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Casertana-Paganese, i Top e Flop azzurrostellati

Servizio di Stefano Sica @riproduzione riservata

Doveva essere la prova della maturità. Quella che avrebbe dovuto delineare con più nettezza potenzialità e futuro degli azzurrostellati. E’ stata fallita miseramente. Crollata sotto il peso di una inadeguatezza caratteriale e di una dispersione motivazionale, al netto dei limiti tecnici ormai conclamati. La Paganese a Caserta ha perso la faccia, non solo una partita. Occorre malvolentieri autocitarci perché, dopo il test col Catania, fummo purtroppo buoni profeti. Questa squadra, sostenemmo testualmente, forse per la qualità oggettiva dei singoli e l’inesperienza di tanti sarà portata spesso a perdersi in ingenuità e in distrazioni che ne limiteranno l’evoluzione. Al Pinto ha fatto capolino persino un disvalore aggiunto: è mancato, in sostanza, quell’orgoglio che dovrebbe fungere da grimaldello per spezzare le situazioni più intricate. Margini di svolta oramai non se ne intravedono più, tanto più che lo sfogo – lucido e appropriato di Massimiliano Favo – lascia pochi spiragli alla speranza. Un quadro desolante che va ben al di là di un penultimo posto in classifica che oggi resta immutato solo perché l’Akragas, in piena crisi tecnica, non è riuscita a fare meglio.

Il pensiero va adesso alla società: il bilancio delle scelte operate in estate è negativo. Occorre prenderne atto, anche pubblicamente. Spezzando magari l’apatia del silenzio che contribuisce a mettere in circolo solo più scetticismo piuttosto che energie positive. E’ da molto che Trapani, Bocchetti e Raiola non parlano. Ora forse è il momento giusto per farlo. Un anno fa, sotto anche l’impulso martellante di Grassadonia, si prese coscienza che un ribaltone invernale sarebbe stata cosa buona e giusta. Le idee che ne seguirono furono fortunate e avvedute, facendo strame di qualsiasi perplessità. E, per chi ha in mano le leve di comando, non c’è soddisfazione più bella che silenziare i sospettosi. Ecco perché non è ancora tempo di condanne. Questa società può e deve rimediare, ripartendo da quello schema vincente e ammettendo le proprie colpe. Qui il ruolo di Favo sarà fondamentale. Il tecnico napoletano, come il suo predecessore, dovrà fungere da stimolo per il club, non dando nulla per scontato e alzando anche la voce se necessario. Magari trasferendo nelle stanze che contano la rabbia esternata nel dopo gara a Caserta.

Sul derby c’è poco o nulla da dire. Il tris rossoblù si è rivelato finanche troppo generoso per gli azzurrostellati. E’ stata gara a senso unico, con la Casertana che già a metà primo tempo ha iniziato ad aumentare i propri ritmi schiacciando senza pietà la Paganese nel suo circuito barcollante. Se la squadra di Favo non è andata sotto prima dell’intervallo, è stato solo per una serie di circostanze benevoli. La fotografia del disastro difensivo azzurrostellato è rappresentata da Scarpa che deve immolarsi in un duello aereo con Carriero (il quale poi coglierà la traversa) perché i due centrali – e Della Corte – sono in vacanza. Tuttavia neanche l’asso di Torre Annunziata ha brillato, dando il via al vantaggio rossoblù con un disimpegno troppo leggero in mediana. Ci sta dopo le prestazioni sontuose delle ultime settimane. Sbaglia poi Meroni nel farsi sfilare Alfageme. Come sbaglia Della Corte in occasione del raddoppio, provando una serpentina inutile che innescherà una ripartenza bruciante. Quasi scolastica la posizione della linea difensiva azzurrostellata quando Galli sforna il lancio che manda Marotta in gol per il 3-0 finale. Il segno della resa, di una tenuta mentale oramai evaporata. I numeri sono impietosi: peggior difesa del girone sia a livello generale (23) sia nel carnet delle gare casalinghe (13). La Paganese è l’unica squadra, insieme alla Fidelis Andria, a non aver ancora vinto in casa. Dal canto suo, la Casertana era reduce da un periodo di profonda apnea, con l’attacco più sterile del raggruppamento. Eppure gli azzurrostellati sono riusciti a bucare anche questo appuntamento. Non basterà una vittoria sul Fondi, sabato prossimo (ore 14.30), per riabilitarsi. Di seguito i Top e Flop azzurrostellati.

TOP

MAIORANO – Entra con grande applicazione e un dinamismo formidabile. Va vicino al gol con una botta sottomisura e ispira il taglio di Talamo che poi sprecherà davanti alla porta rossoblù. Ci mette impegno, cuore e sudore. Peculiarità non aderenti a buona parte del gruppo azzurrostellato sceso in campo al Pinto. Imbarazzante che la Paganese debba affidare ogni sua speranza all’entusiasmo di questo ragazzo che ha saputo aspettare il suo momento mentre il nucleo storico di Favo tradiva le attese.

FLOP

IL TRIO PIANA-MERONI-DELLA CORTE – Totalmente fuori partita il primo, che nel giro di pochi minuti nel primo tempo sbaglia un paio di appoggi semplici che innescano ripartenze casertane. Clamoroso lo scivolone in occasione del raddoppio di Carriero. Non tanto meglio fa Meroni, che si lascia sfuggire Alfageme per il vantaggio rossoblù e vive una serata sottotono. Pollice verso per Della Corte, responsabile nella dinamica che porta al raddoppio dei Falchetti e mai audace almeno in fase offensiva. Quello che, talvolta, è il suo pezzo forte.

IL TANDEM CESARETTI-REGOLANTI – Se Talamo, pur mancando di lucidità sottoporta, prova a scuotere l’astenia azzurrostellata più di una volta, i suoi compagni di reparto sono completamente assenti dal match. L’ex Empoli è poco ispirato in questo periodo e la gara del Pinto non fa eccezione. Ne risente anche l’attaccante ex Gubbio, penalizzato altresì dall’atteggiamento rinunciatario di una squadra che si lascia schiacciare con troppa facilità e fatica quasi sempre a venire su con una certa armonia.

 

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Giornalista pubblicista e' uno dei fondatori di Footballweb

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