Un Napoli desolante saluta anche la Coppa Italia

Servizio di Maurizio Longhi @riproduzione riservata

Già la partita di sabato sera contro il Milan, quella di campionato terminata a reti inviolate, aveva lasciato molte perplessità. Si era visto un Napoli spento, abulico e, pur schierato a trazione anteriore, incapace di produrre azioni pericolose. C’era la convinzione che nella gara di Coppa Italia, sarebbe scesa in campo una squadra con un atteggiamento diverso. In effetti è stato così, solo che è riuscita nell’impresa di scendere in campo con un atteggiamento ancora peggiore, squadra totalmente assente e in balìa del Milan, o meglio di Piatek che, arrivato da meno di una settimana, ha già colpito nel segno. La sua doppietta ha steso il Napoli, eppure c’era da giocare un tempo e mezzo, c’era una eternità per recuperare, ma gli azzurri non si sono resi mai pericolosi dalle parti di Donnarumma. C’è sconforto e incredulità in casa partenopea, le partite si possono anche perdere, ma almeno vanno giocate, ci si chiede cosa sia successo, come mai ci sia stata questa involuzione così allarmante. Siamo a fine gennaio e in Champions il Napoli è stato eliminato, primo obiettivo fallito, in campionato il discorso scudetto è chiuso già da mesi, secondo obiettivo fallito, in Coppa Italia si è consumato lo strazio peggiore, terzo obiettivo fallito.

Si può dire che ci si aspettava qualcosina in più da Carlo Ancelotti, il pluridecorato allenatore emiliano ha accettato di allenare una squadra arrivata l’anno prima a 91 punti chiedendo alla società di confermare l’intero organico sacrificando il solo Jorginho. Ci stava il fatto di cambiare modulo, così come la scelta di utilizzare tutti gli elementi senza creare una parte di scontenti ed emarginati, ma questa squadra non ha mai assunto una sua fisionomia. Può essere che non sia una mossa così felice quella di non confermare mai la stessa formazione per più di una partita, Ancelotti ha detto di voler conferire più identità al Napoli, ma il fatto preoccupante è che sembra essere privo anche di una sola, come si può pretendere di averne altre? La squadra non ha gioco, non ha idee, non ha fame, non ha quella bava alla bocca tipica di chi vuole sbranare gli avversari, così come si può avere fiducia nel futuro? E’ rimasta solo l’Europa League per salvare una stagione che si sta avviando verso il fallimento, ma se il Napoli è questo il rischio è quello di rimediare una figuraccia colossale anche contro il modesto Zurigo. Non ci saremmo mai aspettati di arrivare a scrivere questo, si pensava che Ancelotti avrebbe portato la mentalità vincente quando sembra il contrario, che la mentalità sia più provinciale che mai.

Non si può tollerare un atteggiamento così svagato e remissivo in una gara secca, dove c’è in palio un trofeo, è vero che in campo ci vanno i giocatori, ma è l’allenatore che deve avere la capacità di motivarli a dovere, di far sì che possano rendere al massimo delle loro potenzialità. Dopo una figuraccia come quella di ieri, ci si aspettava una assunzione di responsabilità da parte di Ancelotti, proprio per rispetto verso quei tifosi affranti di fronte a tanta impotenza e che, invece, hanno dovuto anche sentire che va tutto bene, perché il Napoli ha otto punti di vantaggio dall’Inter. Assurdo. Il Napoli esce dalla Coppa Italia, diventato un obiettivo stagionale, umiliato dal Milan e l’allenatore, nel post-partita, parla degli otto punti di vantaggio sulla terza in classifica. Si sta veramente sfiorando la situazione ridicola, quasi quanto lo è stata la squadra vista in campo contro un Milan tutt’altro che eccezionale, al quale va comunque fatto un plauso per come ha impostato la partita e gestito il doppio vantaggio. L’entusiasmo si è affievolito al punto tale da avere poca voglia anche di parlare della prossima sfida di campionato, quella contro la Sampdoria, e appare improbabile che si possa andare lontano anche in Europa League, che riprenderà tra due settimane con i sedicesimi. Non ci sono alibi, ci deve essere solo l’onestà intellettuale di prendere atto di una situazione diventata imbarazzante.

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