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25 settembre 2018

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Viola Rock: Long as I can see the light

Servizio di Enzo Paudice @riproduzione riservata
The show must go on! A ricordarcelo ci saranno per sempre i Queen, cosi come i Pink Floyd. Ma quanto sia difficile per la Fiorentina, per questo gruppo, andare avanti dopo la scomparsa del loro capitano non è difficile dedurlo. Astori non era uno dei tanti. Astori era la guida, il capitano, il seme, come l’ha definito il suo allenatore, o ancora la “luce”, come ha ricordato Badelj (a cui tra l’altro è stato affidato il compito più difficile, ereditandone suo malgrado la fascia di capitano), di questa squadra. Ed oggi vedendolo in campo, questo gruppo fatto principalmente di ragazzi (non bisogna mai dimenticarlo), la sensazione che mancasse la loro guida, il loro capitano per l’appunto, era troppo forte per non rendersene conto. Ma nelle logiche di questo sport, il fermarsi per sempre non sembra sia contemplato. Ed ecco allora che questi ragazzi, ad una settimana dalla tragedia, si sono ritrovati a giocare la partita più difficile della loro vita, e questo senza che il loro capitano fosse con loro a guidarli. Lo hanno fatto soprattutto per Davide, per salutarlo nel migliore dei modi. Al loro fianco una città intera a stringersi, in primis intorno al dolore dei familiari di Astori, e della Fiorentina tutta.

Lo show è dunque ripreso, sebbene nulla sia più come prima. E forse non lo sarà mai. Chiedetelo ai Doors, ai Nirvana o ai Queen. La scomparsa dei loro “capitani”, anche in quel caso in maniera inaspettata, in modo straziante e soprattutto nel pieno della vita, è pesata come un macigno sul destino degli altri. I Queen, proprio coloro che avevano ricordato al mondo intero la logica del “dover andare avanti”, ci hanno anche provato ad applicarla questa regola. Ma a parte qualche risultato discreto, l’assenza di quella voce, di quella luce, di quel capitano, ha pesato così tanto che nulla è stato più lo stesso.

È contro questa realtà che oggi la Fiorentina, questi ragazzi, sono costretti a scontrarsi.  È per ribaltare questa regola che devono andare avanti. È per Astori, per l’eterno numero 13 della Fiorentina, che questo gruppo è chiamato a reagire, ad essere l’eccezione e non la regola. Spinto ancora da questaa straordinaria Firenze che ha salutato nel più degno dei modi il suo capitano. Una vicinanza, un’affetto che è stato incorniciato dalla curva Fiesole, che ha inciso in modo indelebile il nome e il numero di Davide nel tempio viola. Un saluto, che è valso come un raggio di sole nella giornata triste e piovosa che si è levata sul Franchi, permettendo a quella fonte di luce di non spegnersi per sempre. In questo ultimo saluto a Davide, ci accodiamo anche noi, nel modo naturalmente a noi più consono; attraverso una canzone. La scelta non è stata facile, ma le parole di Badelj ci hanno aiutato: Long as I can see the “Light” dei Creedence Clearwater Revival.

A Davide, Capitano della Fiorentina

Long as I can see the light (Fino a che potrò vedere la luce)
Metti una candela alla finestra
perché sento che devo andare
anche se sto andando, andando
tornerò a casa presto
fino a che potrò vedere la luce
Preparo la borsa e inizio a muovermi
perché sono costretto a vagabondare un po’
quando sono andato, andato
non devi preoccuparti a lungo
fino a che potrò vedere la luce Immagino di avere il vecchio pallino del viaggio
perché questa sensazione non mi abbandona
ma non voglio, non voglio perdere la strada, no
fino a che potrò vedere la luce

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About Enzo Paudice 107 Articoli
Trentenne, storico dell'arte, amante della musica rock anni '60, '70 e '80 e soprattutto tifoso viola. Tutto questo per footballweb.it

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