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22 giugno 2018

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Si allontana il sogno scudetto ma non bisogna mollare

Servizio di Maurizio Longhi (foto di Bruno Fontanarosa) @riproduzione riservata


E’ stato un turno di campionato un po’ surreale, perché il pensiero non poteva non andare a Davide Astori, soprattutto a Firenze, dove i padroni di casa erano impegnati contro il Benevento, si respirava tanta malinconia e commozione, in ricordo di un giovane e valoroso capitano venuto a mancare improvvisamente, lasciando un grande senso di vuoto. Tanta commozione si è respirata in tutti i campi, sperando che il calcio sia unito non solo nelle tragedie ma sempre più spesso, ne beneficerebbe la società intera, costantemente avvelenata da caustiche rivalità e rancori. Parlando di calcio giocato e della lotta scudetto, anche nell’ultimo turno qualcosa si è mosso e ancora una volta in direzione bianconera. La Juve, domenica pomeriggio, non ha avuto problemi contro l’Udinese, pratica liquidata in scioltezza per gli uomini di mister Allegri che viaggiano con il vento in poppa in tutte e tre le competizioni in cui sono impegnati. Il Napoli, invece, non è riuscito a riscattarsi dopo il capitombolo interno contro la Roma, serviva il ritorno ai tre punti in casa dell’Inter, invece, è stato un po’ un remake dell’andata. Stesso risultato, 0-0, stessa impostazione tattica, gli azzurri hanno fatto la partita ma senza riuscire a trovare il bandolo della matassa.

In questi casi, si corre sempre il rischio di essere beffati, infatti, l’Inter è andata ad un passo dal vantaggio nell’unica occasione creata, il palo di Skriniar di testa, poi ha pensato soprattutto a difendersi. Il Napoli ci ha provato ma è mancata la precisione e anche un po’ di lucidità, come se fosse stata intaccata un po’ la serenità dopo il sorpasso della Juve. L’occasione più clamorosa di marca partenopea l’ha avuta sui piedi Insigne che, trovatosi solo davanti ad Handanovic, ha optato per un incomprensibile pallonetto anziché piazzarla mirando all’angolino, una scelta che ha graziato la retroguardia nerazzurra, sorpresa, in quel caso, dalla velocità della manovra azzurra. Velocità che si è vista poco, merito del pressing avversario ma anche di un Napoli meno brillante del solito, come se fosse venuta a mancare la cattiveria agonistica, quella che serve per vincere gli scudetti, specialmente in queste partite così delicate, dove una mancata vittoria può avere pesanti ripercussioni sulla mente e gonfiare ulteriormente le ali alla propria antagonista.

La Juve, complici anche i successi in campo europeo, si sente più forte, mentre il Napoli, uscito da tutte le competizioni, si trova per la prima volta ad inseguire in campionato e pare con qualche certezza in meno rispetto a due settimane fa. I giochi non sono ancora chiusi, ci sono dieci giornate da affrontare, tutto potrebbe succedere anche se è difficile visto che la Juve non perde mai, e non pareggia neanche se è per questo, le vince tutte. I piani scudetto si sono complicati notevolmente, con una avversaria che, dunque, le vince tutte, non ci si può permettere di guadagnare un misero punticino in due partite. Il cammino del Napoli, sia ben chiaro, resta mostruoso, c’è solo il rammarico di essere venuti meno nelle settimane decisive, quando si affrontavano avversarie di alta classifica. Ma darsi già per vinti è come stendere un tappeto rosso alla Vecchia Signora che, pur non mostrando punti vulnerabili, avrà comunque gli impegni Champions che ne prosciugheranno qualche energia, il Napoli deve fare il proprio dovere, tornare a vincere già dalla prossima, poi si tireranno le somme.

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About Maurizio Longhi 437 Articoli
Giornalista pubblicista e' uno dei fondatori di www.footballweb.it

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