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I quattro elementi di Yann

Appena maggiorenne, originario della Costa d’Avorio, in prestito dal Caen. Queste le principali caratteristiche di un ragazzo che, in un tiepido pomeriggio d’inverno milanese, ha deciso da solo di restituire la vita ad un gruppo di giocatori che non sembravano più volerne sapere, disorientati e spaventati da due mesi al limite dell’horror.

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Yann Karamoh è considerato uno dei giovani più promettenti a livello mondiale, oggi nell’esordio da titolare in Serie A ha voluto mostrare il perchè. Trascinando l’Inter con i suoi strappi, la sua energia, la sua vitalità; ma anche con una tecnica che su quella fascia destra non si vedeva da tempo: è lui ad ispirare la prima rete di Eder, è lui a siglare il raddoppio -dopo il pari di Palacio- con una magia da filmato YouTube. Scambio stretto con Rafinha, palla che suona tra il destro e il sinistro e, infine, conclusione dal limite proprio con il piede debole (!) che si infila alle spalle di Mirante. Sarà un gol decisivo per i 3 punti, il gol più importante della sua carriera, come dirà poi a fine gara.

La vittoria mancava da 70 lunghissimi giorni per Spalletti, 8 partite di campionato, un letargo vero e proprio. E’ dunque terra, aria,  fuoco e acqua quel missile di Karamoh che regala -oltre ai sorrisi- il ritrovato terzo posto ai nerazzurri, ai danni di una Lazio che sembra sempre più in crisi, alla terza sconfitta consecutiva.

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Oltre al giovane ragazzo ivoriano, tuttavia, c’è da registrare un atteggiamento certamente diverso rispetto alle ultime -abuliche- uscite. L’Inter è partita subito fortissimo, schiacciando il Bologna e trovando il vantaggio dopo un minuto. Ancora in rete Eder, perfetto antidoto all’infortunato Icardi, ideale dodicesimo uomo per qualsiasi squadra. Poi il solito black out, gara sotto ritmo e il Bologna riesce a tornare in corsa con l’ex Palacio, oggi incontenibile. La reazione però è da grande squadra, nonostante un Perisic sempre più corpo estraneo, e l’inserimento di Rafinha regala quella qualità che al centrocampo dell’Inter serve come il pane. I 3 punti finali sono tutto sommato meritati, considerando anche le traverse di D’ambrosio e Skriniar, oltre ad un dubbio contatto in area bolognese con protagonista Eder.

Spalletti può respirare e guardare con fiducia a Genoa e Benevento: la continuità è il rosario da seguire.

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About Nicolò Toccaceli 73 Articoli
Giornalista pubblicista di Footballweb. Si occupa dell'Inter e di Formula 1.
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