplice, quanto modesto, latore a volte ha il dovere di rendere piacevole  ed emozionante quello che scrive e non sempre però gli riesce. Immaginate solo il confronto. Basta chiudere un attimo gli occhi e vi ritrovare a percorrere la “glory road”. Essere presenti nel mentre a fare canestro è uno di nome Kareem Abdul Jabbar. Attenzione a scomodare i “santi”, evitiamo di fare paragoni improponibili ma Lew Alcindor sta al basket americano come gli anni della massima serie dell’Avellino al calcio italiano.


Pensatela come volete. Jabbar ha realizzato nella Nba circa quarantaquattro mila punti mentre l’Avellino ha trascorso dieci lunghissimi anni nell’olimpo del calcio e non ha mai sfigurato, rinnovando per nove stagioni una favola tra le più belle mai scritte sino ad oggi. A distanza di tempo e con il garbo dovuto qualcuno dovrà pure scriverlo che quei tempi difficilmente si ripeteranno. Il calcio è cambiato, non basta solo la buona volontà. Ci vogliono tanti soldini, gli stessi che stanno rovinando questo magnifico quanto unico sport. Nel mentre l’Avellino ha brindato, da un calice amaro, i suoi novantasette anni e definitivamente lasciato il campo all’Avellino.12 che in quarta serie cerca di riportare nel calcio che conta una città orfana anche dei ricordi. Noi di Ultrà Avellino non influiremo sul vostro budget e non vi chiediamo molto, eccezion fatta il tempo di leggere, ancora una volta, un pezzo di storia, di quella storia che possiamo solo tramandare. La trovate su internet. Un download, rigorosamente freeware, benefico come una tisana alle erbe. Risultati immagini per cesare cattaneo avellinoCome è difficile ricucire un taglio di quasi trent’anni. Incredibile a dirsi. Oggi un calciatore, uno dei tanti, professionista o dilettante lo trovi dappertutto. Sito web con tanto di video. Dei giocatori, quelli del passato, a stento riesci a procurarti una foto. Una vecchia figurina sbiadita dal tempo. Segno che il tempo è passato, dovremmo farcene una ragione ed anche di questo. Voltiamo pagina ed entriamo nel vivo con la presentazione dell’ennesimo ricordo, dell’ennesimo giocatore che ha donato il sorriso a migliaia di persone nelle domeniche uggiose su poer contrada Zoccolari.  Di chi parliamo? Questa volta dove siamo “arrivati” con Ultrà ? Ad Alto, in provincia di Como. Abbiamo tentato, cercato e beccato un baffuto difensore che ha spazzato una quantità enorme di palloni dall’aria piccola irpina. Una impresa quella di “acchiappare” l’ex centrale difensivo biancoverde. Sembrava incollato a Salvatore Di Somma ma le strade si sono divise e molti anni orsono. L’ultima volta che ha indossato la maglia verde con il bordo bianco ai polsini ed al collo era nel lontano millenovecentottantuno. Quattro stagioni, una vittoriosa in cadetteria. Centosedici partite e tre gol. Cinquantotto anni compiuti ad Agosto, vive dalle sue parti ed allena in Brianza. Non ha voluto lasciare il mondo del calcio che gli ha regalato tanta popolarità. Milan, Avellino ed Udinese, le squadre più importanti in massima serie. Non è stato facile trovarlo tra i tanti Cattaneo che vivono nelle province di Milano e Como. Qualcuno al tefefono ha anche detto ma chi? Quello che giocava con l’Avellino? Che piacere sapere che anche da quelle parti c’è chi non ha dimenticato la favola dei biancoverdi.


