28 luglio 2017
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Mercato: comprare vuole dire vincere?

servizio di Vincenzo Capretto © riproduzione riservata


In questi giorni non si fa altro che parlare del mercato stellare che sta facendo il Milan ma siamo davvero certi che chi compra vince?!

Diciamo che in linea di massima è così ma non è così scontato come potrebbe sembrare. Prima di addentrarci nelle nostre valutazioni, ci soffermiamo a riportare le parole di MARCO BELLINAZZO giornalista del Sole 24ore che spiega dettagliatamente come fa il Milan a spendere così tanti soldi.

Il Milan sta sfruttando lo spazio di azione derivante dalle regole del fair play finanziario Uefa. Il Milan infatti è nettamente oltre i paletti. Negli ultimi tre anni ha accumulato perdite per 250 milioni rispetto a un limite consentito di 30 milioni. Con la conquista dell’Europa League la società è tornata sotto il monitoraggio della Uefa. Ma le valutazioni degli organi di controllo della Uefa partiranno dall’autunno ed eventuali sanzioni saranno applicabili solo dalla prossima stagione. Quindi in questa finestra di mercato il club rossonero non ha limiti come quelli imposti al contrario a Inter e Roma. Nel frattempo la dirigenza rossonera tenterà di evitare le sanzioni più severe aderendo al cosiddetto “Voluntary Agreement”. La Uefa concede ai club con nuove proprietà che devono sostenere investimenti per il rilancio di derogare ai parametri del fair play finanziario a patto che ci sia un piano credibile di sviluppo dei ricavi e quindi di rientro nelle regole in un arco temporale di 3/5 anni. Se non ci si riesce, la sanzione è ancora più grave rispetto a quella che la Uefa avrebbe applicato autonomamente. Ora, di fronte al business plan già presentato da Yonghong Li, la Uefa ha deciso di soprassedere. La crescita di fatturato e di utili ipotizzata è sembrata troppo accelerata per accoglierla senza obiezioni. Si parla di un fatturato praticamente raddoppiato fra il 2018 e il 2022, da 250 a oltre 500 milioni, sospinto dai ricavi Champions e dagli introiti commerciali in Cina, area da cui potrebbero provenire più di 200 milioni a stagione. La Uefa però non ha rigettato in toto la proposta, chiedendo alla proprietà rossonera di motivarla meglio e rinviando ogni valutazione ad ottobreE qui si spiega la velocità e la perentorietà con cui il nuovo Milan ha operato sul mercato, anche garantendo ai procuratori commissioni nettamente al di sopra della media. La nuova proprietà cinese, dunque, punta a rendere subito competitivo il team per tre diverse ma convergenti ragioni: persuadere la Uefa sulle concrete possibilità di tornare in Champions e incrementare i ricavi rilanciando il business in particolare in Asia; riconquistare la fiducia politica del governo di Pechino persa nel corso della trattativa e magari attirare nuovi soci o partner finanziari cinesi; e, infine, recuperare risorse per far fronte agli impegni finanziari con il fondo Usa Elliot. Quest’ultimo ha in pegno il club e in cambio ha prestato a mister Li circa 320 milioni.

Quindi potenzialmente il Milan può spendere ancora 120 milioni più tutti gli eventuali ricavi da cessioni. Il grosso problema del “Diavolo” sarebbe se non riuscisse a rientrare nei costi a quel punto ci troveremmo nella situazione opposta a quella che stiamo assistendo in questi giorni.

I rossoneri allo stato attuale hanno acquistato la bellezza di dieci giocatori tutti di grande spessore, giovani e meno, conoscitori del nostro campionato e non, buoni giocatori e ottimi giocatori ma come ci ha insegnato spesso il nostro Campionato questo non è sinonimo di vittoria. Montella avrà il suo da fare soprattutto nei primi giorni e nei primi mesi per assemblare la squadra sia a livello tattico sia a livello caratteriale, non è sempre semplice far coesistere giocatori non solo in campo ma anche fuori dal campo. E’ evidente che di questo tempo fisiologico dovrà approfittarne la squadra che attualmente è cambiata di meno e che ha già una sua identità ed un suo equilibrio: il Napoli. Gli azzurri dovranno partire a razzo, mettendo punti su punti in cascina in attesa dell’arrivo prorompente delle due milanesi, allo stato attuale soprattutto del Milan perché è vero tutti i discorsi fatti prima ma alla lunga i valori verranno fuori e quindi i rossoneri inizieranno a correre come un treno, starà al Napoli aver messo quella distanza rassicurante che nessun recupero, seppur straordinario, tenga. La Roma resta un’incognita visti i tanti cambiamenti, l’Inter ad oggi non è al momento giudicabile ma presto anche lì i cinesi batteranno colpi a suon di milioni. Ovviamente queste sono supposizioni, se Montella riuscirà velocemente ad amalgamare la sua squadra ne vedremo delle belle sin dalle prime battute. E’ sottinteso che nonostante la partenza di Bonucci e Dany Alves la Juventus parta ancora da favorita ma questa volta, almeno sulla carta, non avanti anni luce. Il Napoli ha come suo obiettivo di mercato NON fare mercato o meglio tenersi stretti tutti i suoi gioielli e puntellare le alternative che spesso negli anni passati sono mancate. Questa è la fotografia attuale a poco più di un mese dalla partenza del Campionato, ad un mese mezzo dalla fine del calcio mercato. Una cosa è certa, quest’anno ci sono tutte le prospettive per vedere un campionato avvincente ed equilibrato dalla prima all’ultima giornata e forse il più combattuto negli ultimi 7 anni.

Vincenzo Capretto – Redazione –

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Appassionato sin dall'infanzia di calcio ed in particolar modo del Napoli. Laureato in scienze organizzative e gestionali si occupa dal dicembre 2016 del Napoli e dell'ambiente azzurro.

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