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25 settembre 2018

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Il Pallone: Un gioco tra sogno e realtà

Iniziata la 70esima Edizione del Viareggio Cup: sono numerose le squadre che si sfidano sui vari campi, dal 12 al 28 Marzo, riprese dalle varie televisioni nazionali. Attirano l’attenzione di numerosi direttori sportivi e procuratori  con il fine di visionare qualche gioiellino che potrebbe fare il salto nel calcio dei grandi professionisti.

Il Viareggio Cup ha questa peculiarità: sfornare i giovani; eppure, quest’anno sembra che qualcosa sia cambiato. Appare che le squadre minori abbiano avuto un sopravvento sui Big Team di “Primavere”;  gli stranieri rinforzano e compongono minimo circa l’1/3 di una rosa italiana. Se volessimo fare solo un esempio, la Rappresentativa Serie D si è presentata al Torneo con 8 calciatori “stranieri” tra i 24 convocati.

Questa situazione, a detta di vari dirigenti di squadre, non è insolita ma “frutto” di anni di meccanismi e di movimenti che favoriscono gli “stranieri” in quanto hanno il vincolo di contratto annuale in queste medesime categorie; contratto di solo un anno che favorisce l’Emptio venditio (compravendita) dei calciatori con valore di mercato pari a zero ma rivenduti ad una somma di gran lunga superiore. Alcune caratteristiche naturali a favore dei calciatori stranieri sono la forza fisica, la forza di volontà e la predisposizione ai sacrifici; tutte peculiarità che forse mancano ai calciatori italiani in questi ultimi periodi.

Alcuni calciatori, non pronti tecnicamente e tatticamente e che sfoggiano errori ripetuti, si propongono in questa competizione. In passato questa era una vetrina di massimo splendore e di un calcio di prima fascia; adesso questa Edizione sembrerebbe quasi voler rispecchiare il gioco fatto dietro le “quinte”, un gioco di sponsor-amicizia, che non da più merito, spazio e possibilità a qualche giovane promettente. Il mondo calcistico di oggi mostra un rigetto verso la meritocrazia;  sembra che i buoni calciatori siano gli “scarsi”; qual è il motivo?

Qual è il motivo per cui i giovani calciatori vengono lasciati a casa oppure hanno deciso di appendere le scarpette al chiodo? Domanda frequente, che molte persone del Settore e non si pongono, rispondendo con una sola risposta: il silenzio; un tacito accordo tra le parti che fomenta un giro di pagamenti secondo un vero e proprio Menu’, ove, spendendo una determinata somma di denaro puoi ottenere un risultato efficace: Esordio in Serie A, B, C, D oppure stessa scia per i Settori Giovanili. Il tutto alcune volte solo per ottenere un posto in squadra o semplicemente per essere convocato almeno una partita.

Alcune squadre importanti hanno rifiutato l’invito chissà per quale motivo; forse come primo segnale di decadenza del calcio Italiano, del calcio giovanile italiano, del Viareggio Cup e più in generale di una Nazionale Italiana priva di sostituti validi, che possano rincalzare le file. 

Questo un primo segnale della disfatta della burocrazia ed esecutività del calcio giovanile in Italia; il tutto solo per far fronte ad esigenze singole ed “ad personam”.

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