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“Non un passo indietro”: Paganese a Fondi per la sfida che vale una stagione

Servizio di Stefano Sica @riproduzione riservata

Restare indenni per non morire. O, comunque, per non ammalarsi quasi irrimediabilmente. Non avrà grosse alternative la Paganese oggi pomeriggio (16.30) al Purificato. Soccombere col Fondi, del resto, produrrebbe un doppio danno: dire addio a qualsiasi ipotesi di salvezza diretta e mettere a serio rischio la terzultima posizione che consentirebbe comunque il bonus casalingo in caso di play-out. Sì, perché i laziali disputeranno una partita in più, con tre impegni, sulla carta, alla portata, al netto della trasferta di Lecce. Non si può sbagliare e anche un pari sarebbe comunque oro per gli azzurrostellati. Ma, come ha avvertito De Sanzo, molto dipenderà dall’evoluzione del match. E, in base alle dinamiche con cui si svilupperà la sfida, la Paganese potrà puntare al pari o provare il tutto per tutto. Di certo a Fondi si andrà per vincere. Per sperare in qualcosa di più e meglio, per fare pace con le proprie convinzioni ridotte ai minimi termini (nuovamente, come è nell’impolverato copione di questa stagione) dalle due meste uscite con Catania e Casertana, e perché di fronte ci sarà un avversario che non avrà nulla da perdere e che darà battaglia.

UN “TORO” PER I LAZIALI – Solo una reazione uguale e contraria permetterebbe di non alzare bandiera bianca prematuramente. Specie ora che i rossoblù hanno trovato un nuovo condottiero, il quarto di un’annata travagliatissima: Pasquale Luiso, il “Toro” di Sora. Centravanti immenso di un calcio che non c’è più ma, soprattutto, uomo che fa degli aspetti motivazionali il proprio must. Come De Sanzo. E’ già battaglia nella battaglia, sotto questo aspetto. Non potrebbe essere diversamente tra due autentici guerriglieri, anni fa in campo e in panchina ai tempi d’oggi. “Lui la vuole vincere? Io ancora di più…”, ha esordito Luiso, che martedì mattina ha firmato dopo un breve colloquio con la dirigenza. Ecco perché da temere ci sarà la voglia di rivalsa di questo Fondi che sa di giocarsi tutte le proprie fiches di sopravvivenza sulla gara odierna. A un test così ci si approccia con freddezza ed esperienza, stando attenti a non raccogliere eventuali “tensioni” agonistiche.

CASERTANA TABU’ – Tuttavia sono proprio questi gli aspetti su cui, purtroppo, la Paganese ha maledettamente latitato in tanti mesi. Anche il derby con la Casertana ha raccontato i due frammenti di una squadra più libera mentalmente quando si è trattato di cercare il gol, ma paurosamente involuta nella gestione della gara una volta in vantaggio. Positivo il primo tempo, per dominio delle operazioni e attenzione psicologica. Un dato riconosciuto anche dal trainer dei falchetti, Luca D’Angelo. Insufficiente la ripresa, che ha fatto emergere la cronica mancanza di coraggio e la solita paura di vincere di questo gruppo, rimasto timido e basso per quasi un tempo. Difetti di cui si è detto e scritto in abbondanza e sui quali lo stesso De Sanzo, saggiamente, ha lasciato correre. Come un buon padre di famiglia. Non fosse altro perché, ad un mese dal termine del campionato, non sono più curabili. Sono irreversibili. Oramai, più che sferzarla, questa squadra va aiutata a credere di più in se stessa. Le pubbliche lacrime post Casertana di Gomis (una scena davvero commovente) sono indicative: questa Paganese vuole fare molto più di quanto ottiene in campo. E non ci riesce per tanti motivi. Anche oggettivi ad essere onesti, vedi la punizione bella ma fortunosa di Pinna nel recupero. La prova del nove arriverà oggi. E sarà di quelle gustose.

LA FORMAZIONE – Se Luiso non si sbilancia sul modulo che sceglierà per la madre di tutte le partite, De Sanzo appare più chiaro: avanti col 3-5-2. Una modifica del tema tattico è teoricamente possibile ma non in agenda. Solo un avvicendamento, dunque, rispetto al derby: fuori lo squalificato Meroni, dentro il rientrante Carini, che presumibilmente si piazzerà sul centrodestra. Ngamba presidierà la corsia destra ed è l’ennesimo premio meritato per un giocatore che, anche con la Casertana, è risultato tra i migliori. Un’autentica sorpresa l’ex Nizza, elemento ritrovato e successivamente valorizzato. Davanti, con Cesaretti, sarà confermato Cernigoi. Entrambi, a dir il vero, a corrente alternata con i falchetti. Se Cernigoi deve continuare il suo processo di crescita, di più ci si attendeva dall’ex Empoli il quale, col Catania, era stato il migliore dei suoi. In ribasso l’ipotesi che, al posto di Cernigoi, possa agire il più agile Cuppone. Si dovrebbe puntare, insomma, su un impatto frontale, almeno inizialmente. Anche in mediana, più Nacci che Bensaja nel ruolo di play. Sebbene anche il primo sia stato poco brillante con la Casertana, tradendo confusione e poca lucidità in campo.

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Giornalista pubblicista e' uno dei fondatori di Footballweb

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