Frattese, testa a Barano e un orecchio ad Afragola…

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Testa e gambe a Barano, con un orecchio neanche tanto distratto rivolto ad Afragola. Può essere la domenica della svolta per la Frattese, da ieri pomeriggio in ritiro a Forio per ritrovare concentrazione e tensione mentale in vista della gara mattutina con gli isolani. Non manca praticamente nessuno nella spedizione ischitana, dirigenti ed entourage. Nessuno ha voluto rinunciare, come nelle vere famiglie che sanno riconoscere i momenti delicati di un loro percorso esistenziale. In arrivo anche una cinquantina di tifosi da Frattamaggiore ad accompagnare questo ennesimo tour della speranza. Vincere col Barano (e non sarà agevole), sperando in un pari al Moccia. Il massimo auspicabile, anche in considerazione di un mese di marzo che presenterà ai nerostellati il prezzo di un calendario più tosto tra le tre regine del girone. Prima l’Afro Napoli, che ha asfaltato il Casoria e sogna in grande, poi l’Albanova, che non è di certo in vena di regali, infine Gladiator e Afragolese. Bisogna massimizzare quanto prima lo sforzo di un’annata intera, e oggi si può iniziare. Ciaramella voleva una squadra sangue e arena per uscire dalla crisi, che anteponesse l’agonismo alla grande bellezza di sempre. Se l’è ritrovata invece più armonica, più serena psicologicamente, persino più “ragioniera” e capace di riproporsi col vestito di sempre. Con San Giorgio e Ottaviano si è visto un gruppo mentalmente rigenerato, convinto delle proprie possibilità, abile nel puntare su gioco e geometrie. La Frattese, insomma, ha sorpreso per la tranquillità con cui ha interpretato queste due sfide, e che le ha consentito di non smarrire principi fondativi e identità. In pochi ci avrebbero scommesso. Merito di una società che ha saputo gestire con intelligenza ed esperienza questa fase delicata, non lasciando nulla al caso. Il rientro a pieno regime di Capogrosso tra i titolari ne è un esempio. Sembrava finita la luna di miele tra l’ex centrale del Casoria e Ciaramella (e, insieme al tecnico, la società). E’ bastato guardarsi negli occhi ancora una volta, buttare fuori tutto senza infingimenti e giri di parole. Alla fine il colosso napoletano, un po’ figliuol prodigo un po’ gigante buono, ha convinto tutti. E il rendimento sul campo si è visto, sia al Paudice sia domenica scorsa allo Ianniello. Ne ha beneficiato nuovamente Oliva e tutto l’equilibrio difensivo in generale. Più dura tenere a bada il trio Ioio-Muro-Minicone a San Giorgio, sempre pronto a colpire con la sua velocità e la sua imprevedibilità. Meno difficoltoso il compito con l’anemico attacco di Sasà Soviero, nel quale comunque si è distinto il solito Vanni Longo, esterno a sinistra nel 4-3-3 con compiti di copertura sempre svolti in modo egregio. Un  match nel quale l’atleta classe ’96, scuola Equipe Campania, ha dimostrato di avere ancora tanto da dire in futuro. Poco ha potuto opporre l’Ottaviano, se non una buona copertura in fase di non possesso e una ottima disposizione in campo. Tanta la volontà, poca però la cattiveria e la fisicità per poter frenare l’irruenza nerostellata. A Barano saranno tutti disponibili. Rientrerà Leone dopo la squalifica e per Ciaramella sarà possibile puntare nuovamente sul suo 11 base, con Maisto in porta, Sparano e Balzano sulle fasce, Capogrosso e Oliva al centro con una mediana disegnata sulla regia di Costanzo, affiancato da Leone e Catavere. Attacco affidato come al solito al “Cobra” Grezio, assistito da Allegretta e Simonetti. Un solo risultato a disposizione: la vittoria. In attesa di buone notizie da Afragola. E di un pari che evidentemente sarebbe oro colato per i nerostellati. Sebbene la vittoria di una tra Afragolese e Giugliano stringerebbe comunque il cerchio in questa volata finale. E non sarebbe poco.     

Autore dell'articolo: Stefano Sica

Giornalista pubblicista e' uno dei fondatori di Footballweb

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