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Salernitana, una rimonta in dieci. Avanti così

CESENA (4-4-1-1): Agliardi; Perticone, Esposito, Scognamiglio, Fazzi; Kupisz (41’ st Vita), Schiavone (29’ st Cascione), Kone, Dalmonte (34’ st Panico); Laribi; Jallow. A disp. Melgrati, Fulignati, Mordini, Gliozzi, Moncini, Sbrissa, Farabegoli, Setola, Rigione. All: Fabrizio Castori

SALERNITANA (3-5-2): Adamonis; Pucino, Mantovani, Vitale; Gatto, Minala (25’ st Di Roberto), Signorelli (41’ st Rizzo), Ricci, Alex; Bocalon, Rodriguez (12’ st Rossi). A disp. Iliadis, Russo, Zito, Kiyine, Kadi, Odjer, Di Roberto, Asmah, Cicerelli. All: Alberto Bollini

ARBITRO: Sig. Riccardo Ros di Pordenone (Cangiano/Lanotte) IV uomo: Baroni

NOTE. Marcatori: 3’ pt Kupisz, 22’ pt Kone (C), 27’ pt Rodriguez (S), 21’ st autogol Pucino (C), 26’ st Bocalon, 33’ st Ricci (S). Ammoniti: Kone, Jallow, Fazzi, Perticone (C), Rodriguez, Gatto (S). Espulso Gatto (S) al 23’ st per doppia ammonizione. Angoli: 4-4. Recupero: 0’ pt – 4’ st.

Verrebbe da dire…pazza Salernitana, amala. Ma copieremo una blasonata squadra italiana, che i suoi affettuosi e calorosi tifosi; in una coreografia del derby, copiarono i granata. Ma torniamo al match. Solita Salernitana, che se non prede un paio di schiaffi in pieno viso, non si sveglia ed inizia a macinare gioco, e segnare goals, sbagliandone anche di clamorosi. Pareggio quasi insperato, giunto in 11 vs 10, che ha ammutolito l’Orogel Manuzzi, anzi facendo vedere anche lo spettro di una clamorosa sconfitta. Punto che tiene i granata in zona play off, se a pochi punti dai posti che valgono il salto diretto in massima serie. Come ora sta accadendo, Bollini conferma il 3-5-2 con la difesa obbligata (causa infortuni), ma riserva una sorpresa in attacco: fuori Rossi reduce dal l’impegno con l’Under 20, e subito in campo il rientrante Rodriguez. Neanche il tempo di battere il calcio di inizio e il Cesena passa in vantaggio: cross di Fazzi dalla sinistra, Kupisz si inserisce di testa approfittando della dormita di Alex e fa 1-0. La Salernitana sbanda e al 6’ rischia con Kone, che dal limite comincia a fare le prove generali del gol che arriverà quindici minuti dopo. I granata provano a ricompattarsi, Signorelli è molto mobile e tocca tanti palloni nella metà campo difensiva. Minala e Ricci, invece, ci mettono un po’ a carburare, sbagliando molto in impostazione. Ogni volta che la Salernitana perde palla il Cesena lancia in profondità Jallow, che però è più fumo che arrosto: Mantovani (da oggetto misterioso, a leader)è imperioso, non verrà saltato una volta. La scossa granata, però parte da Bocalon, che nel giro di un minuto recupera un pallone a centrocampo, per poi colpire la parte alta della traversa di testa. Minala al 17’ strappa il pallone a Esposito e impegna Agliardi, ma proprio nel momento migliore della Salernitana il Cesena raddoppia. Vitale allontana un pallone in area, Kone raccoglie e da 35 metri sorprende Adamonis, distratto nell’occasione. Potrebbe essere il colpo del ko, ma la Salernitana non muore mai: 27’, spunto di Gatto, erroraccio di Bocalon di testa sottoporta ma tap in vincente di Rodriguez. Il goal rivitalizza la Salerntana. Da quel momento si trasforma, diventa più ordinata, riesce a far girare meglio il pallone e Signorelli ha più liberta di impostare. Ricci prende coraggio e cerca senza fortuna due volte la conclusione dal limite, Adamonis dimentica l’errore e respinge il mancino forte ma centrale di Kone. Nel secondo tempo la Salernitana entra in campo con maggior consapevolezza. Signorelli gioca pulito, Gatto e Alex sono più intraprendenti e anche Minala cresce atleticamente. Tutto quello che crea la Salernitana, però, la spreca Bocalon. Al 5’ il centravanti veneto tira altissimo dal limite, poi al 15’ decide di concludere dai 30 metri senza motivo. Ma l’incredibile arriva tre minuti dopo: Rossi, appena entrato, sradica il pallone dai piedi di Scognamiglio e serve un pallone d’oro a Bocalon che da un metro, a porta vuota, inspiegabilmente non riesce a segnare. Mani in testa per Bollini, la Salernitana accusa il colpo va in Black out. Il Cesena ringrazia e punisce, al 21’ Laribi mette al centro un pallone innocuo e Pucino si fa gol da solo. La Salernitana sembra accusare il colpo e anche Ros ci mette del suo ammonendo due volte in due minuti Gatto, la seconda senza apparenti motivi logici, costringendo Bollini a chiudere in 10. Il Cesena, fa l’errore dell’Avellino, considera chiusa la partita. Bollini, dal suo canto indovina il cambio, Di Roberto entra al posto di Minala e il primo pallone che tocca è un assist vincente: Bocalon prima colpisce Agliardi, poi ribadisce per il 3-2 che dà ancora speranze a una squadra che sotto di due gol e di un uomo decide di non mollare. Non ci sono aggettivi per descrivere la forza di volontà degli uomini di Bollini che al 33’ riacciuffano la gara con il destro di Ricci. Punizione procurata da Rossi, schema intelligente con il tocco di Vitale di tacco e primo gol in granata dell’ex Perugia che fa esplodere i circa duemila tifosi del cavalluccio. I granata vanno addirittura vicini al gol del 4-3, ma Scognamiglio si lancia a peso morto per impedire a Rossi di esultare. Alla fine al triplice fischio festeggia la Salernitana. Ancora un’altra emozionante rimonta , ancora una reazione, ancora una grande voglia di portare a casa il risultato.

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