Footballweb ©2014-2017 – Tutti i diritti riservati. Reg.n° 22/2016. Direttore Resp: Michele Pisani

Un secondo posto segnato da infortuni, sfortuna e giochi di potere

Servizio di Maurizio Longhi @riproduzione riservata


La Juventus si è laureata campione d’Italia per il settimo anno consecutivo ma, mai come in questo campionato, la volata scudetto è stata così in bilico. Il Napoli, ad una giornata dal termine, non può più scalzare i bianconeri dalla leadership pur avendo totalizzato la bellezza di 88 punti, media da scudetto, e pensare che si potrebbero addirittura superare i 90. Gli azzurri il sogno nel cuore di vincere il tricolore ce l’avevano già dall’inizio del campionato ma erano consapevoli di dover affidare le proprie speranze ad alcuni fattori: calo di rendimento da parte della Juve, assenza di infortuni e un pizzico di fortuna, specialmente quando competi con chi è posto su un piano superiore per motivi di fatturato, ampiezza di organico e abitudine alla vittoria. Ebbene, la Juve non solo non ha avuto alcun calo, ma ha fatto addirittura meglio degli ultimi anni (si potrà dire “eh grazie, con quello che spende…”), il Napoli si è ritrovato per un intero campionato senza due pedine fondamentali come Ghoulam e Milik (si potrà dire “e la società perché non vi ha posto rimedio a gennaio?”) e, poi, anche gli episodi si sono accaniti contro i partenopei. Fosse stato l’anno giusto, quella traversa di Milik a Sassuolo sarebbe stata gol, Donnarumma, del quale è riconosciuta la tendenza a commettere clamorosi svarioni, non si sarebbe superato sempre su Milik nella gara del Meazza.

Nello scontro diretto dell’Allianz Stadium, si è vinto all’ultimo minuto ma dopo aver dominato in lungo e in largo, nella gara casalinga contro il Chievo dove nei minuti finali è stato ribaltato l’iniziale svantaggio, sarebbe stato assurdo non ottenere l’intera posta dopo un assalto all’arma bianca alla porta clivense e un rigore sbagliato. Quante partite, invece, ha vinto la Juve senza meritarle? Ma questo può essere anche un pregio, perché è opinione comune che un campionato si vinca anche aggiudicandosi le cosiddette “partite sporche”, quelle vinte con il minimo sforzo e con una buona dose di sofferenza. Ma rigiriamo il discorso e ci chiediamo: quante partite ha vinto la Juve con l’aiutino arbitrale? Quanto è brutto fare questo passaggio che, però, è inevitabile perché ha inciso con una percentuale altissima sull’economia della corsa scudetto. Si pensi alle trasferte di Cagliari, Benevento e Roma contro la Lazio, dove non si è fatto ricorso al Var su episodi di una chiarezza impressionante, ma a Firenze sì per assegnare e poi annullare un rigore ai viola. Lo strumento tecnologico è stato usato a fasi alterne anche nella scandalosa e ormai, ahinoi, famosa Inter-Juve, per espellere Vecino è stato consultato, per espellere Pjanic no. Episodi che generano un senso di rassegnazione e impotenza e poi c’è qualcuno, anzi più di qualcuno, che parla di vittimismo quando si denunciano con forza queste iniquità.

Vorremmo parlare che ha vinto il campionato la squadra più meritevole, che si è aggiudicata anche la coppa Italia ed è stata sfortunatissima in Champions facendo tremare il Bernabeu di Madrid, invece, come si può omettere l’incidenza delle decisioni arbitrali? Per assurdo, tra l’altro, ci ritroviamo a parlare di questo proprio nell’anno in cui l’introduzione del Var doveva azzerare queste polemiche, evidentemente la contrarietà manifestata dal club bianconero verso la tecnologia in campo ha fatto sì che ne venisse stravolto l’utilizzo. Vogliamo dire che anche il Napoli ci ha messo del suo perdendo lo scudetto in hotel prima della gara di Franchi come dichiarato da Sarri? Certo che lo diciamo, e lo diciamo sì, perché in quel famoso week end sono emersi due dati incontrovertibili: lo strapotere incontrastato della Juve e la fragilità mentale del Napoli. Resta il grandissimo campionato degli uomini di Sarri, con 88 punti i campionati si vincono, è stato davvero un peccato essersi spinti al di là dei propri limiti e non stare qui a parlare di impresa compiuta. Infine ci sono due istantanee che salgono alla mente riguardando il film del campionato e il contesto è sempre quello del Meazza: da un lato la parata performante di Donnarumma sul tiro di Milik a botta sicura e dall’altro la mummificazione di Handanovic sulla traiettoria di Cuadrado da posizione defilata.

408total visits,1visits today

Lasciate un vostro commento

About Maurizio Longhi 499 Articoli
Giornalista pubblicista e' uno dei fondatori di www.footballweb.it

Commenta per primo

Lascia un commento