28 luglio 2017
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Io, tifoso juventino a mia insaputa

A volte capita di trovarsi in difficoltà quando si vuole fare una cosa e si pensa, immediatamente, alla reazione di chi la percepisce in maniera sbagliata. Vi è mai successo? Da ‘estranei’ dovremmo guardare le cose con obiettività ma spesso veniamo coinvolti emotivamente da quello che leggiamo. Dai giudizi di chi dovrebbe solo analizzare gli accadimenti, senza costruire teorie a dir poco ardite per un rendiconto personale. La Juventus ha vinto lo scudetto, il sesto consecutivo, stabilendo un record in Italia davvero unico. Solo dieci anni fa i bianconeri, travolti da un scandalo sportivo, ripartivano dalla cadetteria. Una striscia positiva che supera quella dell’Inter (ferma a cinque titoli consecutivi ma non tutti sul campo) e migliora la propria anche se risaliva agli anni trenta. Insomma, piaccia o no, la compagine allenata da Allegri è la più vincente nella storia del calcio italiano, portando in dote (ultimamente ancor più) ammirazione ed invidia, soprattutto il secondo sentimento. Qualcuno, più di uno ad essere sinceri, getta ombre sul risultato del campo adducendo motivazioni più o meno plausibili che non renderebbero limpide le conquiste dell’armata bianconera. Oramai è diventato un vero e proprio ‘refrain’ che e detto sinceramente ha stancato chi, come il sottoscritto, non parteggia per alcuna squadra come è giusto che sia. Chi vince merita il rispetto dovuto, a prescindere dal colore della maglia o della collocazione ‘geografica’. Chi non si schiera non per forza deve essere accusato di simpatie malcelate. Ecco che mi riscopro juventino a mia insaputa. Di fede bianconera (chi mi conosce sa bene che la mia passione ha ben altri colori) solo perché non intingo la mia penna nel calamaio della polemica che rende sotto il profilo dell’immagine. Bisogna avere rispetto per chi la pensa diversamente, accettare che ci sia più di una verità e che non sempre ne siamo i custodi. Se, poi, vogliamo entrare nello specifico ne possiamo anche parlare. Gli arbitri ‘aiutano’ la Juventus ? Potrebbe anche essere ma se in campo internazionale Buffon e compagni giocano la seconda finale di Champions League in tre anni vorrà dire che lo meritano e quando è il campo a deciderlo non resta che ammetterlo. Certo è che se una squadra italiana dimostrasse la stessa forza nelle competizioni  internazionali (ammesso che non possa farlo in campionato) allora noi saremmo i primi ad evidenziare una eventuale incongruenza, saremmo i primi a gettare ombre e sospetti su un campionato (quello del Belpaese) sin troppo intriso di inutili veleni. La frustrazione di chi non vince (alla fine questo è il vero problema) non deve sfociare in un irrimediabile tifo contro. Non serve a nessuno. La Juventus giocherà la finale contro il Real Madrid il 3 giugno a Cardiff e non è detto che alla fine possa alzare la coppa dalle grandi orecchie. Ma se dovesse succedere sarà una vittoria dell’Italia, piaccia a no.

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Giornalista sportivo, iscritto all'albo dopo una lunghissima gavetta.

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