Flash News
22 giugno 2018

Footballweb ©2014-2017 – Tutti i diritti riservati. Reg.n° 22/2016. Direttore Resp: Michele Pisani

Dalla Promozione alla Lega Pro in tre anni, Pablo Garbini ci racconta la favola dell’Albissola

Servizio di Maurizio Longhi @riproduzione riservata


Un girone niente male quello tosco-ligure, composto da club di grande blasone e richiamo mediatico per tutta la serie D. Ci sono tante realtà che si possono associare ad eventi o personalità di rilevanza nazionale. Se si parla di Sanremese si pensa subito al teatro Ariston e all’intramontabile Festival della canzone italiana con i suoi paludamenti e red carpet. Viareggio è la patria di Marcello Lippi, il Ct con cui l’Italia ha vinto gli ultimi Mondiali, un ricordo decisamente nostalgico visti i brutti tempi che corre la nostra Nazionale, defenestrata da Russia 2018.

Un girone, quello E di serie D, in cui non mancano neanche i riferimenti alla politica nostrana: la Rignanese la si associa al paese di Matteo Renzi, tra i premier più chiacchierati degli ultimi anni, mentre al solo pronunciare la parola Savona, non si pensa solo ad uno dei quattro capoluoghi di provincia della Liguria, ma anche a Paolo, intorno al quale era nata una querelle infinita che stava per riportare il Paese nel caos istituzionale con lo spauracchio – poi scongiurato – del prematuro ritorno alle urne.

In tutto questo, cosa volete che conti la squadra che rappresenta due comuni separati da un ponte con fiume, con i rispettivi abitanti così attaccati al proprio campanile da dire no ad una unione attraverso un referendum? Da un lato Albissola Marina e dall’altro Albisola Superiore, quest’ultima con una S in meno, due comuni separati, due sindaci diversi, solo la squadra di calcio in comune: l’Albissola. Una grande scalata quella dalla Promozione alla serie D in due anni, una grande vetrina il dilettantismo nazionale per una realtà così piccola. Chi immaginava ad un passo ulteriore! Pur essendo una rarità, ci sono casi in cui la bellezza di un sogno viene superata da quella della realtà. Perché l’Albissola, dopo un disorientamento figlio del noviziato in quarta serie, ha spiccato il volo verso il professionismo, facendosi largo tra compagini più accreditate per tradizione, caratura e budget. Dalla Promozione alla Lega Pro in tre anni, se non è favola questa…

Quante istantanee di una festa incredibile, lì dove non c’è riuscita la politica, ci ha pensato il calcio. Non c’è ponte, non c’è fiume e non c’è una S in più o una in meno che tengano, l’Albissola è diventata un patrimonio di tutti, lì dove si è sempre tifato o Sampdoria o Genoa, ora esiste la leggenda della squadra di mister Fossati. I ceramisti hanno catalizzato l’attenzione di tutti gli appassionati di questo sport, tra gli elementi più rappresentativi c’è Pablo Andres Garbini, baluardo della difesa nonché protagonista della promozione anche con gol pesanti. È nato leader, si è fatto apprezzare ovunque come professionista ma anche per umanità e intelligenza, pur essendo argentino si esprime in un italiano perfetto. Proprio lui ci racconta tutte le emozioni di un anno indimenticabile di una piccola realtà che si ritrova tra le stelle, un piccolo borgo che si sente cattedrale, un microcosmo che approda nell’universo, un ruscello che sfocia nell’oceano.

15 VITTORIE SU 17 – E’ stato un qualcosa di incredibile ma soprattutto di indescrivibile. Penso al girone di ritorno alle 15 vittorie su 17, uno score quasi impossibile se non hai una mentalità forte. Dopo l’ultima gara del girone d’andata, recuperata dopo un rinvio e persa di misura contro il Ghivizzano, avevamo un solo punto di vantaggio dalla zona play out. Poi abbiamo iniziato a macinare punti su punti, a scalare posizioni fino a ritrovarci in testa al campionato, c’è ancora incredulità, come se non avessimo ancora realizzato del tutto la portata di una simile impresa. Il girone di ritorno è stato magico, potremmo dire quasi perfetto, se non fosse stato per una piccola flessione, chissà come sarebbero andate le cose. Dico questo perché, ad un certo punto, mentre eravamo in piena ascesa, siamo stati imbrigliati in casa per poi perdere a Sestri Levante, una sconfitta che si è rivelata salutare, della quale abbiamo fatto tesoro, ammettendone l’inoppugnabilità, fino a sentirci pronti a dare il massimo in ogni partita. Così abbiamo collezionato un filotto di dieci vittorie consecutive che ci hanno issato sul gradino più alto della classifica scrivendo la storia e una pagina bellissima per chi crede alla bellezza e all’imprevedibilità del calcio”.

