De Laurentiis offende Barra, parole inqualificabili

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Servizio di Maurizio Longhi @riproduzione riservata

Una frase classista, dispregiativa, denigratoria, diciamo anche cafona. “Se sei di Barra, allora sei colluso con la camorra”, la frase che il proprietario del Napoli, Aurelio De Laurentiis, ha rivolto a Ciro Borriello, assessore allo Sport della giunta De Magistris. Non accenna a placarsi la querelle sullo stadio, ogni occasione è buona per creare una frattura, negli ultimi giorni ne è nata un’altra intorno al colore dei sediolini. Roba infantile, perdonateci. Ma qui non vogliamo entrare nel merito della questione, intendiamo esprimere la nostra indignazione sull’infelice (e ci siamo mantenuti molto cauti) frase pronunciata dal produttore cinematografico. Un’offesa ad un intero territorio pieno di dignità e risorse umane.

Barra è una periferia di Napoli, con alcuni quartieri disagiati, ma che presenta anche realtà bellissime in cui ci si adopera per combattere le piaghe sociali. De Laurentiis facesse un giro a Barra e si rendesse conto delle ricchezze che ci sono in alcune realtà che si occupano del sociale, della solidarietà, del volontariato, capirebbe sicuramente cosa significa lottare ogni giorno per sopravvivere mantenendo alta la dignità di sentirsi barresi, quella che lui ha calpestato. Una uscita simile non fa altro che aumentare la distanza tra lui e il cuore pulsante della gente, a Barra non c’è ragazzino che non tifi Napoli, il cui presidente ha additato tutti come collusi con la camorra.

De Laurentiis ne ha sparate di stupidaggini in tutti questi anni, ma questa offesa è la più grave che potesse lanciare nei confronti di un intero territorio che quotidianamente si sforza per il proprio riscatto e che, come se non bastasse, deve sentirsi anche ricoperto di fango. Stavolta ha proprio esagerato il produttore cinematografico, che non ha mostrato alcuna sensibilità lasciandosi andare, senza il filtro dell’intelligenza né del buonsenso, ad una esternazione di una gravità inaudita. I cittadini di Barra non meritavano un insulto simile, tra l’altro in una questione che non li vedeva minimamente coinvolti e senza pensare che chi convive con le difficoltà, poi si ritrova nella vita una marcia in più. Davvero inqualificabili queste parole, soprattutto se pronunciate da chi dovrebbe dosarle con molta attenzione.

Essere liberi di dire ciò che si vuole è un diritto da difendere strenuamente, ma ciò non significa che ci si deve arrogare anche la libertà di offendere senza motivo, e a che titolo De Laurentiis ha apostrofato Barra in quel modo? Si dice che bisogna fare tanto per valorizzare quanto di buono c’è nelle periferie, perché nessuno si senta ai margini, e poi arriva un’accusa che provoca un senso di sdegno e sbigottimento. Solidarietà a tutti i cittadini di Barra, una sparuta minoranza, che purtroppo si cela in tutte le periferie, non può rappresentare un intero territorio che combatte la miseria con un alto e rispettabile senso di nobiltà. Come quella corona posta sul capo della sirena che ne ritrae l’emblema.

Autore dell'articolo: Maurizio Longhi

Giornalista pubblicista e' uno dei fondatori di www.footballweb.it

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