ESCLUSIVA FBW – Pres. Casoria: “Quest’anno sfortunati con gli arbitri…”

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Il suo volto è sereno, ma le parole tradiscono delusione e sconcerto. Giovanni Palmentieri, Presidente del Casoria, pondera bene i suoi concetti, e li espone con estremo equilibrio. Ma soffermarsi sugli errori arbitrali del salernitano Striamo nel corso della gara persa con l’Afro Napoli (3-1), diventa inevitabile. La sua analisi, in esclusiva ai microfoni di FootballWeb, coinvolge anche il recente sfratto da Cardito e il futuro del calcio in città. Intoppi che potrebbero rallentare se non addirittura annullare il progetto viola. La squadra, nel frattempo, non sfigura, anzi. Specie nel secondo tempo del big match del Vallefuoco, mister Amorosetti (in tribuna per squalifica) ha mischiato un po’ le carte davanti giocandosi il tutto per tutto. Movimenti che il tecnico viola spesso propone nel suo 4-4-2 a trazione anteriore. Il duo iniziale Di Micco-Gioielli ha lasciato spazio col passare del tempo al tandem Siciliano-Incoronato, con lo spostamento del capitano a sinistra, là dove prima dell’intervallo aveva agito Spilabotte. Qualche riscontro è arrivato: Casoria arrembante nei primi 30′ della ripresa, fino al pari. Poi un crollo inaspettato ed evidente, causa anche il calo atletico di alcuni elementi. Quindi gli episodi contestati: il centro del pari griffato Cafaro, poi annullato dopo un balletto tra arbitro ed assistente (Striamo e De Rosa), e un paio di situazioni (una per tempo) in area su cui lo stesso direttore di gara ha sorvolato nonostante le proteste viola. Anche l’Afro, tuttavia, ha protestato per il rigore del pari trasformato da Gioielli e concesso per una spallata di Diop a Foti giudicata veniale e forse avvenuta fuori area.

Partiamo dall’episodio chiave: il gol annullato a Cafaro per off side.

“Purtroppo nessuno ci ha capito niente. Potrebbe essere stato il primo caso di Var “telepatica”, sarà stato un review mentale. L’arbitro aveva assegnato il gol, l’assistente non aveva sbandierato e, solo dopo le proteste dei giocatori avversari, lo stesso assistente ci ha ripensato. L’arbitro, nel frattempo, non ci ha dato spiegazioni”.

Tuttavia l’avevate pareggiata subito, poi c’è stato un crollo inspiegabile.

“Sicuramente siamo calati un po’ di intensità, la stanchezza si è fatta sentire. Ma anche sul 2-1 ci eravamo ripresi e non ci è stato assegnato un altro rigore abbastanza eclatante dopo un altro netto non visto nel primo tempo. Poi è chiaro che subentra anche l’aspetto psicologico. Se in una partita ci vengono negati due rigori, non ci viene convalidato un gol regolare, e un’occasione magari la sbagliamo anche noi, non è che si possa fare di più. Specie se la sfida è tra due squadre di pari valore. Purtroppo queste cose ci stanno capitando spesso e volentieri, penso ad esempio alla doppia gara col San Giorgio. Notiamo un certo accanimento nei nostri confronti: io una idea me la sono fatta, ma preferisco non parlare per non rischiare denunce. Ma a volte ti costringono a pensare male”.

Pochi giorni fa siete stati buttati fuori da Cardito con una scelta discutibile, e una tempistica surreale. Pare che vi giri tutto storto…

“Ma infatti siamo ancora dei “folli” a stare qui. Ce ne sono successe di tutti i colori quest’anno. Siamo stati sfrattati come dei criminali, anche se non c’entravamo nulla rispetto ad uno scontro tra tifoserie. Tra l’altro sono stati i nostri tifosi ad essere aggrediti da quella frattesi. Al Comune di Afragola sono poi arrivate delle strane pressioni per non farci giocare al Moccia. Tutto troppo strano. Sapevamo che era un anno di transizione durante il quale avremmo giocato sempre in trasferta. Il nostro impianto sarà comunque pronto per le Universiadi e non vediamo l’ora di tornare a settembre a giocare a casa. Del resto il San Mauro è sempre stato un fortino per noi e le statistiche lo confermano. In casa avremmo perso una partita, a Cardito ne abbiamo cedute diverse. L’aspetto psicologico incide. Ecco perché, tirando le somme, non ho nulla da rimproverare ai ragazzi. Guardando l’insieme, il bicchiere è mezzo pieno”.

Cosa avete in mente per il futuro?

“Ecco, qui sono stato già chiaro, anche se qualche tifoso non l’ha presa bene: se non avremo il nostro stadio, e l’appoggio dell’Amministrazione comunale, il calcio a Casoria sarà destinato a scomparire. Non avrebbe senso finire i campionati facendoci l’applauso tra di noi, ma sopravvivendo sempre senza obiettivi certi. Non è un caso che anche altrove i presidenti durano 2-3 anni e poi vanno via. Uno si chiede: che senso ha fare degli sforzi se non ci si pone dei traguardi di lungo respiro? Forse il mio è un record a Casoria: ho fondato questa società cinque anni fa e adesso ci sto ancora io. Continuo a lottare e ad andare avanti, ma non è detto che duri per sempre. Inevitabilmente qualcosa dovrà cambiare. Penso alla creazione di un settore giovanile, per esempio. Altrimenti potremmo durare un anno o due, ma alla lunga il Casoria sarà destinato a finire”.

About Stefano Sica 746 Articoli
Giornalista pubblicista e' uno dei fondatori di Footballweb

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