Un brutto Napoli approda ai quarti, l’avversaria sarà l’Arsenal

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Servizio di Maurizio Longhi @riproduzione riservata

Nella bolgia della Red Bull Arena, il Napoli ha staccato il pass per i quarti di finale ma rimediando una brutta ed evitabile sconfitta. Va detto che il gol di Milik dopo meno di 15′ di gioco, aveva già indirizzato la qualificazione, con il Salisburgo che avrebbe dovuto segnare cinque gol. Il pari è stato un gentile regalo di Allan, che ha perso un pallone sanguinoso nella propria metà campo, poi nella ripresa il Napoli è sparito dal campo. Il risultato è stato un 3-1 in favore degli uomini di Rose, delle macchine da guerra nella propria tana, ma gli azzurri hanno dimostrato ancora una volta di non avere la mentalità vincente, quella che non ti fai mai adagiare, quella che ti impone di tenere sempre la concentrazione alta, anzi, altissima. Nel calcio non vanno lasciate neanche le briciole agli avversari, soprattutto in queste partite europee in cui i gol pesano tantissimo, ne sa qualcosa proprio il Napoli che, più volte, per un gol si è ritrovato fuori dalla Champions. Va detto che la qualificazione ai quarti non è stata mai in discussione, ma vanno ringraziati Meret, per le prodezze dell’andata, e Milik, che ha chiuso i giochi con il gol del vantaggio nella terra di Mozart.

Serve un Napoli diverso da ora in poi se si vuole puntare davvero alla finale di Baku, come invoca la tifoseria. L’urna, stavolta, non è stata benevola perché ha posto dinanzi agli uomini di Ancelotti una squadra temibile e terribile come l’Arsenal. I Gunners sono anche guidati da un tecnico esperto di Europa League come Emery, che ne ha vinte tre, ma queste dovrebbero essere anche le partite di Ancelotti, quelle nelle quali potrà risultare il valore aggiunto preparandole nella maniera migliore. L’Arsenal ha dimostrato di essere devastante in casa quanto vacillante fuori, un piccolissimo vantaggio può essere rappresentato dal fatto di giocare il ritorno al San Paolo. Non sarà facile, perché Arsenal e Napoli potevano tranquillamente incontrarsi in finale, invece, una delle due dovrà salutare la competizione ai quarti, dove si scontrerà con la vincente del derby spagnolo, Valencia-Villareal. Prima del sorteggio, si pregava perché dall’urna non uscissero le due inglesi: è stato scongiurato il rischio di incontrare il Chelsea di Sarri, ma bisognerà vedersela con l’Arsenal, che attualmente precede i Blues nella classifica della Premier.

Ma si sapeva che il livello si sarebbe alzato, Zurigo e Salisburgo non erano avversarie insormontabili (anche se bisogna fare i complimenti agli austriaci), non si poteva pretendere ulteriore clemenza. La finale di Baku va meritata e, per farlo, bisogna anche passare per qualche impresa, non è mica così facile l’Europa League? Questo è il momento di tirare fuori gli attributi, aspetto in cui il Napoli si è mostrato un po’ carente, neanche un tecnico pluridecorato come Ancelotti è riuscito, almeno finora, a cambiare la mentalità. I partenopei puntano tutto sull’Europa League, in campionato c’è un secondo posto da difendere a partire dalla gara di domenica contro l’Udinese, poi tra un mese ci si concentrerà sulla doppia sfida contro i Gunners. Quando l’Europa League entra nel vivo, e succede proprio nel momento in cui si arriva ai quarti, la competizione diventa più appassionante che mai, del resto non si può metterne in dubbio il prestigio. Basti pensare che la vincente affronterà chi si aggiudicherà la Champions, in una Supercoppa Europa in cui capita spesso che prevalga proprio quella che detiene la coppa “minore”. Il livello si è alzato, sta al Napoli dimostrare di saperci stare.

Autore dell'articolo: Maurizio Longhi

Giornalista pubblicista e' uno dei fondatori di www.footballweb.it

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