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ITAnic, quando l’iceberg è solo la conseguenza

La nave Italia cola a picco. Come il Titanic, peggio del Titanic. Il comandante Tavecchio resta a bordo, il suo luogotenente Ventura pure. Almeno per ora, ma è già troppo tardi. Ormai, l’iceberg della mancata qualificazione ai Mondiali di Russia 2018 l’abbiamo centrato in pieno. Mister “Opti Poba” e mister 4-2-4 hanno fatto la storia. Nessuno come loro negli ultimi 60 anni, nessuno è riuscito a fallire l’approdo ad una competizione mondiale. Soprattutto nessuno è rimasto al timone, anche dopo un disastro tale. Nemmeno  Ottorino Barassi, dopo il fallimento italiano con l’Irlanda del Nord del 1958, ebbe la faccia tosta di restare al timone. C’è ancora tempo per salvare la faccia, almeno quella.

Risultati immagini per tavecchio venturaE’ la sconfitta del massimo sport nazionale, la sconfitta di un movimento intero. E’ la sconfitta di un calcio capace di portare a capo della truppa un personaggio (Tavecchio, ndr), lontano dalla realtà dell’elite pallonara mondiale. Mentre l’UEFA si spende e si spande per campagne come “No To Racism”, il presidente della Federcalcio si rende protagonista di frasi razziste che fanno rabbrividire i vertici della Fifa, tanto da comminargli una squalifica di 6 mesi. Mentre il resto d’Europa rema verso il ripopolamento degli stadi, lui si preoccupa degli abbonati alla pay-tv e contribuisce alla fuga dagli spalti. Stiamo parlando di un personaggio talmente sicuro del suo ruolo, che si prende la libertà di rinnovare il contratto di Ventura fino al 2020, poco prima che Isco e soci facciano a fette il suo 4-2-4.

E’ un fallimento di proporzioni apocalittiche, per i tempi che corrono. A livello economico, una perdita stimata di oltre 100 milioni, calcolati sommando la fetta di soldoni della Fifa, quella dei diritti tv che Rai e Sky avrebbero dovuto contendersi e quella degli sponsor, primo tra tutti la Puma, che è stata beffeggiata dall’Adidas già nella profezia di presentazione delle maglie mondiali, dove figurava la Svezia. Alla faccia di tutte le scaramanzie.

Risultati immagini per roberto baggio covercianoIl movimento calcistico Italia aveva la possibilità di svoltare già dopo i Mondiali in Sudafrica del 2010. Abete aveva il dovere di rifondare dalle basi. La scelta ricadde su Sacchi, Albertini e Baggio. Poi sopraggiunsero incompatibilità tra il Club Italia dei primi due ed il divin codino, che, dopo aver elaborato un progetto di ricostruzione di Coverciano, lasciò con non poche polemiche, denunciando di essere stato ignorato. Aveva proposto lo scouting, in un piano da 10 milioni circa, che furono dapprima ridotti a 3 dal consiglio federale (in cui, tra gli altri, figurava Tavecchio) e poi praticamente accantonati. Soprattutto, aveva pestato i piedi ad Albertini, che a sua volta viene spodestato dalla nomina virtuale a capo della Federcalcio, da Tavecchio. Nessun maremoto nasce da una singola goccia.

Risultati immagini per italia 1958 belfast irlanda del nord montuori da costa schiaffino ghiggiaCome nel ’58, la nazionale italiana ha dovuto fare ricorso agli oriundi (Jorginho, Eder, tra gli altri) per dare qualità. Come nel ’58, la soluzione più logica a questo punto sarebbe il commissariamento della Federazione, da parte del CONI. All’indomani della debàcle di Belfast, Ottorino Barassi fu costretto alle dimissioni e le parole di Giulio Onesti per generarle, utilizzate, allora sembrano tremendamente attuali:

« La Nazionale di calcio rimane la più fiacca e mediocre rappresentativa che lo sport italiano possa esprimere in qualsiasi settore. Il nostro paese è depresso economicamente, ma diventa l’eldorado per gli atleti stranieri. Ciò conferma ancora la crisi del nostro calcio, che non sa produrre calciatori, e la leggerezza di certi dirigenti di società che si fanno guidare dal tifo, cioè da un impulso irrazionale. Eppure tra questi dirigenti vi sono spesso degli operatori economici che si ingegnano, con assiduità e intelligenza, per creare nuove possibilità di lavoro alle aziende e ditte a cui presiedono. È ammissibile che, nel medesimo tempo, essi importino lavoratori dall’estero a condizioni folli ? E come si conciliano le spese da nababbi con le disastrose situazioni dei bilanci delle società ? Oggi, noi ci facciamo ridere dietro da mezzo mondo, come i ricchi scemi del calcio. E come se ciò non bastasse, è venuta fuori la trovata dell’oriundo, che ha ormai una sua letteratura. Nonostante una simile profusione di mezzi e di invenzioni, il calcio italiano è stato escluso dalla Coppa del Mondo 1958! »

Nella fattispecie, Ottorino Barassi, da lì in poi, si dedicò ai dilettanti, divenendo presidente della Lega dei “non professionisti” e rimanendovi a capo per dodici anni. Ed è anche dai dilettanti che va riformato un sistema calcio marcio fino alle ossa. Non è un mistero che, nelle categorie cosiddette minori, a farla da padrone siano allenatori e calciatori procacciatori di sponsor. Non è un mistero che l’effetto farfalla si propaghi fino alle alte sfere, in un vortice di soldi, politica e corruzione che avvolge tutto e tutti. Eppure nulla si muove, poche voci nel deserto chiedono la testa di tutti i responsabili. Tutto il resto, attende solo l’ennesimo flop. A braccia conserte. Con un requiem di sottofondo.

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Nato nella Nola di Giordano Bruno e cresciuto a pane e calcio. Amante della parola scritta, evasione dalle indigestioni di matematica e informatica universitarie. Appassionato di musica a 360 gradi e lettura, nostalgico ma teso alle novità.

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