Milan, tra Cina e America: il 2018 dei rossoneri

Siamo ormai giunti al capolinea dell’anno solare 2018, un anno pieno di cambiamenti, di buoni propositi e risultati che in fin dei conti si sono pian piano stabilizzati. Stiamo parlando ovviamente dell’anno del Milan, dove appunto la parola “cambiamento”, è stata sempre dietro l’angolo. Di questo periodo, infatti, avveniva proprio il primo dei tanti stravolgimenti del buon vecchio Milan, ovvero l’avvento di Gennaro Gattuso come allenatore del Milan. Stiamo ovviamente parlando del 2017, ma se proprio dobbiamo raccontare una storia, è bene che sia fatto dal principio. Il tecnico calabrese subentrò a Vincenzo Montella negli ultimi giorni di novembre, dopo uno 0-0 casalingo con il Torino che fece da sentenza. A Gattuso fu chiesto subito l’impossibile: risalire la china e arrivare in Europa. Il Milan viaggiava tra l’8° e il 10° posto e i primi risultati, inoltre, tardavano ad arrivare: il primo punto del Benevento all’esordio sulla panchina, la scoppola subita in casa del Verona e la sconfitta casalinga con l’Atalanta diretta concorrente per la corsa all’Europa League. Prima della chiusura dell’anno, però, arriva un bel pareggio in casa della Fiorentina. E’ stata la prima volta in stagione che il Milan riesce a non perdere dopo essere passato in svantaggio. A segno andò Calhanoglu, catalogato come “pacco” proprio fino a quel momento. Era il 29 dicembre e oggi, a distanza di un anno esatto, possiamo confermare che quella fu la partita della svolta per il Milan di Gattuso.

A gennaio inizia dunque il girone di ritorno e con esso, arrivano anche i risultati. Il Milan infatti batte in sequenza Crotone, Cagliari e Lazio, rilanciandosi talmente tanto in classifica da sognare addirittura un posto in Champions League. A febbraio il Milan non si smentisce e subendo un solo gol in tutto il mese, fa piazza pulita tra Spal, Samp e Roma, pareggiando appunto soltanto con l’Udinese “grazie” ad un autogol di Bonucci. Anche a marzo ed aprile la storia non cambia e il Milan esce sconfitto soltanto dalla Juve per 3-1. Insomma, il girone di ritorno sorride nettamente ai colori rossoneri e dopo la vittoria arrivata per 5-1 contro la Fiorentina nell’ultima giornata di campionato, Gennaro Gattuso può finalmente festeggiare il 6° posto in classifica e il conseguente approdo diretto in Europa League, così da confermare di forza anche il suo posto in panchina per la prossima stagione.

Nel frattempo però, mentre Gattuso era impegnato a urlare dalla panchina, nei piani alti del club qualcosa stava cambiando. Il presidente del Milan, Yonghong Li, si dimostra un impostore e sparisce nel nulla senza restituire i soldi al fondo Elliot, il quale li aveva prestati per acquistare il club rossonero. Cosi facendo, la palla è passata per questioni burocratiche al fondo americano che, a sorpresa, decide di tenere il club e di rivalorizzarlo. Da qui, tutto è cambiato. Nuovamente. Il presidente del Milan diventa Paolo Scaroni, mentre al posto di Fassone e Mirabelli si siedono in tribuna Leonardo, Gazidis e il grande Paolo Maldini. Questo porta una ventata di aria fresca sia a Milanello che tra i tifosi rossoneri, i quali apprezzano il cambiamento visto il proseguirsi del motto “date il Milan ai milanisti”. La nuova stagione, dunque, inizia nel segno di “The Star-Spangled Banner”, o per meglio dire “The red and black Star-Spangled Banner”.

Laxalt, Caldara, Castillejo, Bakayoko e soprattutto Gonzalo Higuain. Questi i nomi scelti dalla nuova coppia Leonardo-Maldini per provare l’assalto alla Champions League, obiettivo non troppo celato ad inizio stagione. L’inizio del Milan è ottimo, perché seppur perdendo contro il Napoli alla prima giornata (in realtà la seconda), la squadra di Gattuso si dimostra capace di poter affrontare chiunque in questa stagione. Almeno sul piano del gioco, perché sul piano dei risultati e soprattutto su quello della fortuna (guardare Londra prima e Atene poi), ci sarebbe ancora da lavorare. I risultati sono altalenanti e per le potenzialità della rosa, il Milan fatica davvero troppo nel tentativo di prendere il volo. Dopo un girone, però, nonostante i tanti, troppi passi falsi, il Milan è appena un punto sotto il 4° posto, ultimo gradino disponibile per approdare in Champions League.

Nel 2019 non sono in programma altri cambiamenti, a partire da Gattuso che sa di avere la fiducia del club e di possedere una rosa che gli potrà dare grosse soddisfazioni nell’immediato futuro. Il 2018 in Cina (giusto per rimanere in tema) è stato l’anno del cane, ma a leggere questo riassunto, sembra essere stato più l’anno del gatto. Anzi, del Gattuso.

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