I SEGRETI DELL’IMPRESA – Nel ritorno abbiamo vinto tutti gli scontri diretti fuori casa, una neopromossa che si impone ovunque, con una rosa attrezzata per la permanenza in categoria, significa che è andata davvero oltre se stessa. Il nostro gruppo, in corso d’opera, ha capito di avere una mentalità vincente, merito anche di mister Fossati che ha tenuto tutti sulla corda facendo giocare sempre chi meritava e riuscendo a cambiare più moduli, valore aggiunto anche a partita in corso. Ogni qualvolta si doveva far fronte a squalifiche, chi veniva impiegato non faceva mai rimpiangere l’elemento indisponibile, ricordo soprattutto la trasferta a Forte dei Marmi, nonostante le numerose defezioni, ci siamo imposti con uno 0-2 secco traendo ulteriore consapevolezza circa la nostra competitività”.

PASSIONE, IRONIA E SQUADRA SPIETATA – L’entusiasmo che si è creato tra i due comuni è stato unico ed emozionante, il paese si è paralizzato per i festeggiamenti. Ad inizio anno eravamo seguiti da una manciata di ragazzi, poi a gennaio è stato costituito un gruppo organizzato riunitosi sotto il nome di “Zueni”, che sta a significare i ragazzi dell’Albissola, che bello passare dall’essere seguiti da una trentina di fedelissimi ad una marea di cinquecento sostenitori fino ad avere addirittura due pullman di tifosi al seguito per le trasferte. Che dire, in questo caso, davvero ci siamo ritrovati con il dodicesimo uomo in campo costituito dalla passione della nostra gente. Ricordo la trasferta a Finali Ligure, i sostenitori locali per uno sfottò nei confronti dei nostri tifosi per la loro giovanissima età, hanno lasciato nel settore ospiti latte e biscotti. Una goliardata, diciamo così, sta di fatto che i nostri tifosi hanno apprezzato la colazione e noi ce ne siamo tornati a casa con i tre punti”.

LA PARTITA PIU’ IMPORTANTE – Noi non facevamo calcoli dopo ogni vittoria, dicevamo che la prossima era quella decisiva, ma le cose sono cambiate dopo la trasferta di Savona. Una gara molto sentita perché noi siamo anche una realtà proprio della provincia di Savona, un po’ Davide contro Golia. Vincendo lì, siamo balzati per la prima volta in testa alla classifica, con un punto in più sul Ponsacco e due sulla Sanremese. Il blitz contro il più quotato Savona è stato reso possibile dal nostro temperamento ma anche da un pizzico di fortuna per quel rigore che ci è stato concesso alla fine del primo tempo e che si è rivelato decisivo. L’onestà intellettuale mi porta a dire che poteva anche non essere concesso, ma nel calcio ci sta, nessuno ci ha regalato alcunché e sarebbe ingeneroso dire che abbiamo vinto per quel rigore dal momento che il Savona aveva un intero secondo tempo per rimediare ma la nostra fase difensiva ha retto alla grande per uscire indenne dalla tana del “Bacigalupo”. Quella vittoria ci ha dato grande fiducia e ci ha responsabilizzato ulteriormente perché per la prima volta avevamo assunto il ruolo di lepre, a quattro giornate dalla fine, tutto dipendeva da noi. A quel punto ci siamo detti che avevamo il dovere di provare a vincerle tutte, lo abbiamo fatto e siamo rimasti in testa brindando alla vittoria del campionato. Nessuno ci avrebbe scommesso neanche mezzo centesimo all’inizio, invece, il calcio regala queste favole

SODDISFAZIONE PERSONALE –Aver segnato il gol decisivo contro la Massese è stata sicuramente una grande gioia per me che sono un difensore. È gratificante vincere un campionato a 35 anni, mi sento benissimo e questa vittoria mi ha ripagato di tante situazioni, fortunatamente si riesce sempre a raccogliere quanto si semina. Non potrò mai dimenticare questa stagione per le emozioni che mi ha regalato, già vincere un campionato procura una immensa felicità, ma vincerlo in questo modo, sfuggendo ad ogni pronostico, ha reso tutto davvero fantastico”.

1615total visits,19visits today

Lasciate un vostro commento

About Maurizio Longhi 437 Articoli
Giornalista pubblicista e' uno dei fondatori di www.footballweb.it

Commenta per primo

Lascia un commento