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Feyenoord Napoli 2-1, finisce con una brutta sconfitta l’avventura Champions

servizio di Vincenzo Capretto @ riproduzione riservata


Il Napoli saluta, come da copione, la Champions nella notte di Rotterdam perdendo addirittura contro il modesto Feyernoord.

Non si può non ammirare i tifosi olandesi che nonostante lo zero nella casella dei punti riempiono lo stadio all’inverosimile, in Italia una cosa del genere non avverrà mai.

Pronti via ed il Napoli passa, da azione d’angolo è Zielinski a metterla dentro per il vantaggio azzurro. Gli azzurri gestiscono bene la gara e sfiorano il raddoppio prima con Mertens che a tu per tu con il portiere olandese si fa ipnotizzare dallo stesso e poi con Hamsik che viene anticipato sulla linea di porta biancorossa a portiere battuto. In pieno controllo del match il Napoli subisce il pareggio del Feyenoord, Albiol va a vuoto di testa e Jorgensen,sempre di testa, trafigge un incolpevole Reina. Proprio in contemporanea arriva la notizia del vantaggio dello Shakthar contro il City tagliando le gambe definitivamente agli azzurri. Il primo tempo finisce con un rigore negato al Napoli per un fallo in area su Callejon.
Il secondo tempo è solo la conseguenza di quello che accade in Ucraina, il Napoli ci prova senza convinzione ed il Feyenoord fa la sua buona partita di contenimento. Gli azzurri si superano al 90° quando riescono a far segnare anche il goal vittoria agli olandesi rimasti in dieci, sempre di testa con Juste ed ancora su dormita colossale di Albiol.

Sapevamo già prima dell’inizio del match che le possibilità di superare il turno erano davvero basse, nessuno di noi ha mai pensato che il City sarebbe andato in Ucraina a giocarsi una partita che non serviva a nulla e soprattutto prima di un big match come quello di domenica che gli uomini di Guardiola avranno contro lo United. Il Napoli verosimilmente il suo, prima di questa partita, l’aveva fatto perdendo la prima gara con lo Shakthar ma poi vincendo con gli interessi il “ritorno”, purtroppo la sfortuna del Napoli è stata quella di incontrare il Manchester City nelle partite centrali quando gli inglesi giocavano ancora per la qualificazione. Ovviamente questa è un’interpretazione puramente buonista, gli azzurri quella prima gara di Champions in Ucraina non dovevano perderla anche perché hanno dimostrato di essere più forti e soprattutto perché sapevano molto bene che le sfide con lo Shakthar erano quelle decisive. Entrare nel dettaglio di questo incontro non è semplice perché è una partita che dal primo all’ultimo minuto è stata condizionata da quello che succedeva a Kharkiv.

Gli azzurri non possono fare a meno di uomini come Ghoulam e Insigne e stasera, sulla fascia sinistra, si è fatta sentire ancora di più la loro mancanza. I partenopei a parte i primi venti minuti sono sembrati ancora una volta lenti, con poche idee e con scarsa convinzione. La sensazione è sempre la stessa: gli azzurri non giocano più il loro spumeggiante calcio sembrano davvero molto stanchi, continuano a sbagliare troppi appoggi, mancano di quelle accelerazioni, movimenti e quelle verticalizzazioni che hanno fruttato così tanto agli uomini di Sarri. Il Napoli inizia male la Champions e la finisce ancora peggio, perde la sua quarta partita su sei in un girone tutt’altro che impossibile e riesce nell’ardua impresa a far vincere la prima partita della stagione in Champions ad un modestissimo Feyenoord.

Bisogna trovare il bando della matassa perché a prescindere gli oggettivi limiti fisici ed i tanto decantati limiti di rosa, gli azzurri stanno palesando grossi limiti anche di tenuta mentale, una squadra che vuole diventare grande non può farsi condizionare dalle notizie che provengono da altri campi, prima si vince e si convince, e poi si aspettano notizie.

In una serata così grigia nessuno degli azzurri raggiunge la sufficienza, su tutti il peggiore è Albiol capace di dormire su entrambi i goal olandesi.

Il Napoli retrocede in Europa League e lo fa da non testa di serie vista la sconfitta di questa sera, ricordiamo che in base ai punti raccolti nel proprio girone le migliori quattro delle squadre retrocesse dalla Champions saranno teste di serie.
L’Europa League riprenderà a Febbraio e fin da ora si spera che gli azzurri non snobbino comunque una competizione europea che con l’avanzar dei turni diventa sempre più affascinante e importante.
Ora testa al campionato mettendo da parte più in fretta possibile questa nuova delusione dopo quella di venerdì, la speranza è quella di trasformare tutta la rabbia e la delusione, compensando la grande stanchezza, se non nel gioco tanto decantato di qualche domenica fa, almeno nei tre punti che servono come il pane sia per la classifica ma soprattutto per il morale.

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Appassionato sin dall’infanzia di calcio ed in particolar modo del Napoli. Laureato in scienze organizzative e gestionali si occupa per FootballWeb dal dicembre 2016 prevalentemente del Napoli e dell’ambiente azzurro.

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