Flash News
18 Gennaio 2019

Footballweb ©2014-2019 – Tutti i diritti riservati. Reg.n° 22/2016. Direttore Resp: Michele Pisani

Gragnano e Sorrento, analisi di due destini incrociati

Una vittoria che mancava in campionato addirittura dal dicembre del 1995, quando i gialloblù violarono il campo Italia con un gol di Ferrante. Per ritrovare un successo casalingo, occorre portarci avanti di due anni e mezzo: al San Michele, i padroni di casa ebbero la meglio 2-0 sui costieri nella semifinale di Coppa Italia regionale, per poi collassare al ritorno dopo i calci di rigore (in finale i rossoneri superarono la Viribus Unitis a Caserta sempre grazie ai tiri dagli 11 metri). Non è stato facile per il Gragnano battere un Sorrento generoso, a tratti in pieno predominio territoriale, ma che ha pagato piccoli atti di autolesionismo puro. Dalla gaffe di Giordano, molle e tardivo nell’intervento su Sorriso (che poi avrebbe appoggiato comodamente in rete grazie anche alla sua attitudine ad attaccare spazi e profondità), al rosso rifilato nel secondo tempo a De Rosa, coi rossoneri già in svantaggio, prima per un fallo e poi per un gesto di stizza verso l’arbitro. Due eventi ravvicinati che hanno condannato i rossoneri oltre i loro demeriti. Se non quello di una scarsa tenuta psicologica nella gestione della partita e di una evidente mancanza di tranquillità in campo. Che il pareggio avrebbe fotografato meglio l’andamento di un match spigoloso ed esteticamente tutt’altro che attraente, lo ha ammesso lo stesso trainer dei pastai, Rosario Campana. Il tecnico napoletano è stato costretto del resto a friggere il pesce con l’acqua, col talentino Gassama (il suo passaggio al Potenza sembra ancora sfumato) febbricitante e più di un elemento non al meglio già in un gruppo di giovanissimi. Ne è la riprova l’avvicendamento ad inizio ripresa tra Qehajaj e Ammendola, posizionato a destra in un 3-5-2 finalizzato a rendere inoffensivo il furore, spesso confusionario, ospite. Un cambio tra due ex rossoneri che avrebbe dovuto peraltro limitare la buona vena di Scarf, apparso il migliore dei suoi anche se poco lucido sotto porta in un paio di circostanze. Ma l’inizio dell’ex Napoli in rossonero promette bene. Insomma, Campana ha un po’ temuto il Sorrento. E ha pensato di cautelarsi, spostando anche Martone al centro della difesa e garantendosi una fase difensiva accorta e puntuale, nonostante il forcing last minute costiero che però non ha sortito che una traversa di De Angelis su un gustoso tiro a giro. Bene anche Todisco come esterno nel 3-4-1-2 e a corrente alternata, purtroppo, l’esordiente Herrera, da cui si attende certamente di più.

DESTINI INCROCIATI – Gialloblù a Picerno, rossoneri che ospitano l’Audace Cerignola. Capolista e vice che sonderanno la resistenza delle due campane. Difficile dire chi rischi di più. Sono gare proibitive sulla carta, ma che possono presentare esiti imprevedibili. In questo ennesimo derby incrociato, magari ha meno da perdere il Gragnano, sia per una questione di fattore campo sia perché il Sorrento ha operato proprio in settimana il fatidico cambio tecnico, congedando Antonio Guarracino per far posto ad Enzo Maiuri. Logico che, almeno dai costieri, ci si attenda un riscontro dal punto di vista reattivo e della prestazione, al di là del risultato.

GUARRACINO OUT – Ha dovuto mettere i piedi nel piatto la MSC, superando anche le pressioni antitetiche di qualche frangia interna ed esterna. E alla fine, per il tecnico di Piano è arrivato il benservito dopo una gestione lunga 18 mesi che ha traghettato i rossoneri in serie D, ma si è distinta anche per una marea di contraddizioni e scivoloni. La sua figura, da figlio della Penisola, avrebbe dovuto unificare le varie componenti che gravitavano intorno al mondo Sorrento. Si è rivelata invece divisiva e troppo onnivora per reggere a lungo. A Guarracino, forse in modo imprudente, erano state consegnate le chiavi di un comando totale: tecnico, manageriale, comunicativo, persino logistico. Certo, il suo Sorrento, benché non bello da vedere, si è spesso distinto per mentalità e ferocia lo scorso anno, e per tratti di questa stagione. E anche le formazioni giovanili si sono ben comportate sotto la sua direzione. Ma, si sa, l’autorevolezza è sempre preferibile all’autoritarismo, e questo secondo aspetto, diventata regola e non eccezione, ha punito Guarracino alienandogli il controllo dello spogliatoio, di settori ormai stanchi del tifo e pure di qualche dirigente rossonero. Il tutto condito dalla fila interminabile di atleti che hanno chiesto la cessione per dissidi e litigi evitabili, spesso arrivati ad un punto di degrado intollerabile per gli atteggiamenti del tecnico. Con parte della stampa, poi, non era mai scattata la luna di miele. Un contrasto acuito dai fiumi di insinuazioni sgradevoli rivolte verso giornalisti sorrentini e non. Famosa la sua lista di proscrizione emanata ad Avellino, nel post spareggio con l’Agropoli, con tanto di nomi e cognomi di coloro che, “fin quando ci fosse stato lui”, non sarebbero mai stati accolti allo stadio Italia. Ci siamo finiti anche noi nel tritacarne: una medaglia che ci siamo volentieri appuntata, specie se questi strali arrivavano da chi pretendeva il controllo totale dell’informazione e del diritto di critica. E agiva coerentemente contro chiunque osasse uscire dal giro ristretto dei corifei. Doveva essere un momento di felicità e di gioia. Finiva un incubo, si tornava in D. Si trasformò invece in una intemerata piena di sfoghi e di show da cortile, incorniciato da un linguaggio verbale e corporeo rivedibile, per usare un eufemismo. Forte la contestazione che alcuni leader della curva gli hanno riservato a Gragnano dopo il derby. Destinatario delle richieste, il presidente Giuseppe Cappiello, rimasto ad ascoltare in palese imbarazzo. Guarracino, impassibile e rassegnato dal centro di Sorriso fino al fischio finale, era già negli spogliatoi, a rimestare il pensiero nei comportamenti di qualche giocatore che pure a Gragnano, con la gara in pieno svolgimento, aveva dato segnali anche verbali di ammutinamento. Al suo posto c’è Enzo Maiuri, tecnico col quale i colloqui erano iniziati già da dicembre, senza arrivare mai ad una svolta definitiva per il gioco dei veti incrociati che finiva per favorire la permanenza di Guarracino. Domenica sera quindi la chiamata e lunedi la firma, accompagnato dal vice Felice Scotto. Arriva un allenatore che la D la conosce bene. E conosce bene questi gironi con le loro problematiche e loro insidie tecniche e ambientali. Ma, soprattutto, arriva un tecnico gentiluomo. E anche in questo, al netto degli aspetti tecnici, si completa un ribaltone vero, gustoso. Il Sorrento riparte da qui, affrancandosi da un destino che, diversamente, sarebbe stato fallimentare.

Ti è piaciuto l\'articolo?

Vota da 1 a 5

risultato / 5. Numero voti

As you found this post useful...

Follow us on social media!

We are sorry that this post was not useful for you!

Let us improve this post!

270total visits,1visits today

Lasciate un vostro commento

About Stefano Sica 729 Articoli
Giornalista pubblicista e' uno dei fondatori di Footballweb

Commenta per primo

Lascia un commento