“E’ tutto finito”: Gonzalo Higuaìn pronto a riabbracciare Sarri al Chelsea

Napoli's Gonzalo Higuain jubilates with his coach Maurizio Sarri after scoring the goal during the Italian Serie A soccer match SSC Napoli vs Frosinone Calcio at San Paolo stadium in Naples, Italy, 14 May 2016. ANSA/CIRO FUSCO

“E’ tutto finito..”. E’ così che si immagina il ritorno di Higuaìn nelle braccia di Maurizio Sarri, quel tecnico che tanto lo ha valorizzato e che tanto gli ha permesso l’exploit dei 36 gol stagionali con la maglia azzurra del Napoli. E’ il 26 Luglio 2016 quando si perfeziona il passaggio del Pipita alla Juventus e la sua persona diventa quella più adatta ad interpretare il ruolo del traditore, figura di spicco nel teatro calcistico partenopeo. Quell’Higuaìn tanto osannato diventa il nemico da prendere di mira, il nemico da cui prendere le distanze, il nemico più nemico dei nemici stessi. Eppure tutto ciò non ferma l’attaccante argentino che colleziona, alla corte di Massimiliano Allegri ben 55 reti in 105 presenze, alcune delle quali più che pesanti, in particolare quella a Milano contro l’Inter che perfeziona quella rimonta che permette l’ennesimo scudetto ai bianconeri. Insomma, il Pipita dimentica subito la consacrazione al Napoli, dimentica la rabbia nei confronti di Mazzoleni, dimentica i brutti pensieri su un sistema marcio e si schiera dalla parte dei più forti. La voglia di vincere è ancora di più e ormai tocca sfamarla, specie se sulle spalle hai il peso dei brutti ricordi con la nazionale argentina che ti ha portato solo ad un passo dal vincere importanti titoli. Porti sulle spalle l’errore contro Neuer nella finale del Mondiale del 2014, le sconfitte in Copa America prima nel 2015 e poi l’anno dopo, nel suo centenario. L’incontro con il professor Sarri consacra il numero 9 fra i più grandi attaccanti in circolazione, gli fa assaporare l’affetto di un padre e il calore di una città come Napoli, quasi una seconda famiglia. La vita di Gonzalo, a Napoli, ha dei risvolti fondamentali. La figura di Sarri viene affiancata da quella di De Laurentiis, le cui colpe sono tutte indicate dallo stesso Higuaìn al San Paolo, quando rivolge un’occhiataccia al presidente colpevole di averlo schierato contro i napoletani. Tuttavia, anche l’esperienza alla Juventus è destinata a finire. Higuaìn finisce al Milan, con la voglia di ricominciare e di riportare i diavoli in alto, al posto che loro spetta. Purtroppo, l’unica sfortuna dell’argentino è quella di capitare forse nei peggiori anni della plurititolata società rossonera. Nel giro di tre anni, così, dopo la Supercoppa, persa contro la Juventus a Gedda, in Arabia Saudita il Pipita, fra le rumorose polemiche sul campo, cambia ancora casacca. La notizia, ormai, dovrebbe essere pertanto confermata, salvo improbabili risvolti di mercato. Higuain è ad un passo dal Chelsea, voluto fortemente da quel papà che tanto lo aveva coccolato fra le braccia nel periodo napoletano. Forse, in fondo, capisce che Sarri è l’ultima spiaggia, per puntare all’età di 33 anni, ad un qualcosa di più di una competizione nazionale. Per cercare, insomma, di avere una sua consacrazione anche in ambito internazionale, dopo il percorso Champions interrottosi prima con il Napoli e poi con la Juventus, dove però le ambizioni erano certamente maggiori. Higuaìn è una macchina da gol. Così Maurizio Sarri aveva definito Gonzalo, lanciandogli messaggi d’amore anche dall’Inghilterra e manifestando, proprio durante l’attuale sessione di mercato il bisogno di una punta che potesse sorreggere il peso dell’attacco dei blues. Morata è più vicino all’Atletico Madrid e questo è solo un ulteriore indizio che porta Higuaìn con la mente già a Londra. E’ tutto finito. Già, si immagina siano queste le parole di Sarri. Gli incubi Higuaìn, accompagnati dalle espressioni di malumore continue nei confronti del calcio italiano, prima con il Napoli, poi con il Milan e poi di nuovo su De Laurentiis sottolineano quanto non possa parlare e quanto un giorno racconterà tutto di quella trattativa Napoli-Juve. Chissà cosa passa nella mente del numero 9, chissà cosa in quella di Gattuso che, certamente, avrà riconosciuto nell’argentino quella fame di gol che tanto ha stregato Sarri. Così tanto da desiderarlo fortemente in Premier, quel terreno che il Pipita deve ancora sondare, ma che farà certamente tremare a suon di gol. L’unica certezza è che, come il figlio ritorna dal padre nonostante l’età perché in fondo sa che non si smette mai di imparare, così Higuaìn torna da Sarri, quell’uomo che gli ha permesso di esprimersi al meglio, quell’uomo che sarà pronto a tirarlo fuori dal baratro dei pochi gol, e chissà che non risvegli in lui la bestia feroce che, da dentro e fuori area, segnava gol come fosse un robot programmato. Chissà che la figura umana di Sarri non sia, ancora una volta, nuovo punto di riferimento per Higuaìn, pronto a tornare quello di prima, pronto per essere di nuovo protagonista. Chissà che Higuaìn non possa tornare ad essere macchina da gol, di nuovo in funzione, perfetta nei meccanismi continuamente oliati al punto giusto da chi li ha inventati.

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