Chiamiamo a Casa Catteneo, risponde la moglie. Gli diciamo chi siamo e lei con la naturalezza di una volta chiama il marito. “Cesare vieni che c’è al telefono un giornalista di Avellino”. Nel mentre ci apprestiamo a pensare cosa dire e con quale voce, visto l’emozione che ci prende alla gola ci pensa lui a sciogliere la tensione con un accattivante quanto invitante: “Pronti, eccoci. Da quelle parti vi ricordate ancora del sottoscritto? “Un nordico dal cuore enorme che precisa. “Mia moglie è pugliese ed io so come siete fatti e quanto orgoglio per la vostra terra avete dentro. Prima di giudicare bisogna conoscere ed io so bene come siete realmente legati alla favola Avellino. Ho vissuto con orgoglio a Mercogliano e frequentavo gli avellinesi più degli stessi miei compagni di avventura. Ero già stato al sud, avevo giocato un anno a Taranto e sapevo cheuna esperienza del genere mi avrebbe aiutato a crescere in tutti i sensi. Ragazzi sono passati ventotto anni ma mi fate ricordare una partes ignificativa della mia vita”. Vada pure, ha tutto il tempo che le serve. “Arrivammo ad Avellino nel 1978. Eravamo una armata Brancaleone. Molti avevano fallito neglianni precedenti e nelle rispettive squadre cercavano riscatto ma soprattutto c’erano molti infortunati tra le nostre fila. Li ricordo uno ad uno. Da Piottia Croci, il mio amico Gianfilippo Reali, Salvatore Di Somma, Boscolo, Montesi, i fratelli Piga, Ferrara e l’indimenticato Adriano Lombardi. Non iniziammo bene ma con il tempo ci facemmo strada sino a giungere ed in maniera inaspettata in massima serie. Che soddisfazioni, in molti e parlo in generale quelli del mondo del calcio, non ci credevano e li lasciamo di stucco”.Ci parli della massima serie, i tre gol li ricorda? “Uno lo segnai al Milan di ginocchio, uno al Brescia ed uno non lo ricordo in questo momento. Di dove è lei esattamente?”.Io sono nato a Solofra ma vivo a Napoli. A quei tempi sapevate tutto e giravate dappertutto è vero? “Certo. Ho visitato tutti i circoli in alta irpina ed a Solofra andai per comperare un giubbino che tra l’altro ho ancora a distanza di tanti anni. Insomma per farla breve non me lo fecero pagare in quanto giocavo nell’Avellino. Quanti ricordi, gli amici che abitavano vicino a Mercogliano, dopo tanto tempo. Scenderei volentieri per rivederli tutti. Ed il presidente?Come sta il mitico commendatore ?”. Il commendatore è sempre lo stesso, un vero personaggio. Ci parli della massima serie, quello che le viene in mente, devesapere che di quei periodi sappiamo quasi tutto. “Tre anni stupendi quelli perme in massima serie. Ricordo che tentavo di fermare in tutti i modi Savoldi del Napoli ma era così bravo che riusciva sempre a farmi gol”. A proposito didifesa e di Di Somma, come trattavate i vostri avversari? Alla domanda Cattaneo inizia ridewre e poi ci dice. “Con il massimo del riserbo ache se allora la moviola non c’era.. Quante battaglie e quante vittorie. “Mettevamo paura a tutti. All’inizio pensarono che fossimo le vittime di turno ma con il tempo impararono ad avere rispetto per i lupi biancoverdi. Momenti irripetibili, capisco i tifosi e spero che un giorno possa riabbracciarne il più possibile. Il calcio ai miei tempi era diverso”. In che senso ? “Oggi i genitori spingono i ragazzi a fare calcio abbagliati dai tanti soldi che girano mentre noi facevamo una vita di sacrifici e non pensavamo ai soldi. L’importante era esserci, poter giocare”. In chiusura cosa pensa di quanto successo ai suoi lupi? “Dispiace e lo dico sinceramente. Credo che ad Avellino ci siano persone degne di rivivere quei momenti. Il tifo da voi è caloroso, unico ed inimitabile. Un augurio di un presto ritorno nel calcio che conta e con la speranza che un giorno possa ritornare nella vostra città”. Un saluto ad un uomo che ha dato e ricevuto tanto, dopo ventotto lunghi anni ci siamo ritrovati, grazie a Cattaneo e grazie a chi non lo ha mai dimenticato.

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Giornalista sportivo, iscritto all'albo dopo una lunghissima gavetta.

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