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18 Gennaio 2019

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Nightmare before Christmas

Sembrava impensabile un finale simile, specie dopo le prime due giornate di Champions League. L’Inter diviene infatti la prima ed unica squadra nella storia della massima competizione europea a non essersi qualificata agli ottavi dopo aver vinto le prime due gare del girone. In precedenza, 32 squadre su 32 avevano raggiunto l’obiettivo.

Un’eliminazione che lascia l’amaro in bocca, o forse rabbia, per il modo sciatto in cui i nerazzurri hanno gettato via due match point in fila, prima a Wembley con il Tottenham, poi pareggiando 1-1 a San Siro con un Psv già eliminato da tutto. Come ogni dicembre da troppi anni a questa parte, l’Inter si scioglie assumendo le sembianze della neve sotto al sole, incarnando la parte più oscura di se stessa, facendo vivere un vero e proprio incubo ai suoi tifosi che, sotto Natale, ricorda tanto la celebre sceneggiatura di Tim Burton. In quattro giorni, dalla sconfitta dello Stadium al deprimente epilogo continentale, tre sono le strutture portanti che a più riprese si sono echeggiate nei 180 minuti.

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Primo, l’evidente inadeguatezza di Kwadwo Asamoah a certi livelli: colpevole nell’essersi fatto sovrastare da Mandzukic prima, da investigazione nell’essersi fatto scippare la palla nella propria area di rigore ieri sera. La Juventus l’ha lasciato andar via a cuor (e portafogli) leggero; ora si è capito il motivo. Secondo, i folli cambi di Luciano Spalletti, ora giustamente in bilico: dopo aver tolto Politano a Torino per inserire Borja Valero sul risultato di 0-0, è recidivo a San Siro quando toglie ancora il 16 nerazzurro, sin lì uno dei migliori, per mandare in campo Vrsaljko, un terzino, subito dopo il pareggio di Icardi (suo l’assist). Mentalità certamente non da vincente, e il fato l’ha subito punito. Terzo, il flebile confine tra i legni e la porta: a Torino il clamoroso palo di Gagliardini poteva cambiare il match. Ieri sera prima il legno colpito al 6′ da Perisic, poi quello preso da Coutinho al Camp Nou, che poteva mettere un punto definitivo alla contesa con gli Spurs. Sliding doors decisivi, che condannano l’Inter ad una delle retrocessioni più amare di sempre, in Europa League.

Chi sicuramente non ha demeritato è ancora una volta Mauro Icardi. Migliore in campo per distacco anche prima del gol timbrato, si conferma uno dei pochissimi davvero meritevoli di calcare certi palcoscenici. Il suo bottino al primo anno di Champions si ferma a 4 reti in 6 partite, numeri spaventosi in una squadra che già segna poco di suo, e che per di più ha dovuto affrontare due trasferte come quelle a Barcellona o a Londra. Ora il terrore dei tifosi nerazzurri si fa sempre più pesante: e se Maurito decidesse di salutare a fine anno dopo l’ennesima delusione in nerazzurro?

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La sensazione è che si sia data troppa importanza alla possibile superficialità che il Barcellona avrebbe potuto mettere nel preparare la partita con il Tottenham. Stampa, tifosi, addetti ai lavori, tutti a chiedersi se ci sarebbe stato il biscotto al Camp Nou. In realtà il Barcellona ha fatto il suo, andando addirittura vicino a vincerla. Nemmeno così l’Inter è riuscita a portare a casa la qualificazione.

Ci sarebbe certamente da discutere anche sull’atteggiamento del Psv. I campioni d’Olanda, già eliminati da tutti, non solo hanno schierato tutti i titolari possibili in una gara per loro inutile -cosa assolutamente lecita, per carità- ma hanno condito la prestazione con comportamenti antisportivi senza motivazioni valide, fingendo infortuni, perdendo tempo, cercando persino di intercettare con le mani i rinvii di Handanovic. Roba allucinante per chi, come detto, ieri sera non si giocava assolutamente niente.

Restano i rimpianti, rimane la rabbia che schiuma dopo una eliminazione così amara. La speranza è che l’Inter non faccia la solita, non si deprima da qui a maggio come sempre succede dopo un tracollo. C’è ancora un campionato da salvare, sperando di fare un buon percorso anche in Europa (quella minore).

Ad maiora, Champion’s.





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About Nicolò Toccaceli 93 Articoli
Giornalista pubblicista di Footballweb. Si occupa dell'Inter e di Formula 1.
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