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Italia: persi cento milioni di euro per l’eliminazione dai mondiali

Continuano i processi sommari al calcio italiano per la mancata qualificazione ai mondiali di Russia della nazionale azzurra incapace di ribaltare uno striminzito 0-1 contro una modesta Svezia. Tutti nel bel paese aspettano impazienti le prossime mosse societarie di una federazione giunta oramai alla frutta che ha visto materializzarsi nei centottanta minuti contro gli scandinavi un fallimento annunciato e previsto iniziato all’indomani della vittoria dell’ultimo mondiale in Germania.
Sicuramente Tavecchio e un confusionario Ventura sono gli artefici principali del colpo di grazia sparato al sistema calcio ,ma lega di serie A schiava dei diritti televisivi ,settori giovanili buoni solo a rinforzare le società di serie B e zeppi di stranieri ,campionati di a e b lunghi per la presenza di un alto numero di squadre e sordi al richiamo del commissario tecnico di turno stanco di chiedere gli spazi per stage azzurri non sono esenti da colpe.
Fatto sta comunque che non sono solo sportive e di immagine le perdite causate dalla catastrofe di Immobile e soci ma anche di carattere  finanziarie  , stimante in circa cento milioni di euro ,da un indagine del  Il Sole 24 Ore.

Di questi, almeno 43 saranno quelli gestiti direttamente dalla Federcalcio, che non solo non otterrà i quasi 10 milioni di euro previsti per la partecipazione a Russia 2018, ma che vedrà inevitabilmente ridursi il conguaglio dello sponsor tecnico, Puma.

La lista delle perdite come conseguenza della mancata partecipazione ai Mondiali non si ferma qui: gli introiti televisivi della Rai, senza gli azzurri, sono destinati a ridursi drasticamente, così come la raccolta pubblicitaria nei mesi di giugno e luglio del prossimo anno. A oggi Puma sborsa oltre 18 milioni di euro all’anno, mentre la Rai ne paga circa 26: due cifre, queste, che difficilmente saranno raggiunte nel prossimo biennio. Ora è il momento di ripartire e guardare con fiducia ai giovani del nostro campionato e alle qualificazioni a Euro 2020: solo allora la ripresa sportiva potrà certificare anche quella economica, per il momento si prospettano solo anni bui per coloro che saranno chiamati a rifondare il calcio azzurro e italiano solo lontano parente di quello che dominava il mondo e l’Europa fino alla fine degli anni 90.

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Semplicemente tifoso dell'Avellino e appassionato di calcio

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